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Il grande errore dell’Europa volenterosa

Domenica scorsa il Corriere della Sera ha dedicato un video di Galli della Loggia alla figura di Napoleone Bonaparte, mancano pochi giorni alla ricorrenza della battaglia di Waterloo. Il titolo della dissertazione è “Il grande errore di Napoleone, perché ricordare la parabola di un genio militare e politico”. Quale poi sarebbe stato questo grande errore commesso, Galli della Loggia perdoni, non risulta chiarissimo. Bonaparte, genio o meno, di errori ne commise moltissimi, fin da Arcole nel 1796. Senza il sacrificio del suo attendente, il povero Muiron che si immolò per proteggerlo da una palla, Bonaparte, con la bandierona sul ponte, lo si salutava allora. La stessa battaglia di Marengo fu un errore clamoroso. Desaix contravvenne agli ordini del primo Console e fece precipitosamente marcia indietro, altrimenti Carnot a Parigi avrebbe ripristinato il Comitato di Salute Pubblica.

di Riccardo Bruno | 9 Giugno 2026

Domenica scorsa il Corriere della Sera ha dedicato un video di Galli della Loggia alla figura di Napoleone Bonaparte, mancano pochi giorni alla ricorrenza della battaglia di Waterloo. Il titolo della dissertazione è “Il grande errore di Napoleone, perché ricordare la parabola di un genio militare e politico”. Quale poi sarebbe stato questo grande errore commesso, Galli della Loggia perdoni, non risulta chiarissimo. Bonaparte, genio o meno, di errori ne commise moltissimi, fin da Arcole nel 1796. Senza il sacrificio del suo attendente, il povero Muiron che si immolò per proteggerlo da una palla, Bonaparte, con la bandierona sul ponte, lo si salutava allora. La stessa battaglia di Marengo fu un errore clamoroso. Desaix contravvenne agli ordini del primo Console e fece precipitosamente marcia indietro, altrimenti Carnot a Parigi avrebbe ripristinato il Comitato di Salute Pubblica. Poi c’è chi considera un errore la campagna d’Egitto, l’esecuzione del duca d’Enghien, Talleyrand disse “è peggio di un crimine”, è per l’appunto “un errore”, l’occupazione della Spagna, quella più una catastrofe, per non parlare del blocco continentale. Trump, con i dazi, al confronto, fa tenerezza. Comunemente, un errore fu la campagna di Russia. Se Galli Della Loggia voleva sollecitare una riflessione su come anche i grandissimi sbaglino, c’è l’imbarazzo della scelta.

Con un’analisi più circospetta la Campagna di Russia, in realtà una “seconda campagna di Polonia”, fu l’errore meno grave, o per lo meno, fu solo un errore politico. Napoleone prese Mosca con centomila uomini sbaragliando l’esercito russo in meno di tre mesi, e lo fece a cavallo. Hitler non ci riuscì con due milioni di soldati e con aerei e i carri armati. L’errore di Napoleone in Russia fu che lui non voleva invadere un bel niente, voleva difendere la Polonia minacciata da due armate zariste che avevano violato il trattato di Tilsit. E il diritto internazionale? Napoleone mobilitò tutta l’Europa nella Grande Armata per dimostrare che i trattati vanno rispettati. I russi se la diedero a gambe e Napoleone riuscì ad intercettarli a Smolensk, da dove sconfitti una prima volta, si ritirarono ancora. A Smolensk si determinò la prima frattura con i suoi marescialli che volevano ripiegare su Vilnius ad aspettare l’inverno. Napoleone non aveva pazienza alcuna e decise di continuare l’inseguimento sino a Borodino. A contrario di Marengo e di altre battaglie vinte per il rotto della cuffia, Borodino fu un capolavoro strategico di Bonaparte. Mise in rotta un esercito più numeroso, meglio armato, riposato, ben nutrito e pure trincerato. A quel punto ebbro del successo e trovatosi a solo dodici chilometri da Mosca, priva di difese, perché non prendere la città. Napoleone era convinto che lo Zar lo avrebbe raggiunto in lacrime ed abbracciato. Ecco un grande errore di Napoleone, pensare che l’imperatore di Russia gli fosse amico, magari cugino.

Non potendo riflettere adeguatamente sull’intera epopea napoleonica, l’avventura in Russia meriterebbe l’attenzione dei leader europei in questi giorni. Era stato giusto mobilitare tutta l’Europa per dissuadere la Russia dall’invadere la Polonia. L’errore, al limite, fu di inseguirne l’esercito. Se Macron avesse schierato anche solo cinquantamila soldati in Ucraina nel 2022, forse i russi si sarebbero comportati come i loro predecessori Bagration e De Tolly. Putin aveva le forze per piegare gli ucraini, non per combattere anche i francesi e Macron avrebbe potuto chiedere, come Napoleone, di schierare anche i tedeschi, gli spagnoli, gli italiani, gli olandesi. Invece di discutere adesso l’adesione dell’Ucraina alla Ue, che comporta oggettivamente non pochi problemi e dover inviare truppe chissà quando e chissà in che condizioni, si poteva portare l’Europa in Ucraina dal primo momento. Fare capire alla Russia che Kyiv non sarebbe stata abbandonata come nel 1919. Bonaparte non abbandonò Varsavia nel 1812. Se i generali di Alessandro compresero che non potevano più invadere la Polonia, anche quelli di Putin avrebbero potuto ripensare la loro mossa. Sarebbe anche più facile riprendere un dialogo evitato lo scontro che ancora si sta consumando. Quattro volte i morti della campagna napoleonica. Murat non voleva marciare su Mosca, escludete lo voglia Merx. Purtroppo, come insegna Galli della Loggia, Napoleone fece un errore. Figurarsi se non lo fa Macron con i volenterosi.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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