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Il paradosso Armani: quando l’atemporalità diventa la più subdola delle mode

“Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani. Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire. Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti.

di Daniela Piesco | 4 Settembre 2025

“Vestiti in modo che, quando vedi una tua foto, non sia in grado di attribuirle una data” 

 Giorgio Armani non ha solo creato un imperativo estetico, ha architettato la più sofisticata forma di controllo mai concepita nel mondo della moda. Mentre tutti gli altri stilisti ci vendevano l’ossessione del nuovo, lui ci ha venduto l’illusione dell’eterno.

Ma ecco la genialità perversa: Armani non ha abolito il consumismo, lo ha semplicemente reso invisibile. Ha trasformato l’acquisto compulsivo in “investimento”, il capriccio in “pezzo senza tempo”, la vanità in “eleganza consapevole”. I suoi clienti non compravano vestiti, compravano l’assoluzione dal peccato della frivolezza. Il vero colpo di genio? Aver capito che nell’era dell’accelerazione, il lusso supremo non era più l’eccesso barocco, ma il privilegio di sfuggire al tempo.

Mentre il mondo correva verso l’obsolescenza programmata, Armani vendeva l’immortalità sartoriale a 3000 euro l’abito. Un’utopia per ricchi che si sentivano intellettuali. La contraddizione cinese non è un dettaglio: è la metafora perfetta. Mentre predicava l’atemporalità, sfruttava la manodopera più precaria del pianeta – quella senza diritti, senza storia, letteralmente “fuori dal tempo”. I suoi abiti erano eterni perché costruiti sul sacrificio di vite considerate effimere.

Armani non è morto oggi.

È diventato quello che ha sempre venduto: un’idea senza data, senza corpo, senza contraddizioni. Il marketing perfetto per un mondo che ha sempre preferito l’eleganza della superficie alla scomodità della verità.

Daniela Piesco

Addio a re Giorgio/ I funerali in forma privata, lunedì lutto cittadino a Milano

Il ricordo della Maison: “Ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere”

(AGI) – È morto all’età di 91 anni Giorgio Armani. Lo ha comunicato il gruppo con una nota.

La nota della Maison

“Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani.

Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire.

Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano.

La Giorgio Armani è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori.

“In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore”.

I dipendenti e la sua famiglia

Camera ardente e funerali

La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Per espressa volontà del signor Armani, i funerali – previsti lunedì – si svolgeranno in forma privata.

Lunedì lutto cittadino a Milano

E lunedì sarà lutto cittadino a Milano. Lo ha deciso il sindaco, Giuseppe Sala, per il quale lo stilista “è stato e resterà per sempre uno dei massimi rappresentanti della moda italiana e milanese nel mondo. Armani era un uomo pieno di talento e di interessi, capace di portare nelle sue creazioni lo stile sobrio ed elegante della sua personalità, misurato, mai eccessivo – ha spiegato Sala in una nota – A Milano mancheranno il suo sguardo creativo, la sua partecipazione attiva e il suo sostegno alla vita della nostra città”.

Agenzia Agi

Pubblicato in : EditorialeTag: Giorgio Armani, made in Italy, moda, moda italiana, morte armani, stilista

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

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