Prima l’avviso di garanzia al sindaco di Livorno, Nogarin, in rapida sequenza quello al sindaco di Parma, Pizzarotti. La voglia di dire: visto? tocca a tutti, nessuno escluso, è forte. Anche perché entrambi hanno strombazzato in campagna elettorale promesse da marinaio. Trasporti gratis per tutti, si lasciò scappare Nogarin. Non darò mai il via all’inceneritore, azzardò Pizzarotti. Ma queste sono altre storie. In realtà penso che i due primi cittadini grillini, alla fine, usciranno puliti dalle inchieste. Magari hanno fatto qualche affermazione da fresconi, ma come farabutti non li vedo. Forse mi sbaglio, ma la sento così. Il problema è che di sindaci e assessori ne ho conosciuti tanti e in epoche diverse. Progressivamente ho visto aumentare il rischio della responsabilità oggettiva. Gli atti che un amministratore pubblico è chiamato a firmare ogni giorno, pena la paralisi della macchina burocratica, sono un’enormità. Impossibile poter controllare e verificare. Occorre avere la massima fiducia nello staff tecnico e anche un po’ di fortuna. L’inciampo giudiziario è sempre in agguato. Ovviamente non mi riferisco a chi ruba, a chi malversa, a coloro che si fanno eleggere per amministrare il potere a uso e consumo proprio e degli amici e degli amici degli amici. Ma ho ancora in mente il paradosso del sindaco di Firenze Leonardo Domenici inquisito per l’inquinamento in città. Il magistrato gli contestò di non aver bloccato il traffico sull’autostrada. Però se l’avesse fatto sarebbe incorso nel reato di interruzione di pubblico servizio. Insomma tra l’uscio e il muro, come si dice a Firenze. Alla fine Domenici ne è uscito pulito, ma certamente ha passato anni (non qualche giorno) di tribolazioni e veleni. Per non parlare dell’assoluzione in Cassazione, dopo otto anni, per Graziano Cioni, a cui è stata restituita l’onorabilità ma non la carriera politica stroncata sul più bello. Per questo non festeggio il ruzzolone dei sindaci di un movimento che pensa(va) di volare alto ed essere immune e che improvvisamente si è ritrovato sulla dura terra. Chissà che non ne esca più solido e meno populista.
Il M5S faccia tesoro degli avvisi ai suoi sindaci per maturare
Non festeggio il ruzzolone dei sindaci di un movimento che pensa(va) di volare alto ed essere immune e che improvvisamente si è ritrovato sulla dura terra.

L’ideale sarebbe invece se decidessero di smetterla. Ma sarebbe troppo intelligente e non ci arrivano