Pagine e pagine di quotidiani, ore di discussione sui talk show con politologi che discernono sulla crisi non crisi, articoli che si estendono su più pagine con le più fantasiose motivazioni che avrebbero mosso Don Matteo a minacciare di far saltare il banco di questa fatua unione.
San Matteo invece, seriamente impegnato tra una beneficienza, un rosario e una benedizione, comprensibilmente ignora la tenzone.
Riconquista facile facile posizioni su posizioni nonostante le defaillances mostruose dei sui responsabili della comunicazione.
Sottolinea corrucciato i problemoni che noi poveri Italiani ci troviamo sul groppone dal primo giorno del nuovo anno: milioni di cartelle fiscali pronte alla notifica, cappio sui conti correnti, bollette energetiche alle stelle, Covid che dilaga, chiusure, ristori desertici e via disgraziare con talmente tanti argomenti bui da poter riscrivere il tomo dell’Apocalisse aggiornata secondo i neo profeti Giggino e Giuseppi.
Questi ultimi, il vuoto, per suddividere, scusate, per gestire il malloppone avrebbero voluto un paio di centinaia di esperti, l’esercito degli angeli dell’Apocalisse.
Una specie di autodichiarazione di incapacità politica amplificata ai quattro angoli dell’universo.
Don Matteo per contro, di cultura classica che ha ben letto le sacre scritture, in primis il manuale Cencelli pagina 23, capoverso secondo “minoranza indispensabile”, sostiene muscolarmente che il peso di cotanto forziere sono capaci di portarlo le forze politiche ora al governo, senza l’aiuto di esseri alati a frullare gli zebedei.
Matteo “Il generoso” è disponibile a dare una mano mettendo a disposizione, gratuita s’intende, un paio di sue spalle forti, perché quelle che ha attualmente in loco non hanno capacità di carico nel loro portafoglio, figurarsi ora che servono borse, valigie e bauli per contenere il tesoro.
Credo sia così generoso che ne metterebbe a disposizione anche tre o quattro, lasciando se necessario al PD la presidenza del Consiglio, a Giggino la vice presidenza e un caro saluto a Giuseppi.
Fra poco, forse già all’atto della lettura della presente, saremo in grado di mandare a quel paese le orde di analisti intente ad escogitare nobili origini a cotanto urlacchiare, quando è ben chiara l’unica ragione: “Il malloppone”.
Fiorenzo Da Ros

Lascia un commento