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Il pd non ha saputo parlare all’elettorato moderato

In politica come negli scacchi chi non lo fa rischia di perdere. E con un’alleanza strategica con M5S sarebbe ancora peggio.

di Gabriele Parenti | 8 Ottobre 2022

All’inizio della campagna elettorale  sostenevo che nonostante le previsioni sfavorevoli il PD avrebbe potuto vincere se avesse adottato una strategia politica  tendente a estendere la  coalizione verso il centro  perché  in politica oggi come negli scacchi  chi presidia il centro ha buone possibilità  di vincere.

Tanto più che il  partito di Letta poteva avvantaggiarsi del fatto che la coalizione avversaria essendo  trainata da Giorgi Meloni  veniva percepita dell’opinione pubblica come spostata a destra (dico percepita perché, secondo me, la vera destra non è Meloni ma Salvini).

Ritenevo, inoltre, che il  PD avrebbe dovuto presentare all’elettorato  proposte idonee e combattere il caro-bollette che è oggi uno dei motivi di maggiore apprensione e a combattere l’inflazione che è il nemico più funesto (e a poco servono bonus sociali o provvidenze specifiche se il potere d’acquisto cala continuamente).

Inoltre, se una parte dei  lavoratori potrà  recuperare  almeno in parte il potere d’acquisto

con i rinnovi contrattuali sono i piccoli risparmiatori che vedono sbriciolarsi quelle  modeste somme messe da parte per far fronte alle necessità, specie peri più anziani, alle manchevolezze del sistema socio sanitario. Quindi  si sarebbe dovuto precisare che eventuali nuove tasse necessarie per evitare un innalzamento del deficit pubblico avrebbero riguardato solo le categorie più abbienti.

Inoltre pensavo che avrebbe dovuto  rifuggire dalla perniciosa e inveterata  abitudine della sinistra di spaventare i ceti medi e anche quelli medio-bassi gettandoli in braccio alla destra.   

Non è accaduto niente di tutto questo Il PD è andato incontro alla sconfitta e ha consegnato l’Italia alla  destra, Tuttavia, aver perso le elezioni può essere solo un episodio e anche all’opposizione si può svolgere un ruolo importante tanto più che la coalizione vincitrice non mi sembra poi molto coesa. 

Ma il  PD  correrebbe incontro all’autoaffondamento definitivo se decidesse di reagire alla sconfitta cercando un’ alleanza strategica con M5S.  Una cosa era  l’accordo che dette vita al governo Conte II  per reagire alla mossa di Salvini e scongiurava le elezioni anticipate,  una cosa ben diversa sarebbe un’alleanza strategica che vedrebbe il PD in posizione subordinata e che sarebbe inevitabilmente portato su posizioni  oltranziste  lontane dalla sua natura e dal suo ruolo che finora bene o male è stato un perno  centrale nello schieramento politico italiano.

Dopo aver parlato tanto di centralità del  lavoro  finiremo per divenire araldi del reddito di cittadinanza?  Ritengo  PD e  M5S alternativi. Occasionalmente possono convergere su alcuni provvedimenti  ma non vedo la possibilità di un’alleanza  duratura.

E  questa è l’unica mossa di Letta che ho condiviso nella recente campagna elettorale. Andare in cerca del campo largo   vorrebbe dire  una definitiva  perdita d’identità.

Gabriele Parenti

Pubblicato in : EditorialeTag: anziani, campagna elettorale, elezioni, governo, lavoro, meloni, natura, pd, provvedimenti, tasse

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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