• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il male oscuro dei professori

di Giuseppe Mele | 17 Dicembre 2012

I professori nostrani anziani sostengono il nuovo trend della democrazia diretta con l’auspicio di una “migliore informazione” che farà apprezzare ai cittadini i fratelli Rosselli, Bobbio, e poi Vattimo e D’Arcais.

Tra pochi giorni , Emilio Raffaele Papa festeggerà in pieno clima natalizio il suo ottantunesimo compleanno. Non è certo l’età che può frenare la prolifica attività di questo scrittore che spazia dalla Svizzera al rapporto arte-fascismo, dal federalismo al male oscuro dei partiti, tenendosi sempre sulla cresta dell’onda con le opinioni giuste al momento giusto. Sosteneva ad esempio nel ’96: che l’Italia avrebbe potuto “trovare nel federalismo la sua vocazione vincente, attraverso un graduale passaggio all’ordinamento federalistico sul piano legislativo, fiscale e del bilancio, nel contesto di un rinnovamento del quadro costituzionale in tempi politici progressivi e solleciti”. Parole che chissà se oggi verrebbero confermate dopo che il governo Monti ha fatto cadere un telo di piombo sulle autonomie locali e fatto tornare di moda il centralismo. Romagnolo, il Papa è stato professore universitario a Torino e Bergamo; ma anche avvocato, magistrato e politico in senso lato, avendo presieduto la Commissionedisciplinare dell’Ordine dei Giornalisti, il Comitato Regionale di Controllo piemontese. Ben rappresenta l’eterna gerontocrazia dei vecchi “ottomani” mai paghi di incarichi e posti che sembra non vogliano mai cedere nulla ai giovani. La Fondazione Rosselli, ha voluto titolare la presentazione dell’ultimo lavoro del Papa L’altra faccia della democrazia, per una democrazia della sorveglianza che si terrà negli augusti, spaziosissimi e vuoti spazi dell’Accademia dei Lincei. Anzi in clima di post primarie l’ha voluta far passare quasi come un’assemblea nella quale avviare un Dibattito sulla crisi della Democrazia in Europa e in Italia. Niente paura, la parola resterà confinata a quelli che Papa chiama “i cittadini meglio informati “ e che altri definiscono a seconda dei casi persone per bene, oppure onesti. Il nostro Papa non ha nulla a che vedere con Alfonso Papa, l’unico deputato finito in galera per una tesi complottista, quella della P4, ridottasi dopo un annetto, una bufala. Malgrado che sia stato difensore d’ufficio delle Brigate Rosse nello storico processo del 1978 e che abbia scritto negli anni ’80 per lo psicanalista Verdiglione, tanto vicino ai socialisti da finire distrutto con loro, l’Emilio Raffaele non ha corso i rischi del’Alfonso. Aveva un talismano magico; il nome di Norberto Bobbio per il quale ha curato diversi titoli. L’opera sulla democrazia della sorveglianza è figlia della sua esperienza da difensore civico torinese. Emilio R. rimpiange la mancanza di un DC nazionale e di uno specifico per i rapporti conla PA, dimentico del moltiplicarsi di poteri, poteroni, potrerini, Authority e consigliori vari accanto agli organi di governo eletti. . Riesce a difendere sia le proteste dei cittadini che l’operato del Sindaco dei relativi anni, cioè l’ex Cgil Chiamparino. Addirittura dimostra di aver cercato, malgrado l’impossibilità istituzionale, di prendere in considerazione non solo le proteste, ma anche le proposte di singoli e comitati. Il mesaggio è chiaro: sfiducia verso partiti; necessità di una sorta di difesa singola e dei comitati nei confronti degli organismi eletti; tra le righe un sostegno a quella democrazia diretta che sembra preferita da molti allo stesso Parlamento. In questi giorni c’è un altro volume che ben si incrocia con quello del romagnolo Emilio. Si tratta diLa Rivolta. Bronte 1860 della 50enne storica Lucy Riall, un’irlandese  che insegna all’Università di Londra ed a quella Europea di Fiesole. Ha scritto il volume su Bronte, andandosene nelle università tedesche. Misteri dei finanziamenti europei agli studi, contrari a quanto pare al Km zero.La Riall ha trattato del piccolo comune etneo sia per la nota jacquerie contadina, sedata nel sangue da Nino Bixio; sia per la storia della Ducea di Maniace, nei pressi di Bronte, assegnata dal re Borbone all’ammiraglio Nelson, per aver mandato all’altro mondo Caracciolo ela Repubblica Partenopea. Assodato che a Bixio bastò fucilare 6 rivoltosi per riportare l’ordine, si apprende che la rivolta brontea del 1860 non fosse che una delle tante sollevazioni avvenute nei secoli, vuoi contro il paese rivale di Randazzo, vuoi contro Palermo, Messina, Napoli, il re, gli stranieri. Si apprende che per secoli, malgrado i diversi sistemi di nomina degli amministratori locali, autoritari, selettivi o elettivi, questi appartenevano sempre alle stesse famiglie. La presenza più che secolare di latifondisti inglesi determinò specifici contrasti  senza che la vicinanza di genti diverse abbia portato né alla minima assimilazione e neppure al minimo scambio culturale o di abitudini. Anche prima dell’arrivo di Nelson Bronte, però le autorità comunali ricorrevano a petizioni e processi per contrastare qualunque decisione sul destino delle ampie terre agricole e boschive. Le benestanti locali autorità, benestanti, guidavano le plebi alla rivolta ed al catenaccio giudiziario in nome di un conquista delle terre, che quando fu ottenuta, fu giudicata inutile. Per secoli, il comune di Bronte si svenò in spese giudiziarie.La Riall guarda con occhio benevolo a questa capacità lungimirante di difesa dei diritti, veri o presunti, della cittadina sicula. Nell’ampio volume la parola mafia si trova una volta sola, in genere sostituita dal termine milizie autonome rurali, le cui attività sono presentate sotto buona luce, come nel caso dell’aiuto a Garibaldi. Quando si tratta di trovare una causa alla storica arretratezza, non ha dubbi nell’indicare semplicisticamente le disuguaglianze sociali. L’aula giudiziaria, i tempi secolari del diritto, le interpretazioni che cambiano di volta in volta sembrano alla Rial acmi democratici, lampi e barlumi di democrazia diretta. Il contrario ovviamente dell’esempio anglosassone. Così i professori nostrani anziani sostengono il nuovo trend della democrazia diretta con l’auspicio di una “migliore informazione” che farà apprezzare ai cittadini i fratelli Rosselli, Bobbio, e poi Vattimo e D’Arcais. Quelli stranieri più giovani si innamorano del ribellismo giudiziario, da Bronte a Ingroia, per spirito filoterzomondista da pronipoti dei colonizzatori. Senza la minima riconoscenza per il potere degli antenati che ha lasciato loro in eredità un mondo globalizzato a loro immagine e somiglianza. Dopodichè, per citare l’Emilio, non resta che interrogarsi su Il male oscuro dei professori. Sorvegliarli, sarebbe inutile e liberticida. Perché finanziarli però?

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Italo Zamprotta

    2 Aprile 2013 alle 18:21

    Finalmente qualcuno che parla chiaro!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti