• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il grande inganno italiano : il diritto al lavoro

In Italia il lavoro viene raccontato come un diritto automatico, quasi una concessione dovuta per nascita. Una formula ripetuta per decenni fino a diventare dogma nazionale. Peccato che fuori dai confini italiani il mondo funzioni in maniera completamente diversa. Nel resto del pianeta il lavoro è un’opportunità da conquistare ogni giorno. Nessuno garantisce nulla a nessuno. Le aziende assumono se crescono, se producono utile, se il mercato tira, se intravedono futuro. Un imprenditore investe capitale proprio, rischia fallimenti, mette sul tavolo patrimonio, salute e spesso intere vite di sacrifici. Non apre un’attività per trasformarsi in un ente assistenziale permanente.

di Piero Terracina | 13 Maggio 2026

In Italia il lavoro viene raccontato come un diritto automatico, quasi una concessione dovuta per nascita. Una formula ripetuta per decenni fino a diventare dogma nazionale. Peccato che fuori dai confini italiani il mondo funzioni in maniera completamente diversa.

Nel resto del pianeta il lavoro è un’opportunità da conquistare ogni giorno. Nessuno garantisce nulla a nessuno. Le aziende assumono se crescono, se producono utile, se il mercato tira, se intravedono futuro. Un imprenditore investe capitale proprio, rischia fallimenti, mette sul tavolo patrimonio, salute e spesso intere vite di sacrifici. Non apre un’attività per trasformarsi in un ente assistenziale permanente.

In Italia invece chi crea lavoro viene trattato come un soggetto da sorvegliare, tassare, colpevolizzare e spremere fino all’ultima goccia. Lo Stato pretende denaro prima ancora degli utili, la burocrazia soffoca ogni slancio, il costo reale di un dipendente diventa spesso insostenibile e il sistema scarica sull’impresa ogni peso possibile.

Il caso Electrolux è emblematico. Quando una multinazionale arriva persino a ventilare l’idea di ridurre o abbandonare parte della produzione italiana per l’insostenibilità dei costi energetici, fiscali e industriali, la reazione di una parte del sindacalismo italiano non è interrogarsi sul perché produrre in Italia stia diventando economicamente folle. No. La risposta è la solita liturgia ideologica fatta di slogan, accuse e dichiarazioni muscolari completamente scollegate dalla realtà dei conti.

Le uscite della FIOM sembrano spesso appartenere a un mondo parallelo dove l’impresa dovrebbe continuare a produrre in perdita per dovere morale, quasi fosse obbligata a sacrificarsi in eterno indipendentemente dal mercato globale, dalla concorrenza asiatica, dal costo dell’energia o dalla pressione fiscale italiana. Come se bastasse evocare “diritti” per far sparire bilanci in rosso, margini inesistenti e costi industriali fuori controllo.

Ma la matematica non vota nei congressi sindacali. Se un’azienda perde competitività, prima riduce, poi delocalizza, infine chiude. È successo decine di volte e continuerà ad accadere. Fingere che il problema sia sempre “l’imprenditore cattivo” serve solo a nascondere il vero nodo italiano: un sistema che rende sempre più difficile produrre ricchezza.

Così il datore di lavoro si ritrova intrappolato in una situazione assurda: rischia tutto ma deve mantenere un sistema che considera l’assunzione quasi un obbligo morale permanente, indipendentemente dall’andamento dell’azienda o dalla produttività reale. In pratica molti imprenditori finiscono per assumere soci passivi che partecipano poco al rischio ma pretendono tutte le garanzie.

La vecchia retorica del “posto fisso” ha completato il danno culturale. Intere generazioni educate all’idea che il lavoro sia una rendita garantita e non uno scambio continuo di valore, capacità e responsabilità reciproche. Nel frattempo il mercato globale corre, cambia, seleziona, innova. L’Italia invece resta inchiodata a una visione novecentesca che punisce chi produce ricchezza e protegge rigidità ormai fuori dal tempo.

E infatti il risultato è sotto gli occhi di tutti: stipendi fermi, fuga delle imprese, giovani che emigrano, produttività stagnante e un Paese che continua a parlare di diritti teorici mentre distrugge lentamente chi il lavoro dovrebbe crearlo davvero.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti