La linea di demarcazione tra buoni e cattivi, guardie e ladri che separava il bene dal male era netta e ben visibile. Ma abusiva.
Ed ora, siccome ci sono inchieste nei confronti di politici e amministratori del PD in mezza Italia, e siccome dentro il PD si “riscopre” il garantismo, dovremmo diventare giustizialisti e forcaioli noi, che non lo siamo mai stati? E così assaporare il piatto freddo della vendetta nei confronti del partito dei giudici degli ipocriti di ieri? E rinfacciare a quelli stessi che oggi dicono “un avviso di garanzia non è una condanna” oppure “le liste non le fanno magistrati”, che ieri li avevamo sentiti dire “è doveroso farsi da parte per rispetto degli elettori”? E irridere a chi denuncia “la giustizia ad orologeria” di oggi, dopo aver negato, ieri, qualsiasi accostamento tra toghe ed orologi?
Non scherziamo. Noi garantisti lo siamo sempre e comunque. Anche se si tratta di esserlo verso quelli che avevano l’orticaria, fino a qualche giorno fa, al solo sentire parlare di rispetto e diritti degli indagati, presunzione di innocenza, garanzie, stato di diritto.
Le somme e i giudizi devono restare sospesi fino all’esito dei processi.
Ma ciò non significa che non si possano fare considerazioni su quanto avvenuto in Italia ad opera dei magistrati, di certi giornali e di certi partiti che misero in vendita al maggiore offerente la loro ragione sociale o, solo, si sottomisero alla marea montante dell’illegalità e dell’abuso in cambio della propria impunità.
Oggi sono chiarissime verità ieri negate ostinatamente e, ancora di più, sfacciatamente.
Ne vogliamo ricordare qualcuna? I comunisti (e loro eredi), i leghisti, i missini (e loro eredi) non erano anime candide. Di Pietro non era un eroe, non era senza macchia e nemmeno senza paura. Politica e giustizia hanno qualche problema di rapporti e dovrebbero, quanto meno, parlarsi.
All’evidenza di queste verità, tutta la storia degli ultimi venticinque anni dovrebbe essere riscritta. La linea di demarcazione tra buoni e cattivi, guardie e ladri che separava il bene dal male era netta e ben visibile. Ma abusiva.

Caro Nicola,
Avrai notato che la democrazia ancora una volta ha unito la Gran Bretagna e con la promessa devolution, farà ora decollare il suo Pil.
Ovviamentte il perdurante regime di sordità dirigentista fascista farà invece squartare l’Italia presto, come sempre gli altri vincono, ma l’Italia con il suo dirigismo anti democratico perderà persino se stessa.
Per i lettori distratti con: “altro che pensalibero” intendo che altrove non sono così accomodante, non che questo giornale non sia importante e impegnato, è comunque un tentativo serio di rianimazione della morta democrazia in Italia con tanto di elettrostimolazione, massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca a chi confonde la democrazia col esaltare il Duce.
Caro Nicola,
Ribadisco quanto già espresso in proposito, che mani pulite fu solo una vendetta di una parte della CIA allo scacco di Sigonella.
Da allora come la CIA agisce in Italia, cosí contro-agisco nei sistemi informativi USA insieme ai migliori democratici in maniera pesante, altro che pensalibero, ovviamente la partita è ancora aperta, ho partecipato al licenziamento di tanti protagonisti, ma non siamo ancora stati capaci di portarli alla sbarra.
L’Italia in questo non esiste nemmeno e questa è una fortuna perchè crea meno distrazione ai pochi Italiani che si muovono a livello Internazionale, di cui sono il più piccolo degli apprendisti.
Comunque se qualcuno a Firenze volesse interessarsi trattasi di sviluppare logicamente il senso universale della legge che consiste nell’aprirsi agli altri in un piano di parità e combattere sempre e ovunque ogni forma d’Imperialismo in forma preventiva: L’unico Imperialismo buono è quello abortito!
Caro Nicola,
garantisti fino in fondo come lo fummo all’epoca di Tortora e nel periodo di tangentopoli fino ai processi su Berlusconi.
Garantisti e rispettosi del ruolo della Magistratura.
Ma qui oltre all’esame delle inchieste in corso c’è un dato politico che va sottolineato e che non lo può sottolineare nessuna Procura: che un’intera classe politica che non ha saputo fare le riforme di cui l’Italia aveva bisogno è arrivata al capolinea e deve andare a casa.
Oltre che garantista sono stato rottamatore da prima di Renzi, e su Pensalibero c’è qualche mio articolo che lo testimonia, e chiedo che siamo gli italiani con il voto a licenziare questa classe politica, quella di destra perchè incapace di liberarsi del cappio del berlusconismo e, haimè, anche quella di sinistra incapace di uscire dai meandri del cattocomunismo
Caro Antonio,
non ho la minima intenzione di riproporre questioni che per me sono ormai “storicamente consacrate”: quelle che con espressione sintetica vanno sotto il nome di “golpe mediatico-giudiziario”. Mi basterebbe che venisse colta l’occasione per ripristinare le più elementari regole dello stato di diritto: nel momento in cui si sta discutendo di riforma della giustizia. Ma temo che una certa “sinistra”, proprio per la coscienza sporca si opporrà. Per dimostrare che le posizioni giustizialiste le tengono anche quando ci sono di mezzo gli amici. Così si chiude il cerchio e la tragedia ha il suo degno epilogo. Non lo vorrei, ma lo prevedo.
Caro Nicola,
che vuoi che ti dica.Argomenti non peregrini,che fanno parte in qualche modo della storia del nostro Paese.A meno che li si liberi della carica discriminatoria tra buoni e cattivi,tra amici e nemici della democrazia.Perchè altrimenti il discorso si allungherebbe.Per esempio al lungo elenco dei misfatti del passato ventennio(un altro !) compiuti da altri attori del proscenio politico e che bisognerebbe all’occorrenza anche nominare;non ti pare?
Detto questo,facciamola pure la discussione su vecchi e nuovi garantisti:certamente utile ad uscire da una fase storica da “prima infanzia”,diciamo così,della nostra democrazia.Dalla quale dobbiamo affrettarci ad uscire.