
Il maxi emendamento è previsto che passi in Aula al Senato lunedì 22 dicembre 2025; é un testo che appare soprattutto come il risultato di una trattativa interna per la caccia alle coperture per i circa 3 miliardi di spesa che sono stati aggiunti per dare fondi alle imprese.
La maggioranza ha deciso che a pagare siano i lavoratori e in particolare quelli che svolgono lavori usuranti e precari: via dal 2033 40 milioni all’anno per le pensioni usuranti; via la possibilità del cumulo tra pensione complementare e pubblica per anticipare l’uscita; via i contributi versati prima del 19esimo anno di età.
Sono una serie di provvedimenti punitivi mostruosi che colpiscono gli autotrasportatori, chi lavora in miniere, nelle vetrerie, di notte, chi ha iniziato a lavorare da adolescente.
Infine, il governo si appropria dei fondi pensioni e del trattamento di fine rapporto home fosse denaro proprio e di colpo li immette nel bilancio pubblico.
Infatti, nella legge di bilancio si riduce anche il tempo per il meccanismo di silenzio assenso per dirottare il trattamento di fine rapporto verso la previdenza complementare.
Il giornale di Confindustria, il Sole24ore, oggi può trionfalmente titolare: “Manovra e imprese, tornano i fondi”.
Li pagano ancora una volta i lavoratori con la stretta sulle loro pensioni.
Il governo della destra che ha raccolto molti voti promettendo di “eliminare la Fornero” compie un’operazione persino peggiore inasprendo le regole sui lavori usuranti e i precari e facendo un furto del trattamento di fine rapporto.
La verità è ormai sotto gli occhi di tutti: il governo Meloni é un governo di classe,che tutela in modo sistematico gli interessi delle grandi imprese, dei grandi patrimoni e dell’alta finanza a scapito dei lavoratori dipendenti, dei precari e del ceto medio.
Enrico Rossi

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