Metà Ottocento. Il vento del socialismo ha cominciato a soffiare e grandi fermenti rivoluzionari agitano l’Europa. Avanzano le proteste delle prime vittime di quella rivoluzione industriale avviatasi quasi un secolo prima. Sono le voci dei lavoratori, operai, artigiani, minatori, contadini. Tutti rivendicano migliori condizioni di vita di fronte all’avanzata del capitalismo che “divora tutto” e non guarda in faccia a nessuno.
1843. L’allora venticinquenne Karl Marx (August Diehl) debutta come giornalista ma è costretto a fuggire dalla Germania per via delle sue idee sovversive. Con la moglie (l’attriceVicky Krieps) si trasferisce a Parigi, dove conoscerà l’anarchico Proudhon (Olivier Gourmet), ma in poco tempo anche la Francia si mostrerà poco aperta al pensiero rivoluzionario. L’esilio continua a Bruxelles e da lì, con l’aiuto dell’amico Engels, attraverserà La Manica per approdare finalmente a Londra. Il pensiero socialista che va formandosi in quegli anni trova così terreno fertile in Gran Bretagna, merito dello sviluppo industriale e di un clima sociale più pacifico e favorevole alla nascita dei primi sindacati, le Trade Unions. Tra queste La Lega dei Giusti, un’organizzazione operaia la cui sede fu spostata da Parigi a Londra per via delle repressioni. Marx e Engels, una volta aderito all’organizzazione, saranno invitati a riformulare un programma più innovativo, conferendo alla Lega una nuova immagine e offrendo ai lavoratori una base teorica. Nel 1847 questa diventerà la Lega dei Comunisti, che lanciò il famoso motto “Proletari di tutto il mondo: unitevi!”.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dell’amico Engels, conosciuto durante l’esperienza francese. Figlio di un ricco industriale, egli scrisse riguardo le condizioni degli operai nelle fabbriche di Manchester, saggio che attirò l’attenzione di Marx. I due cominceranno a sostenere una nuova concezione materialista della filosofia, intesa non più a interpretare i meccanismi della società, bensì a cambiarli. Non più il socialismo utopistico alla Proudhon ma una rivoluzione scientifica. Un fine che è possibile raggiungere passo per passo, attraverso dei cambiamenti progressivi. Ecco dunque che tra il 1847 e il 1848 verrà scritto dai due pensatori uno dei saggi più noti degli ultimi secoli: “Il Manifesto del Partito Comunista”. Celeberrima la frase di apertura “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo”. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/il-giovane-karl-marx-vita-contro-le-ingiustizie-attualita-di-un-pensiero-in-movimento_2672.html
Margherita Canestrini

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