20 settembre : quattro gatti laici, socialisti , radicali , con qualche massone in incognito , ricordano la breccia di Porta Pia ,festa laica per eccellenza , festa nazionale fino al 1929 , quando il Cavalier Benito Mussolini la soppresse, dopo aver firmato i Patti Lateranensi . Non un articolo sulla grande stampa nazionale , non un servizio televisivo , non dico sulle non oceaniche manifestazioni , ma sul fatto storico in sé .
Senza neanche un ordine esplicito di un Grande Fratello ( inteso come quello di Orwell , non della Endemol…) in un amen (sic!) il “Family day” di Ratzinger e Pezzotta ha preso il posto di una ricorrenza che quasi non è più citata nei libri di scuola.
La riscrittura della storia si avvale di mezzi potentissimi , che nemmeno quello straordinario profeta che fu lo scrittore di “1984” poteva immaginare , e raggiunge anfratti e dettagli della memoria , imponendo come modello da imitare l’uomo senza memoria che si costruisce un passato a suo piacimento ed a necessità del momento, come per i replicanti di “Blade runner”: mi viene in mente Veltroni , ma non mi ricordo perché..
Proprio il cinema , la tv ed in generale i media di immagini che hanno sostituito per tanti, troppi giovani e meno giovani , qualsiasi altro mezzo di informazione e cultura , sono armi totali in tal senso. Nell’ultima settimana ho visto il film di Scimè “Placido Rizzotto” , il film tv di Stille su Borsellino e Falcone e la fiction su Dalla Chiesa in compagnia dei miei figli , tutti nati abbondantemente dopo le vicende in questione e che hanno avuto la prima informazione in merito proprio da questi programmi.
La mia presenza al loro fianco (ed il fatto che godo ancora nei loro confronti di quel credito che alcuni lettori di questa rubrica mi hanno da tempo tolto…) ha dato loro la possibilità di sapere che Rizzotto era uno dei quarantadue sindacalisti siciliani uccisi dalla mafia negli anni Cinquanta, come il regista ha evidenziato , ma era anche uno dei ventiquattro iscritti al Psi tra le vittime e che il Pci non era affatto l’unico partito della sinistra , nonostante nell’ora e mezza di pellicola si curi bene l’omissione stessa della parola socialista e il povero Rizzotto , che era segretario della Camera del Lavoro e del Psi di Corleone , curiosamente passasse gran parte del proprio tempo tra militanti comunisti e di fronte alla sezione del Pci locale . Così come ho potuto far loro sapere che Borsellino era di idee politiche dichiarate di destra, al punto da essere stato votato come candidato alla presidenza della Repubblica dall’allora Msi in un paio di votazioni e che Falcone quando fu ucciso lavorava con, e non contro, il Ministro della Giustizia Martelli e non era dallo stesso boicottato, mentre era sotto accusa, scorretta e feroce, da parte dei colleghi magistrati ; e che la circostanza di Dalla Chiesa che si oppone solitario in nome della fermezza ai magistrati mollaccioni di Genova , addirittura schierando i “suoi” carabinieri mitra in mano per impedire il rilascio dei brigatisti in cambio del giudice Sossi , è una panzana che nemmeno la licenza poetica di un autore dovrebbe consentire.
Globalmente alcuni milioni di persone hanno seguito come noi queste trasmissioni e sono piuttosto sicuro del fatto che non molti fra loro l’hanno fatto avendo accanto un rompipalle come me , dedito alle puntualizzazioni ed alla ricerca, ahimè non particolarmente complessa, di errori nel racconto : altri milioni di gocce di disinformazione si sono instillate fra la gente , un’altra miriade di piccoli colpi ha minato il corretto ricordo dei fatti.
Franco D’Alfonso

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