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Il golpe? È nella realtà rovesciata del mondo distopico che ci avvolge

E se l’auto proclamatosi capo supremo d’America stesse preparando il terreno per sospendere le elezioni  di medio termine Confidavo questo pensiero ad un mio amico lontano, commentando gli ultimi fatti americani intrisi di arroganza e contrappuntati da morte e violenza . Togli il se, mi rispose quello. Ed anche il punto interrogativo. L’auto proclamatosi capo supremo d’America sta preparando il terreno per sospendere le elezioni di medio termine ed anche quelle successive  per la elezione del presidente.

di Antonio Corvino | 26 Gennaio 2026

E se l’auto proclamatosi capo supremo d’America stesse preparando il terreno per sospendere le elezioni  di medio termine?

Confidavo questo pensiero ad un mio amico lontano, commentando gli ultimi fatti americani intrisi di arroganza e contrappuntati da morte e violenza .

Togli il se, mi rispose quello. Ed anche il punto interrogativo.

L’auto proclamatosi capo supremo d’America sta preparando il terreno per sospendere le elezioni di medio termine ed anche quelle successive  per la elezione del presidente.

Dovevo convenire che il mio amico era nel giusto anche se io provavo a tergiversare…

Non può essere vero quel che sta succedendo, provavo a controbattere.  È come se fossimo tutti precipitati in una specie di incubo che dovrà finire, prima o poi.

Ma il caos e la violenza  non cessavano. Anzi aumentavano.

Addirittura anche vecchi e bambini erano diventati oggetto di arresti e da ultimo, dopo una donna inerme, un uomo che protestava era stato brutalmente, vigliaccamente ammazzato da un branco di miliziani al soldo del capo supremo che, dal canto suo, li aveva immediatamente definiti patrioti per quel che avevano fatto escludendo ogni intervento della magistratura.

Allora il dubbio apre le porte alla verità. La verità enunciatami dal mio interlocutore distante.

Come due più due fa quattro. Matematico.

Violenza e caos che il capo supremo ed i suoi fedeli stanno seminando nelle città americane sono il giusto antefatto per la legge marziale che, dal canto suo, consentirà la sospensione delle elezioni di metà termine.

Ha ragione il mio amico, perbacco, mi dico.

Devi arrenderti all’evidenza.

Non solo, alla sospensione delle elezioni di metà termine seguirà la sospensione delle elezioni presidenziali, rincara.

Lo stesso governatore della California è  consapevole di un simile rischio.

Il presidente degli Stati Uniti nello studio ovale guida e  sintetizza  la cuspide di magnati, oligarchi, ipercapitalisti che drenano ricchezza e spargono miseria sull’intero pianeta. 

Destabilizzano l’Occidente misconoscendone la civiltà, la cultura, la storia.

In prima persona e per il tramite di adepti e familiari  egli stesso coopta e si fa cooptare dall’ex colonnello KGB  che tiranneggia la Russia e con quello  si propone quale cerbero del mondo, in uno con il paziente capo cinese in attesa della resa dei conti finali.

Il capo supremo d’Amerika terrorizza ed esalta popoli e Stati.

Promette guerre, bombardamenti e occupazioni di tutti i territori necessari agli affari della cuspide che lo mantiene e  minaccia punizioni per quanti  si oppongono mentre dispensa ambigui sorrisi per quanti lo blandiscono.

Intanto mina la stessa esistenza delle Istituzioni internazionali.

L’ONU e le sue articolazioni sono anestetizzate, portate all’asfissia ed i suoi rappresentati minacciati.

L’azione della Corte Penale internazionale semplicemente ignorata, anzi irrisa.

Pretende per sé ed i suoi danti causa ogni affare ed ogni decisione, compresa quella dell’assegnazione del premio Nobel della pace e certo, di questo passo,  anche di qualsiasi altro premio Nobel, compreso quello per la fisica…

D’altronde un suo supporter, praticone dei dettami della fisica quantistica,  dichiara di voler conquistare Marte, Io, Europa e gli esopianeti,  magari per  andarci a morire pure, un giorno, lì sopra.

Beh  certamente  al capo supremo spetta il premio Nobel della letteratura.

Il genere distopico egli lo ha trasformato in realtà: realtà rovesciata.

Merita il giusto riconoscimento. Non vi era riuscito Orwell e neppure Zamyatin e Bradbury ad immaginare tanto. E neppure Solzenicyn.

In casa sua le cose, se possibile, precipitano ancor più repentinamente oltre che drasticamente.

Corpi di polizia, diventati milizie  istigate e protette dal Presidente-capo supremo, terrorizzano le città, arrestano chiunque  e ammazzano pure sfidando apertamente governatori e parlamenti statali oltre che il  Congresso federale.

Le voci dell’Università sono state zittite.

La vecchia stampa comprata, venduta, minacciata. Scomparsa.

La magistratura è rintanata. Non un’indagine che scatti  ope legis per le gratuite, reiterate violenze dei corpi armati federali  divenuti milizie private del presidente.

Possibile che l’opinione pubblica  tutta intera non si mobiliti per cacciare questo impostore che sta compromettendo le stesse basi della convivenza nazionale mentre distrugge quelle della convivenza internazionale?

Possibile che tutti, proprio tutti, aspettino che la povera bistrattata democrazia faccia il miracolo nelle urne senza porsi il dubbio se e quando  queste saranno aperte?

In patria, cittadini e partiti statunitensi attendono il responso elettorale  per veder ridotto alla ragione il despota amerikano.

All’estero, capi di Stato e popoli attendono anch’essi  il verdetto elettorale prossimo venturo che, per forza di cose, sarà terribile per il despota e magari il nuovo Congresso USA lo accuserà pure di alto tradimento, finalmente. E tutto per incanto tornerà al suo posto.

Come se il despota non lo sapesse.

Come se la cuspide che lo circonda e lo esalta non ne fosse consapevole.

L’uno e l’altra lo sono a tal punto che stanno intorbidando le acque in patria ed all’estero per impedire che la democrazia giunga a pronunciare il suo verdetto elettorale,  che il Congresso legiferi di mandare sotto processo il magnate che ha trasformato il governo nel suo palcoscenico ed il Paese nella la sua riserva privata.

Possibile che tutti abbiano gli occhi chiusi, come mi avverte il mio lucido interlocutore lontano?

Non riescono a vedere o non vogliono vedere?

L’economia ipercapitalista che avvolge il pianeta, mi spiega quello pazientemente, ha regole precise. Vince chi é più ricco e violento. Per chi perde saranno guai.

La spada di Brenno è levata contro di essi ed il monito “Vae Victis” risuonerà ovunque.

È questa la ragione per cui il mondo diviene ostaggio di violenti e guerrafondai che pretendono anche il nobel per la pace.

Il capo supremo amerikano si è creato il suo “Board” personale in quel di Gaza, svuotando, sostituendo ed irridendo l’ONU.

Ridicolizza gli Stati e impone la sua legge: si entra pagando il  gettone di un miliardo di dollari e si obbedisce al capo che resterà tale per l’eternità. Siamo ai regni privati di medievale memoria…

E nessuno  che si ribelli.

I suoi fedeli sostenitori sono addirittura  ammoniti: devono entrare, recando con sé la gabella imposta  ed estorta e devono far professione di obbedienza, in caso contrario “ Vae Victis”. La  spada di Brenno si abbatterà su di essi.

In Italia i governanti pur  desiderosi di entrare si dicono impossibilitati, impossibilitati e rammaricati “perché la  costituzione lo vieta ed  il Presidente della repubblica vigila”.

Sai quanto interessa al capo supremo amerikano la costituzione!

La straccia, la Costituzione, il capo supremo. Ecco cosa ne fa della costituzione. A cominciare da quella del suo Paese.

E straccerà le schede elettorali  e cancellerà  le elezioni, tutte le elezioni in America e le farà cancellare ovunque ed il suo pugno di ferro non conoscerà freni.

C’è un motivo profondo che porta in quella direzione.

La cuspide economico-finanziaria che lo circonda e che controlla la ricchezza del mondo non può fermarsi, ha ragione il mio amico. Essa ha bisogno di possedere le leve del comando degli USA e del mondo; ha bisogno di continuare ad usare il dollaro come arma internazionale, ma soprattutto ha bisogno di controllate le risorse del pianeta. Diversamente non sopravviverà, essendo a rischio implosione.

La cuspide di magnati, oligarchi ed ipercapitalisti  conta complessivamente qualche migliaia di individui,  a fronte degli otto  miliardi di persone che vivono sulla terra.

Le risorse  del pianeta sono ormai allo stremo.

Sfruttate, dilapidate, consumate.

Lungi dall’essere infinite,  esse sono divenute  pericolosamente limitate e scarse. E quel che resta deve essere requisito senza discussioni, invadendo, conquistando, comprando.

Ecco perché il capo supremo amerikano e la sua cuspide in combutta con le  altre teste del cerbero non consentirà alla democrazia americana di celebrare i suoi riti elettorali e di mandarli a casa.

Ecco il perché di tutta questa violenza gratuita.

Ecco il perché del silenzio assordante in patria ed all’estero.

Tutti temono e attendono l’epilogo. Il golpe conclamato. Addirittura dentro la stessa alleanza atlantica che dovrebbe impedirlo essendo nata proprio per difendere la libertà  di quanti ve ne fanno parte.

E intanto, seppur inutilmente, sperano nella democrazia  come se la democrazia avesse il potere di cambiare la storia invocando un deus ex machina che arrivi dal cielo a rimettere a posto le cose.

Anche gli dei, peraltro, sono stati schierati, dopo averli trasformati in testimoni, a protezione del potere ed a garanzia della cuspide che lo esercita.

Non resta che l’insegnamento di Montaigne e la parabola dei cannibali che ammonirono il re di francia che sarebbe giunto il tempo in cui lui e la sua corte sarebbero stati sgozzati ed i loro palazzi distrutti e dati alle fiamme.

…

L’America conoscerà dunque la  violazione della sua storia e la cancellazione della sua democrazia, sperimentando di conseguenza su di sé il calcagno del dittatore che parla ed opera in nome e per conto di un dio confuso con il denaro, il potere e l’avidità di chi intende impadronirsi del pianeta?

L’Europa, al netto di qualche scheggia nostalgica, rimane l’ultimo Continente ancora libero e consapevole della sua missione.

Riuscirà questa Europa a contrastare il Cerbero ed a neutralizzare la barbarie incombente?

Essa è l’ultimo ostacolo al trionfo del nuovo ordine mondiale basato sulla prevaricazione, la violenza e la forza bruta o nucleare che dir si  voglia.

Il diniego europeo alla mistificante operazione di Gaza é un buon segnale.

Prevarrà la civiltà europea o avranno la meglio le quinte colonne o cavalli di troia in essa operanti o addirittura alla guida di qualche governo?

Basterà attendere le  mosse prossime venture per capirlo…

A noi, dice il mio amico lontano, non resta che l’auspicio, anzi il dovere,  di far di tutto perché a vincere sia l’Europa.

La fragile, disarmata, disarmante, indomita, litigiosa erede della civiltà e della cultura mediterranea, sintesi e testimone della civiltà e della cultura del mondo intero.

É bello sentirsi finalmente europei pieni di difetti ma anche di valori imperituri e correre a fermare sui Dardanelli ed alle Colonne d’Ercole i nuovi barbari come gli opliti di re Leonida alle Termopili.

Ne va della libera sopravvivenza dell’umanità tutta intera.

Ne va della democrazia americana che questa volta dovrà, forse, essere salvata dalla vecchia Europa, devo convenire.

Se mai succederà.

Antonio Corvino

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Antonio Corvino

Di origini pugliesi, napoletano di formazione è un scrittore, poeta, saggista ed economista di cultura classica. Già Direttore Generale dell’Osservatorio di Economia e Finanza, ha organizzato, in tale veste, dal 2011 al 2015 il “Sorrento Meeting” che ha affrontato, con il concorso di intellettuali, studiosi, rappresentanti economici e politici, controcorrente, dell’intero Mediterraneo e di altri Paesi asiatici ed americani, con largo anticipo e visioni non scontate, le questioni esplose in maniera virulenta, negli anni più recenti.

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