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Il ministro delle finanze tedesco farebbe bene a tacere

Se Londra va via da questa Unione Europea crescerà l’egemonia tedesca contrassegnata dalla sua doppia morale.

di Tommaso Sessa | 15 Giugno 2016

I favorevoli all’uscita della Gran Bretagna dall’UE, in tutti i sondaggi, sono saliti al 52%. Dopo il venerdì nero del 10 giugno, con la perdita da parte delle Borse europee di circa 200 miliardi di euro di capitalizzazione, ieri lunedì 13 giugno il crollo è continuato con la perdita di ulteriori 150 miliardi. A soffrire di più sono i Titoli bancari, in particolare quelli italiani, greci e spagnoli, seguiti da quelli tedeschi e francesi. Non si capisce perché non viene chiesta la sospensione del bail-in con un ritorno alla garanzia di Stato, vista la situazione che ogni giorno si fa più grave. La BCE ormai può comprare di tutto, ma non i Titoli bancari. Vorrei ricordare ai governanti europei e in particolare ai nostri, che tutte le Costituzioni europee prevedono la tutela del risparmio, ma questo principio viene regolarmente disatteso visto che in poco tempo tutti gli azionisti e gli obbligazionisti europei si sono visti espropriati di gran parte dei loro risparmi. Da noi, dopo il fallimento di quattro banche, gli azionisti e gli obbligazionisti di Banca Veneta e di Popolare di Vicenza, hanno perso 11 miliardi di euro. Mentre da noi lasciamo che il sistema bancario e i risparmi dei cittadini vadano a farsi friggere, la vigilanza tedesca evita ai suoi Istituti nazionali accantonamenti su Derivati, più consistenti. Da parte tedesca, mentre si chiedono più accantonamenti di capitali, per i Titoli di Stato detenuti dalle Istituti di credito, la vigilanza di Berlino ha preso la decisione che mette a riparo il sistema, che in verità è il meno trasparente di tutti. Non sappiamo infatti con esattezza a quanto ammontano i Titoli Derivati ad esempio in Deutsche Bank e in Commerce Bank.
Se Londra va via da questa Unione Europea crescerà l’egemonia tedesca contrassegnata dalla sua doppia morale. Il loro ministro delle finanze farebbe bene a tacere, da qui al 23 giugno, perché ogni volta che interviene ottiene esattamente l’effetto contrario, spingendo sempre più i cittadini d’oltre manica verso il no. Comunque da qui al referendum le turbolenze sui mercati europei, asiatici e americani, continueranno e non si capisce perché, visto i crolli dei Titoli bancari nel nostro Continente, non si decida di sospendere il bail-in ripristinando la garanzia degli Stati sugli Istituti di Credito. VOI CHE NE PENSATE?

Pubblicato in : Primo pianoTag: banche, bce, brexit, capitali, euro, fallimento, finanze, gran bretagna, istituti di credito, mercati, referendum, sistema bancario, unione europea

Info Tommaso Sessa

Presidente nazionale di Risalire Italia

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