C’è un paradosso, anzi due, nella situazione politica italiana. I fatti, su tutti la stagnazione se non la recessione economica, dimostrano il fallimento del governo Berlusconi. Le cause sono da ascriversi al fatto che l’esecutivo non è riuscito a liberalizzare il sistema eliminando le tante rendite di posizione che ne impediscono se non il decollo almeno il funzionamento a livello degli altri paesi comunitari. Tutte le analisi a livello internazionale dicono questo. L’Italia ha bisogno di rompere il sistema di protezioni, interessi e posizioni dominanti che impediscono al suo motore di funzionare correttamente. Il primo paradosso: all’interno della maggioranza di governo ormai allo sbando le forze che alzano la voce sono quelle, AN, UDC, parte di Forza Italia, che, per cultura, si richiamano alla vecchia DC, madre della mentalità assistenziale, corporativa e statalista che sta portando il paese alla rovina. Secondo paradosso: la coalizione che viene premiata dagli elettori, e che, a meno di clamorosi autogol, sempre possibili, vincerà le politiche del 2006 è, per la cultura politica prevalente dei suoi componenti, il padre di quella stessa mentalità assistenziale, corporativa e statalista. Insomma l’esatto contrario di quello che servirebbe all’Italia.
Saremo cattivi profeti ma la situazione non ci sembra proprio delle migliori. Il medico che stiamo chiamando al capezzale di un paese malato è quello che ha contribuito, in modo talvolta determinante, ad inoculare la malattia.
IL PARADOSSO ITALIANO: AL CAPEZZALE DEL PAESE MALATO STIAMO CHIAMANDO IL MEDICO CHE HA INOCULATO LA MALATTIA
C’è un paradosso, anzi due, nella situazione politica italiana. I fatti, su tutti la stagnazione se non la recessione economica, dimostrano il fallimento del governo Berlusconi.

Ad essere onesti , tra tutti i “medici di famiglia” a disposizione , non sembra ce ne sia uno all’altezza della situazione, ed atto a dare garanzie adeguate !Il problema ormai conosciuto e ribadito nei salotti e talk show delle “rendite di posizione” non sta da una parte sola ,e chi lo volesse sostenere sarebbe un truffatore. Diciamo che Berlusconi ,al di là delle promesse ,si è poi accorto di non potere…….non è il cambiamento di timoniere che potrebbe dar garanzie ( …e chi ,Prodi??!??),bensì un cambiamento nel sistema politico ed economico . Passando dal sistema produttivo,assicurativo ,creditizio ,dal sistema giudiziario a quello del lavoro , della P.A. e quello sociale.
Quando il buon Beppe Grillo proponeva ,per salvarsi dalla concorrenza asiatica ,di mandar lagggiù la nostra Triplice sindacale …..non diceva solo una spiritosaggine ! Rendiamocene conto , e potremo cominciare a tirarne fuori le zampe!