• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Ministro Orlando: ho lavorato in questi anni per dare una risposta al problema delle carceri in Italia.

di Domenico Alessandro de'Rossi | 1 Maggio 2018

“Un carcere che funziona male alle fine riproduce le gerarchie che ci sono fuori dal carcere, per questo confido ancora nel fatto che il Parlamento dia il parere definitivo sulla riforma penitenziaria”. Questo è’  l’appello lanciato dal ministro della Giustizia Orlando intervenendo alla commemorazione di Pio La Torre nel carcere Ucciardone di Palermo. “Perché noi dobbiamo riconoscere quello che riconosce la Costituzione: cioè che si può cambiare dentro il carcere”, ha concluso.

Caro Ministro, Le do atto che, per quanto in Suo potere, Lei si sia battuto per realizzare l’art. 27 della Costituzione: prova ne siano le pur flebili aspirazioni contenute negli Stati generali dell’esecuzione penale e, in ultimo, il vasto programma per la Riforma penitenziaria. C’è solo un “problemino” che ancora attende una soluzione radicale, degna di questo nome e che sembra essere stato buttato nel dimenticatoio: le carceri. Sì, le carceri, cioè quegli edifici, quegli ambienti, quelle strutture di mattoni e cemento, di ferro e pietra, quei corridoi e quelle celle (chiamiamole col loro vero nome, al di là della retorica politicamente corretta) entro cui la Sua riforma, che accompagnerebbe l’auspicato cambiamento, dovrebbe realizzarsi. Sappiamo tutti che una scuola si fa se ci sono edifici e aule idonee, sappiamo tutti che un ospedale può curare i pazienti se ci sono stanze di degenza e camere operatorie. Ma sappiamo fin troppo bene che non si esce dal carcere cambiati e sani come si è entrati, se la pena si sconta dentro vecchi fabbricati malsani, dentro fatiscenti edifici dove si è costretti a convivere in più persone all’interno di camere di detenzione non degne di questo nome. Magari dormendo su brande vicine alla latrina comune e prive di adeguata areazione. Non si avrà mai un cambiamento vero, Signor Ministro, se non cambieranno anche gli edifici che “ospitano” quei detenuti che vorremmo che cambiassero. Allora il punto è questo. Perché non ci si occupa un po’ anche di questo problema? Perché non si sono create le condizioni minime per risolvere il problema dell’edilizia penitenziaria? Come mai non si è affrontato seriamente, attraverso un approccio culturale e sistemico, basato su conoscenze maturate da esperti? Mancano le persone? Mancano gli esperti? Il tutto sembra essere stato, anche sotto il Suo ministero, gestito con i soliti criteri dell’approssimazione e del sentito dire. Tanto le carceri sono sempre le stesse, vecchie e obsolete: magari anche quelle progettate di recente (Nola è il caso più classico…): corridoi, celle, isolamenti e rigidi incroci per la distribuzione dei vari bracci e via così. Perché non si è avvalso di studiosi e specialisti della materia invece di affidarsi a improvvisati conoscitori che nulla di nuovo hanno saputo dire in ordine a questo problema strategico che riguarda la struttura fisica penitenziaria e il suo ruolo nel contesto urbano? E’ appena il caso di ricordare che in carcere non solo ci si ammala, ma si muore anche. E ciò avviene con particolare frequenza non solo ai detenuti ma anche a coloro che nel carcere lavorano. Prima che problema politico, il problema si pone in termini “etici”. Che morale c’è, Sig. ministro della Giustizia, quando in un carcere si entra sani e poi lì dentro ci si ammala o non si viene adeguatamente curati fintanto che si muore? Che morale c’è, anche rispetto al dettato costituzionale, quando la salute in carcere non può essere garantita? Ma invece è garantita la malattia? Queste sono domande vere, che bruciano la tanta retorica e propaganda dove la politica da un lato e la burocrazia dall’altro si nascondono dietro. Ma la CEDU, la Corte di Strasburgo guarda, valuta e prende appunti.

Domenico Alessandro De’Rossi

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, costituzione, italia, palermo, parlamento, persone, scuola, soluzione, strasburgo

Info Domenico Alessandro de’Rossi

Architetto e urbanista, già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Nel 2005 è stato chiamato dal governo della Libia per la pianificazione del nuovo Programma Penitenziario conforme alle disposizioni dei Diritti umani sotto il patrocinio delle Nazioni Unite coordinando docenti universitari e professionisti per il Piano nazionale delle carceri dello Stato per oltre 6000 detenuti. E’ responsabile nazionale dell’Osservatorio LIDU onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) “Persone private della libertà” e cofondatore del “Tribunale Dreyfus”, organizzazione per la difesa della giustizia giusta. Ha curato e scritto il libro “NON SOLO CARCERE”, Mursia ed. 2016

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti