In attesa della grande conta al Senato il problema, per tutti, è di mantenere un ruolo, anche solo l’apparenza, per essere nel gioco quando sarà l’ora X.
E’ il grande stallo, Bellezza. Tutti fingono di partire per chissà dove, ma in realtà restano fermi al loro posto. La storia d’Italia è piena di questi momenti, alla vigilia di svolte epocali: cade o non cade il fascismo? Vincono i comunisti pro URSS o la coalizione pro Mondo Occidentale?
Tempi grami: oggi, invece, si aspetta il risultato della conta al Senato per capire cosa fare. Mica per salvare l’Italia. Per salvare carriera e fondoschiena è indispensabile sapere se Renzi ce la farà o no a fare passare la “riforma” del Senato. Il che significa la nuova legge elettorale che gli consentirebbe di togliersi di torno un sacco di rompiscatole e rendere compatte come una sola falange le sue truppe: quelle regolari (leggi PD) e quelle coloniali (leggi ascari del NCD, verdiniani, ex Scelta Civica ed ex cento altre cose).
Trattandosi di piccolezze, conviene applicarci ad un piccolo partito, forse il più piccolo fra quelli presenti in Parlamento: è passando al microscopio un minuscolo brandello che si capisce il tutto. Dunque, il PSI e la sua convulsa vita interna. Un deputato (o forse due, anzi quasi tre), ha preso atto che “per salvare la gloriosa storia socialista” è necessario imbarcarsi nel PD. Addirittura “come farebbero Turati e Nenni se fossero vivi”. Una parte della base, piccola, ma pur sempre base (nel senso che non è il vertice), vuole rassicurazioni dal segretario, Riccardo Nencini. Un altro pezzo di base, assieme a donne e uomini provenienti dalla diaspora, non si fida e sta per fondare un altro soggetto, nel quale la differenza tra base e vertice sarà solo nelle funzioni, non nei numeri. E Nencini, come tutti i suoi colleghi segretari, si barcamena. Che altro può fare, in attesa di sapere se Renzi diventerà il Padreterno o finirà all’Inferno?
Ecco, ciò che accade nel minuscolo PSI è la chiave di lettura delle vicende dell’intera politica italiana, in questo momento. Ci ritroviamo i comportamenti delle minoranze del PD. Perché ancora non se ne vanno? Elementare: perché se Renzi andasse sotto sulla riforma del Senato ad andarsene sarebbe lui. E la sinistra alla sinistra del PD, perché ancora non nasce? Per lo stesso motivo. E il centrodestra, nonostante le scissioni e la mancanza di proposte, perché non deflagra? E perché dovrebbe, se è ad un passo dalla vittoria! Basta che Renzi, al Senato…. E così tutti i malpancisti di tutti i partiti. Il problema, per tutti, è di mantenere un ruolo, qualche numero, magari anche solo l’apparenza, per essere nel gioco quando sarà l’ora x per buttarsi con decisione da qualche parte e salvare il fondoschiena.
“La politica è sangue e merda” diceva Rino Formica, uno dei pochissimi “grandi vecchi” ancora lucidamente in circolazione. Ma intendeva (da politico di razza) che per raggiungere grandi obbiettivi è indispensabile accettare talvolta o spesso dei compromessi.
Non voleva dire, come pare si intenda da troppi, che il fine della politica sono il sangue e la merda.
P.S.: C’è, in vero, chi offre una spiegazione più minimalista del nostro stallo politico. Deputati e senatori, in mancanza di meglio, se ne stanno quieti perché vogliono raggiungere il termine di durata della legislatura, indispensabile per la pensione. Già, l’eterno ritorno, in Italia, della strategia della pensione!

Non capisco perché si continui a usare questa disgustosa definizione di Formica quasi fosse una geniale illuminazione. Non è certo l’unico modo di segnalare la durezza e l’ambiguità che a volte si rendono necessarie. E d’altra parte si riferisce solo alla politica dei politici professionali, senza tener conto che è un’attività di milioni di cittadini. Se vogliamo contribuire a squalificarla come fanno tanti tribuni e demagoghi, questo è senza dubbio un ottimo sistema.
Giorgio Ragazzini
Si Nicola, penso esattamente come te, l’Italia non esce dal proprio provincialismo. Riguardo a questa invasione che mette in ombra, purtroppo e a volte per fortuna tutto il resto, mi sembra poco probabile che questi popoli arrivino qui per “caso”, soprattutto i siriani che anche 5 ani fa stavano vvendo drammi e disastri al loro interno. Allora, perché?!? Volontà di impoverire l’euro, a favore per esempio del dollaro, organizzando questo esodo di massa? Cosa c’é dietro quello che politici e giornalisti ci fanno credere? Volontà di far scoccare la scintilla di una devastante guerra tra popoli? E questo non rientra nello stesso schema, fatto spacciare per freedom, che scardino’ i dittatori di Iraq, Tunisia, Egitto? Da quando questi signori son stati cacciati, i popoli son passati dalla padella nella brace…..qualcuno mi disse che al Cairo il giorno prima della rivolta popolare non vi era neppure un agente di polizia in strada, perché queste cose note non vengono divulgate?
Insomma, troppi punti oscuri, non chiarificati, che temo sfuggano di mano anche a personalità come la Merkel che un giorno parla di inserire a proprio vantaggio questi migranti e il giorno dopo, accortasi della quantità impressionante di persone che arrivano, decide di chiudere le frontiere e controllare, mi sembrano tutti impreparati e inerti spettatori di una catastrofe che si avvicina, anche se il burlone Renzi se la ride e se la gioha! In questo contesto poi, la sua inadeguatezza morale e interiore sono insopportabili, piu che in precedenza, già a livelli massimi.
Gli ex paesi URSS, dopo i trascorsi sovietici e i sacrifici enormi che han fatto per entrare nella zona euro, ovvio che non ne vogliono sentir parlare, facile tacciarli di xenofobi, anche se il governo ungherese non mi piace affatto, le libertà individuali sono annichilite la dopo in anni di aperture.
Insomma, questo scenario è inquietante per me.
Che ci sia ancora la capacità di controllare e rinviare la tragedia in atto, non esclude che quella tragedia raggiungerà presto l suo acme parossistico. Il fatto è che si è esaurito lo schema geopolitico iniziato nel 1945, e si esaurito perché in quella giacchetta si è insistito per decenni a rivestire la questione di Israele, la quale invece può risolversi solo con un cambio di marcia di Gerusalemme e dell’ebraismo mondiale. La Merkel nel suo piccolo ci prova a chiudere con una storia, ma è troppo poco perché un popolo, l’ebraico, si convinca di smettere di vivere alle spalle dell’olocausto. E’ per l’illusione di difendere i sacrosanti diritti di quel popolo che tutto il mondo arabo è stato portato al disastro. Poi c’è l’altra leva della tenaglia nell’invasione in atto, la volontà di distruggere l’Europa e qua, concluso il ’45, si ricomincia brutalmente dal ’44. In questi ultimi settant’anni le élites europee di ogni colore si sono solo masturbate. Infine a stringere la tenaglia sta il pugno della bontà cattolica e della sua necessità di sopravvivere costi quel che costi. Ma ancora si stenta non solo a capire ma addirittura a riconoscere le colpe del cattolicesimo politico, grazie a Bergoglio giornaliero incantatore. Comunque ritengo appropriate le preoccupazioni di Paolo che davanti a quanto si prepara giudica il dibattito sulle nostre riforme costituzionali poco più che esercizi retorici su una politica che non esiste più. Come indossare il frak mentre il Titanic affonda. Propongo di staccare la spina di tutta l’informazione e ricominciare a pensare senza temere le conclusioni.
Caro Paolo
Se intendi convincermi del provincialismo della politica italiana non dovrai faticare molto…
Del resto la mia formazione di coriaceo laico liberal socialista (secondo i vecchi ma non superati schemi) mi porta immancabilmente a vedere prima cosa succede nel mondo, poi in Italia
Caro Nicola, ho letto i pezzi di cui parli, ma in effetti questa preoccupazione rende tutto il resto una forma di distrazione, oppure sono io che esagero visto che Renzi si sposta in USA per vedere una partita di tennis e con tutti i problemi che ha l’Italia e l’Europa si preoccupa di cambiare Airbus…..
Prof Ghersi, chiedo scusa e accidenti al correttore. ..
Caro Paolo,
Leggi per cortesia gli editoriali di Giancarlo Magni, del prof Coco, del prof Ghedi e di numeroi altri collaboratori che si appliCano alla materia. Non mi pare proprio che Pensalibero si sia distratto…
Avete ragione entrambi, merda e sangue sembrano il fine e non il mezzo, e il sughero galleggiante in ogni liquame ci sta a pennello. Il problema è che, a mio avviso, siamo in un periodo che precede qualcosa di enorme per l’Europa, qualcosa di grave.
Mi pare che sia impossibile che arrivino tutti ora e tutti assieme questi migranti dalla Siria soprattutto, sono in grandi difficoltà da anni e perché solo in questi giorni arrivano tutti in massa? Non sarà una volontà di destabilizzare l’Europa e mettere le basi per lo scoppio di un conflitto simile o peggiore alla seconda guerra?
Mi fa piacere che vi rifugiate nella piu tranquilla tragicomica vicenda della legge elettorale italiana e delle trasformazioni del Senato, coi sugheri galleggianti e i figuri che popolano quel mondo, ma non stiamo precipitando verso una guerra?
Renzi, Nencini,,,,? Fisiognomica, Nicola, fisiognomica. Uno all’inferno c’è già, l’altro è un sughero galleggiante in qualsiasi liquame. E per restare alla fisionomica, scienza impossibile perché tutto vi converge, si è mai vista al governo centrale e nei governi regionali e municipali una collezione così fitta di tante vere e ghiotte facce a schiaffi da dare prurito alle mani? E ti credo che la fisiognomica sia un vecchio strumento moralisitico re pericoloso perché troppo politically uncorrect!