
Nel mio ricordo di Nicola Cariglia un ruolo centrale hanno gli anni (1998 -2008) in cui è stato Direttore della Sede Rai di Firenze e che per me, suo stretto collaboratore, è stato uno periodi migliori.
Furono gli anni in cui curai la regia del film di Umberto Broccoli (autore della sceneggiatura) Ritorno al viaggio voluto appunto da Nicola e prodotto da Rai international. Ma sono state numerose le realizzazioni di trasmissioni tv e radiofoniche che andavamo a “procurarci” a Roma. Ho un particolare ricordo di una serata in collegamento con la tv portoghese, alcuni spazi televisivi su Rai3 dedicati a eventi toscani o una trasmissione radiofonica settimanale (RadioUno) che effettuava reportages nelle varie regioni italiani mettendo a confronto le loro problematiche. Inoltre siamo stati coautori del documentario “Lando Conti il Sindaco del sorriso” che fu appunto ideato da Nicola Cariglia autore dei testi.
E come non ricordare le serate sulla terrazza o negli Studi della Sede Rai (trasmesse da Rai3) di cui Nicola era ideatore ed io regista. I conduttori sono stati nei vari anni Broccoli, Mirabella, Carlo Conti. Così la puntata nella quale furono festeggiati gli 80 anni di Narciso Parigi e di Marcello Giannini, indimenticati personaggi fiorentini. La trasmissione cominciò con le inquadrature dalla terrazza della Sede Rai di uno splendido tramonto che rosseggiava attorno alla cupola del Brunelleschi e alla torre d’Arnolfo. Ricordo che fu Nicola con il suo buonumore e la sua parola vivace a fare gli auguri e a presiedere al taglio della gigantesca torta (impareggiabile l’organizzazione di Vanola Vettori e Angela Motta) mentre dalla regìa mandavo le immagini di film e di canzoni di Narciso Parigi e delle telecronache di Marcello Giannini (a cominciare da quella “storica” dell’alluvione del 1966). A fine della trasmissione in onda su Rai3 non poteva mancare Firenze stanotte sei bella sotto un manto di stelle.

Il presidente Nicola Cariglia nell’ottobre 2016 a Gavinana in occasione delle celebrazioni del 50esimo della Fondazione Filippo Turati
Peraltro, questi eventi avevano una più ampia portata. Infatti, Firenze aveva una grande tradizione radiofonica fin da quando nell’ agosto 1944 Amerigo Gomez con Victor De Sanctis fece sentire in diretta lo sferragliare dei carri armati tedeschi che lasciavano la città.
Poi Silvio Gigli con Botta e risposta inaugurò il quiz radiofonico. .Inoltre programmi di varietà che videro protagonisti Narciso Parigi e Odoardo Spadaro. E celebri orchestre come quella di Francesco Ferrari o di altri maestri del jazz (narrate nel libro Firenze radio swing. Vennero poi la Corrida di Corrado, Pippo Baudo, Memo Remigi ma soprattutto la Sede Rai fu protagonista della grande stagione del radiodramma con i maggiori attori e registi a livello nazionale. E fece epoca il Grillo Canterino prototipo di futuri contenitori di varietà radio e tv.
Ebbene, negli anni ’60 e e’70 Firenze sperava di essere “promossa” Centro di Produzione accanto a Roma,Milano,Torino,Napoli. Non fu così. Restava, però, la sua “vocazione” radiofonica.
Nicola Cariglia, sapeva bene tutto questo. Quindi cercò di far leva proprio sul mantenimento di linee di produzione per RadioRai e fu lì che lo affiancai in quanto la mia esperienza di regista era preminentemente radiofonica. Ci adoperavamo a proporre alle reti nazionali e a Rai international programmi che realizzavamo appunto con il supporto di qualificate figure professionali della Sede. Al contempo cercavamo di mettere un piede anche nella produzione televisiva.
Quindi queste serate sulla terrazza, alla presenza di Direttori di rete, di Sindaci e Presidenti della Regione, di rappresentanti di istituzioni culturali servivano anche a valorizzare l’impegno della Sede. Nicola ne era divenuto Direttore nel 1998 in una stagione difficile perché ancora si viveva la delusione per il mancato riconoscimento come Centro di Produzione e, per di più, erano stati chiusi gli spazi dei programmi regionali RF e TV. Non si unì ai rimpianti ma per dieci anni, fino al momento della pensione, ha operato concretamente, con il suo noto attivismo, per ottenere il rilancio delle nostre produzioni.
Oltre a proseguire con gli sceneggiati e poi con i radiofilm avevamo programmi culturali, grazie anche alla sensibilità di un altro fiorentino, Sergio Valzania, Direttore di RadioRai. Ricordo in specie, Il sogno e la memoria, (RadioDue), Alle 8 della sera, con Franco Cardini,. Ma anche Senti la montagna (RadioUno) che mi portò in varie località dell’Appennino e dell’Amiata. Da citare i programmi-cult di Pier Francesco Listri (sono stato coautore di un originale Savonarola).
Inoltre cicli di trasmissioni RF che avevano per protagonisti Regioni ed Enti locali. E vari documentari televisivi. Solo alcuni esempi per ricordare il lungimirante impegno di Nicola Cariglia che mise a frutto la sua esperienza di giornalista, di Vice direttore di Rai International, di Vice Sindaco di Firenze e la conoscenza diretta del background della nostra Sede Rai. E sono contento di essere stato al suo fianco in quei dieci anni densi di iniziative, di idee. Non tutte venivano realizzate ma eravamo sempre pronti a ripartire con nuove proposte e grazie alla guida sicura dell’amico Pasquale riuscivamo ad essere in Viale Mazzini e a Saxa Rubra per visite-lampo…e tornavamo soddisfatti di portare a casa delle commesse di programmi. Non erano grandi realizzazioni paragonabili a quelle dei Centri ma servivano a mantenere aperto il canale produttivo e quindi dotazioni di personale e l’utilizzo degli studi della splendida Sede di Largo De Gasperi.
Ricordo con affetto anche le nostre diversità caratteriali, lui più dinamico io più riflessivo che ci portavano talvolta a discussioni ma che reciprocamente ci riconoscevamo come “doti”. Ci fu una volta in cui all’ora di pranzo mi chiese di fare una sigla poi un’ora dopo mi telefonò per sapere se era pronta…io gli risposi “tu non hai bisogno di un regista ma di mago Merlino”…discussioni fra amici che finivano con una risata.
Dopo che siamo andati in pensione è stato Pensalibero il nostro trait d’union. Ma anche l’ amato Appennino. Eravamo infatti “dirimpettai” Nicola nel Comune di Sambuca Pistoiese, io a Riolunato sul versante modenese. E questa è stata l’occasione di scambiarci notizie su eventi culturali, leggende locali, ricerche storiche.
Gabriele Parenti

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