Vi ricordate gli slogan ” onestà onestà ” ” uno vale uno ” ” due mandati e poi a casa ” ” i vaffa..” ? Ecco , tutto cancellato. Ora i grillini sono al governo e non più all’opposizione, anche se spesso confondono i due ruoli, ed allora basta movimento bisogna diventare partito. Grillo , Casaleggio, Di Maio pensano ad una struttura, quasi leninista. Un comitato centrale, dei rigidi probiviri ed un capo assoluto. L’ organo di stampa già ce l ‘ hanno: il Fatto Quotidiano. Come era la Pravda di antica memoria. Poi vi è anche un tocco di modernità ovviamente: la piattaforma Rousseau. Lì ci si può ampiamente sbizzarrire in sondaggi e votazioni on line. Sono nate anche le correnti: allora vi erano i bolscevichi e i menscevichi, ora abbiamo gli istituzionali e gli ortodossi. Con l’ aggiunta della variabile Di Battista. E’ caduto anche il totem del ” sempre da soli “, ” niente alleanze “. Dopo la sconfitta in Abruzzo si ragiona a possibili apparentamenti con liste civiche locali. Nulla di nuovo. Nella Russia sovietica brillava il partito degli agricoltori. Il ragionamento è molto serio. Bisogna evitare lo smottamento, consolidando il nucleo portante. Un elettorato costante che si attesta intorno al 20 per cento e che non potendo governare da solo , si crea delle alleanze. Certamente senza la Lega, che è destinata a guidare un altro polo a destra. Sarà indispensabile creare una classe dirigente preparata e non approssimativa come quella attuale. Saremo di fronte ad un mutato scenario politico nazionale. Tutto questo dopo le europee.
Roberto Caputo

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