Dante Alighieri riservò ai traditori dei benefattori la quarta zona del nono cerchio dell’Inferno. La Giudecca è una lastra ricoperta di ghiaccio ove vi sono coloro che in vita ingannarono e provocarono danni a persone e istituzioni cui erano affidate la felicità e la salvezza del genere umano.
Dante ha facilitato il compito per sistemare i traditori del benefattore vivente, il quale è stupidamente disposto a perdonare chi l’ha colpito al cuore per festeggiarne la sua fine fisica e rivendicare il ruolo dell’erede legittimo in politica.
Sarebbe, al momento, un grave errore politico parlare di riunificazione del centrodestra perché i problemi da risolvere non sono politici ma personali e prettamente di poltrone.
L’elettorato del partito PDL è profondamente amareggiato e terribilmente deluso per la sua inimmaginabile implosione. Impazzisce chi ricorda le parole di Maurizio Lupi quando affermava che mai avrebbe lasciato Berlusconi perché a lui doveva tutto. E proprio Lupi sul Corriere della Sera dichiara che si potrebbe parlare di un possibile dialogo tra FI e NCD solo se si pone al primo posto la questione dei personaggi politici e degli opinionisti del “Giornale”.
Infatti, ha ragione Alessandro Sallusti quando riporta su Il Giornale le offese dirette a FI da parte del NCD.
Angelino Alfano si dovrebbe vergognare a definire Forza Italia un partito d’inutili idioti.
Cicchitto insulta Toti dicendo che le sue braccia sono rubate all’agricoltura. Inutile riferire le parole della Lorenzin. Ancora più insopportabile lo sfogo di Formigoni su Brunetta per la sua bassa statura. Formigoni, il grande cattolico, sragiona, forse, per i suoi problemi con la magistratura.
A tal Signori bisognerebbe aggiungere Renato Schifani, Presidente del Senato quando Berlusconi era Presidente del Consiglio dei Ministri. Fini Presidente della Camera nominato dallo stesso Berlusconi.
Don Abbondio, il prete pauroso dei Promessi Sposi, avrebbe detto a voce alta che tale matrimonio non s’ha da fare.
Il NCD di Alfano e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa sono destinati a scomparire con le nuove elezioni politiche. Gli elettori del PDL si sono già espressi in occasione delle votazioni europee. Il NCD pur stando al potere non ha raggiunto, da solo, il tre per cento. Anche il partito Fratelli D’Italia-Alleanza Nazionale è destinato a finire nella Giudecca.
L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e il partito di Mario Monti sono spariti per la loro dissennata politica. Il manettaro Di Pietro s’è reso antipatico anche ai suoi concittadini e Mario Monti è stato definito il servitore della Merkel imponendo la politica del rigore in Italia per favorire le banche.
La crisi economica è alla base del terremoto che sta avvenendo nei partiti, nella magistratura, nelle istituzioni, nei sindacati a tal punto che si teme l’esplosione di una rivolta civile dai seguiti imprevedibili. Più della metà del PD dice basta con la politica dell’antiberlusconismo.
Anche il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) è in agitazione per quanto sta avvenendo nella Procura di Milano.
Le piccole imprese sono sparite quasi tutte. Tranne i negozi di generi alimentari, gli altri sono in chiusura totale.
Tale devastante fenomeno richiede un maggiore senso di responsabilità da parte, in primo luogo, del Partito Democratico che esprime il Presidente del Consiglio dei Ministri e poi del Partito 5Stelle e anche di Forza Italia che devono concorrere a invertire il senso di marcia della crisi.
Oggi tutti i partiti politici devono anteporre gli interessi dell’Italia a quelli propri di partito, creando possibilmente anche un clima di pacificazione, necessario più della stessa ripresa economica.

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