• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Nobel della strategia elettorale

di Alberto Pasolini Zanelli | 23 Marzo 2015

È difficile trovare, frugando nella storia non soltanto di Israele ma di tutto il mondo dagli usi democratici, un capolavoro all’altezza della campagna 2015 di Benjamin Netanyahu, detto Bibi.

Benjamin Netanyahu, detto Bibi, rimarrà premier di Israele. Ha raggiunto il traguardo che aveva perseguito con tutti i mezzi. Ma meriterebbe soprattutto un altro premio: il Nobel della strategia elettorale. È difficile trovare, frugando nella storia non soltanto di Israele ma di tutto il mondo dagli usi democratici, un capolavoro all’altezza della sua campagna 2015. Un mese fa lo davano in difficoltà, due settimane fa alle corde, una settimana fa per morto. Quando si sono aperte le urne i più ottimisti fra i suoi simpatizzanti lo davano alla pari del suo antagonista e i primi exit polls parevano confermarlo. Invece al traguardo Netanyahu è arrivato solo e con un margine più netto che in altri suoi successi elettorali.

Adesso si accorgono tutti, alleati, nemici e i pochi “spassionati”, della perfezione di una tattica a rischio totale che però non aveva alternative. Il massimo cui un altro politico avrebbe potuto cercare di rassegnarsi era ridurre le dimensioni della sconfitta. Bibi ha fatto il contrario: è partito all’attacco, osando missioni che i più consideravano “suicide”. Ha sfidato l’America attraverso l’America. Ha cancellato comizi nella sua piccola patria ed è volato a Washington per partecipare alla campagna lanciata dai repubblicani contro la Casa Bianca. Si è presentato in Congresso su invito dell’opposizione e, dal cuore della Superpotenza, ne ha aggredito le scelte in politica estera, poi gli ha passato la mano e loro hanno confezionato una “bomba” ancora più detonante: una lettera al governo iraniano in cui lo si incita a rompere le trattative con Obama. Netanyahu ha lasciato che la polemica rimbombasse per qualche giorno e poi ha ripreso il microfono per un’altra dichiarazione “incendiaria”: no alle “due Palestine”. Una promessa nel cui mantenimento da tempo nessuno crede, ma che tutti o quasi fingono di considerare fattibile, compreso Bibi che anni fa aveva solennemente promesso l’appoggio suo e del suo partito. Gli hanno rovesciato addosso accuse di incoerenza, ma proprio da lì è cominciato il suo blitz dell’ultima ora. Aveva capito gli umori dei suoi compatrioti, degli ebrei di Israele per cui di Palestine ce n’è una sola, anche se il nemico principale oggi non sono i palestinesi bensì l’Iran.

Coloro che seguono tale inclinazione avevano votato in precedenza per partiti minori, di destra o di estrema destra, dai religiosi ortodossi al blocco elettorale dei nuovi immigrati, che contano su una prosecuzione degli insediamenti. Alleati di Netanyahu ma scomodi e ad un tempo “concorrenti”. Quel jamais aveva loro per bersaglio: una volta che Bibi ha preso quell’impegno, non è più necessario essergli soltanto alleati. Ci si può affidare a lui. E infine l’ultimo tocco di genio, uno slogan vincente a campagna elettorale conclusa, ad urne aperte: “State attenti, rischiamo di perdere, gli arabi si affollano alle urne, ce li portano in autobus”. Conclusione, “non disperdere i voti”, l’appello della paura. Il conto è tornato alla perfezione: il “testa a testa” con il moderato Herzog è diventato una vittoria per Bibi con un chiaro margine in seggi, che probabilmente toglierà al presidente della Repubblica il motivo per portare avanti il proprio progetto di un governo di “unità nazionale” con Netanyahu premier ma l’opposizione dentro.

Così, invece, i giochi paiono fatti, molto probabilmente lo sono. Israele ha scelto. Adesso devono scegliere gli altri: i palestinesi, gli iraniani, gli americani. Obama aveva probabilmente sperato in una sconfitta di Netanyahu e in un interlocutore più “ragionevole” al suo posto. Adesso invece la strada delle trattative è ancora più ardua e sassosa. I rapporti fra la Casa Bianca e lo Stato ebraico, interlocutore storicamente privilegiato ma a volte tanto scomodo, continueranno a soffrire di una fondamentale differenza nella valutazione delle crisi mondiali. Che riflette, per cominciare, le diverse “dimensioni” degli interlocutori. L’America è grande e potente, ha il bisogno e il dovere di uno sguardo globale. Israele è piccola anche se agguerrita e comincia a guardare il mondo dalla porta di casa. Per Netanyahu e almeno metà dei suoi concittadini l’Iran con le sue ambizioni nucleari e intrighi diplomatici è più pericoloso perfino di Isis con le sue strategie del terrore, che minacciano tutti (compresi i musulmani e soprattutto l’Occidente) e non soltanto qualche milione di ebrei. Con dimensioni così diverse è davvero rimarchevole che due Paesi siano rimasti così alleati attraverso le crisi planetarie. Alleati scomodi. Ancora di più forse da oggi che Bibi è stato premiato proprio per quelli che il resto del mondo considera i suoi pericolosi difetti.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Pasolini Zanelli

Alberto Pasolini Zanelli, giornalista e scrittore da anni residente a Washington.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti