All’inizio la candidatura a sindaco di Valdo Spini, ex esponente socialista, sette legislature alle spalle, vice segretario del PSI di Bettino Craxi, sembrava quanto di più velleitario potesse esserci. L’uomo certamente ha fiuto e mestiere ma non si può certo dire che rappresenti qualcosa di nuovo sulla scena politica. Invece con il passare dei giorni, ed esclusivamente grazie ai contraccolpi causati nel centro sinistra dalla scesa in campo di Renzi, Spini è diventato il catalizzatore della sinistra vecchia maniera. Prima lo hanno appoggiato i Verdi, poi è arrivata Rifondazione e da ultimo, nonostante una presa di posizione contraria dei comunisti italiani a livello fiorentino, è arrivato, sia pure al prezzo di una scissione, il partito dei Comunisti italiani. Alle elezioni Spini prenderà i voti di tutti quelli che vogliono una sinistra di classe, attenta più alla protesta di base che alla fase del governo. Il suo termine di paragone sono i 27.302 voti che prese Ornella De Zordo nel 2004, il 12,31 per cento. La De Zordo e il suo movimento non hanno capito il significato che ha assunto la candidatura di Spini. Farebbero però bene a riflettere dato che sono ancora in tempo a tornare sui loro passi. Piaccia o non piaccia, Spini oggi può essere il capofila di una sinistra che punta ad incidere più nella società che a livello di governo. Se andrà oltre o anche solo confermerà quel 12 per cento, la sua esperienza potrà avere un seguito a livello nazionale. Dovrà però essere una sinistra che lascia quel residuo di riformismo che ancora Spini pensa di poter rappresentare e non dovrà scendere a nessun tipo di patto con il nuovo PD fatto ad immagine e somiglianza di Matteo Renzi (e la stessa cosa sul versante opposto vale ovviamente anche per Renzi).
IL LABORATORIO POLITICO FIORENTINO/2 NASCE LA NUOVA SINISTRA, CON RENZI IN CAMPO VERDI, COMUNISTI ITALIANI E RIFONDAZIONE NON POSSONO CHE STARE INSIEME
Piaccia o non piaccia, Spini oggi può essere il capofila di una sinistra che punta ad incidere più nella società che a livello di governo. Se andrà oltre o anche solo confermerà quel 12 per cento, la sua esperienza potrà avere un seguito a livello nazionale. (g.m.)

E perchè mai lo Spini dovrebbe abbandonare il riformismo (e il socialismo liberale aggiungo) ? O chi è quel grullo che scrive queste amenità?
Non vedo (visto che le primarie Renzi “non doveva” vincerle) come si possa considerare “il nuovo PD fatto ad immagine e somiglianza di Matteo Renzi “.Renzi ha vinto le primarie ” a sorpresa”, non proprio “voluto” da fedelissimi e caudatari di partito. Purtroppo ho paura che Renzi possa essere pesantemente condizionato ( epenso ai suoi “cento punti” ) dall’esigenze e controlli dell’apparato . E Spini dichiara ,forte di certi “rumors”,di correre per “mandare Renzi al ballottaggio”. In concreto vedremo se vincerà la forza delle idee o quella dell’apparato . Non resta che sperare. Valentino è caso unico e ridicolo.
Varrasi ha sostenuto Pistelli alle primarie.. poi non trovando spazio si è ricollocato.. che bella new entry per Spini.. attenzione, sarà mica un emule di Valentino?
Ocio