E’ unanime il bisogno dei cittadini di vivere una vita serena, lontana dalle lotte intestine tra i pseudo politici che sono impegnati a consolidare i propri diritti e privilegi.
Nel Partito Democratico, uscito quasi indenne dalla strage dei giudici di “Mani pulite”nel lontano 1994, è, in atto, un’implosione, relativa all’attribuzione del potere tra i vecchi dirigenti e le giovani leve del partito. Ciò, si sta fatalmente verificando, per la natura aggressiva degli eredi staliniani ancora presenti nel partito con la mentalità tarata, di dover essere intoccabili e incontrollabili.
Quando tal signori erano convinti di essere rimasti i soli a gestire la politica e conquistare il potere spunta l’attuale “Messia”, Matteo Renzi che li rimprovera per gli errori politici computi in passato, vince le primarie nel partito e rottama tutti i vecchi padroni del PD.
La rivolta dei rottamati è più che comprensibile, ma arrivare ad aggredire e ostacolare il cammino dei giovani è da irresponsabili.
Le più ciniche sono le reazioni di Bersani che in un’intervista televisiva, rasentando il ridicolo, ricorda a Matteo Renzi che sta governando con il suo trenta per cento. Alla fine dichiara che sarà leale con il governo e con il Partito.
D’Alema, Fassino, Civati, Cuperlo e i loro rispettivi amici non sono da meno di Bersani. Infatti, le loro critiche riflettono la reazione Rodotà e Gustavo Zagrebelsky contro la deriva autoritaria di Renzi.
Entra in campo a gambe tese la Camusso e, in sintonia con la minoranza del PD, rimprovera Renzi per la proposta di modificare lo Statuto dei Lavoratori sperando d’invogliare i paesi stranieri a investire in Italia. La stessa Camusso minaccia uno sciopero generale in difesa dell’Art.18 e non si cura di suggerire al Governo un provvedimento per fermare i fallimenti e le chiusure delle aziende.
A rendere più nauseante le contraddizioni tra Renzi e la minoranza del PD è la Presidente della Camera dei deputati, che ritiene, apparentemente, “indispensabile il riordino retributivo” e, nello stesso tempo, afferma di difendere le retribuzioni e i privilegi dei dipendenti della Camera e del Senato.
Nell’incerto clima politico non si riesce a capire chi si oppone a votare Violante del PD e Caramazza di Forza Italia per far parte della Corte Costituzionale. Ne deriva, da tutto ciò, la brutta figura che l’Italia fa di fronte agli altri Paesi.
La farsa esilarante è il caso De Magistris, Sindaco di Napoli, ex Pubblico Ministero che ha trattato per un certo periodo, il problema riguardante il rapporto tra Mafia e Stato italiano quando il Ministro degli Interni era Mancino.
De Magistris, Sindaco di Napoli, dopo essere uscito dalla Magistratura, viene, condannato dal Tribunale di Roma a un anno e mesi. I reati ascrittagli sono: Abuso d’Ufficio, acquisizione di tabulati di alcuni personaggi senza che gli stessi avessero commesso alcun reato. Inoltre De Magistris indagò parlamentari senza essere stato autorizzato com’è previsto per legge. E’ ancora accusato di aver spiato alcuni parlamentari e compiute intercettazioni sempre non autorizzate.
I fatti illeciti furono consumati quando era sostituto procuratore a Catanzaro. Per la Legge Fornero, De Magistris deve essere sospeso da Sindaco di Napoli. Infatti, il Prefetto di Napoli il giorno 4 ottobre 2014 gli ha comunicato il decreto di decadenza.
De Magistris, ex magistrato, amico di Dì Pietro e di Ingroia ha dimenticato che le sentenze vanno rispettate. Sono proprio tali comportamenti, sia pure di taluni magistrati arroganti, presuntuosi e autoritari a rendere necessario legiferare la responsabilità civile dei magistrati. La Magistratura perde d’affidabilità e rispetto quando un ex magistrato, per vendetta personale, accusa con baldanza il Capo dello Stato di essere stato indagato per tangenti durante la stagione di “Mani Pulite”.
Dopo le accuse abbastanza pesanti dell’ex giudice De Magistris è difficile prevedere cosa potrà succedere in Italia. Si aggraverà la lotta contro De Magistris? Ci sarà carne da cuocere da parte delle reti televisive e dei giornali, entrambi affamate di notizie scandalose? Il Presidente Napolitano si dimetterà da Capo dello Stato per difendersi da libero cittadino dalle infamanti accuse di De Magistris? Domani sarà un altro giorno.

Ma quanta malafede e cinismo c’è in questi signori, come fanno a non acccorgersi che migliaia di aziende ogni giorno chiudono con all’interno macchinari nuovi pagati e capannoni costruiti con sudore e sacrifici fatti per lungo tempo, dove gli operai sono persone di famiglia non dipendenti.