
Il nuovo mantra della massa degli ipocriti cerebrolesi è: “Ma Trump lo fa per interesse.”
Davvero?
Che scoperta sensazionale. Applausi. Avete appena scoperto come funziona la storia umana da circa cinquemila anni.
Quale guerra, quale trattato, quale intervento internazionale è mai stato fatto per pura beneficenza? Quale Stato ha mai agito come una ONLUS?
La politica internazionale non è un gruppo di volontariato. È interesse, potere, equilibrio, strategia. Sempre stato così.
Il problema, cari moralisti, non è se un’azione nasce da un interesse.
Il problema è quali effetti produce.
Se un’azione contribuisce a liberare l’Iran da un regime teocratico medievale come quello degli ayatollah, con tutto ciò che ne conseguirebbe, fine della repressione interna, indebolimento dell’asse terrorista, stabilizzazione regionale, il fatto che qualcuno lo faccia anche per interesse è francamente l’ultimo dei problemi.
La storia è piena di interventi motivati da interessi che hanno prodotto risultati enormemente positivi.
Il Piano Marshall fu forse un atto di pura bontà evangelica?
Ovviamente no. Gli Stati Uniti volevano ricostruire l’Europa occidentale per contenere l’espansione sovietica e creare mercati per la propria economia.
Eppure quel piano ha permesso all’Europa devastata dalla guerra di ricostruirsi, crescere e prosperare per decenni.
La NATO è forse una fondazione filantropica?
No. È un’alleanza militare costruita su interessi strategici americani ed europei.
E tuttavia ha garantito all’Europa occidentale settant’anni di sicurezza, permettendo ai Paesi europei di spendere molto meno in difesa e destinare risorse a sanità, welfare, istruzione e sviluppo.
Oppure prendiamo il Trattato di Camp David tra Israele ed Egitto.
Gli Stati Uniti lo promossero per puro idealismo?
No. Era pienamente dentro la logica geopolitica della Guerra fredda.
Ma ha prodotto una pace che dura da oltre quarant’anni.
Persino la nascita dell’ordine internazionale dopo la Seconda guerra mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Mondiale, non fu esattamente un gesto altruista. Era anche un modo per organizzare il sistema economico globale sotto guida occidentale.
Eppure ha garantito decenni di crescita e stabilità economica mondiale.
Quindi l’obiezione “lo fa per interesse” non è una critica.
È una banalità da bar scambiata per analisi geopolitica.
La domanda seria è un’altra:
quell’azione migliora o peggiora la situazione?
Se indebolisce un regime teocratico repressivo, destabilizzatore e finanziatore di terrorismo come quello iraniano, allora il punto non è la purezza delle intenzioni, che nella politica internazionale non è mai esistita, ma l’effetto concreto che produce.
Il resto è solo moralismo beota, utile per sentirsi superiori senza capire nulla di storia, di politica o di meccanismi di potere.
David Pacifici

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