Buon sangue non mente. Da vecchi e navigati democristiani doc, gli esponenti dell’Udc fiorentina hanno subito capito la novità rappresentata da Matteo Renzi e hanno mandato messaggi nemmeno tanto in codice. Del resto la loro era una scelta in parte obbligata. Una volta scioltisi dall’abbraccio berlusconiano, favoriti in questo anche dalla supponenza di una parte dei dirigenti del Pdl, non restava altro che approdare alla sponda del centro sinistra. La presenza di Renzi poi rendeva la scelta accettabile anche al loro elettorato. Sul versante del Pd la cosa era vista di buon occhio. A livello nazionale una mossa del genere aveva nientemeno che l’avallo di D’Alema. Sul piano locale i giochi sembravano fatti. Solo che a fermare l’intesa ci si sono messi soprattutto gli ex rifondazione di Vendola, la pattuglia Ds uscita dal partito alla nascita del Pd, qualche sparuto socialista in nome di un esasperato laicismo. E l’intesa è stata bloccata. L’Udc si presenta così alle elezioni spaccata. Da sola in molte realtà, con il Pdl in alcuni, ma importanti comuni. Siamo convinti si tratti però di una fase del tutto transitoria. Se nascerà il nuovo PD modello Renzi, deideologizzato, aperto alle novità, lontano dal vecchio mondo di riferimento della sinistra, il futuro dell’Udc sarà con questo partito. Casini non sarà mai il nuovo Prodi. Ma l’Udc avrà trovato la sua collocazione.
Giancarlo Magni

Resta da spiegare il perchè l’ UDC nazionale e locale ha da sempre ,pur evitando clamori , preso le distanze da Razzanelli , lasciandolo solo a combattere su alcuni dei punti di politica amministrativa locale che poi molti hanno ripreso , o fanno finta di proporre.Effettivamente “Buon sangue non mente.” Spiace che le capacità ed volto nuovo di Carraresi siano coinvolti in queste vecchissime maniere.