
Nelle ultime ore, sembrava che il mercato si fosse girato in modalità risk on, caratterizzato da dati americani peggiori del previsto e fiducia da parte degli investitori verso una Fed maggiormente accomodante e propensa a decretare finalmente il pivot dei tassi. Questa condizione però è durata un paio di sedute, nelle quali sono stati pubblicati gli Adp, e i Jolts, indicatori che sembrano evidenziare un rallentamento del mercato del lavoro. Ieri erano attesi i jobless claims e il Price consumer expenditure, che rappresenta una misura dell’inflazione assai rilevante per i funzionari della Fed. Il Pce è uscito in crescita dello 0.2% nel dato core a Luglio, mantenendo di fatto lo stesso ritmo di di Giugno e allineandosi al consensus di mercato. Il tasso annuo, ha registrato un leggero aumento, raggiungendo il 4.2% rispetto al 4.1% di Giugno. Nel dato generale, i numeri sono usciti come da attese, a +0.2% su base mensile e +3.3% su base annua. Sarà tutto questo sufficiente per spingere la Fed a fermare il rialzo del costo del denaro ? Se osserviamo gli altri dati sul mercato del lavoro, ovvero i jobless, anch’essi sono usciti migliori delle attese, evidenziando una resilienza che ha poi generato, ieri, uno storno dei mercati azionari ed un ritorno del dollaro. Alla fine della settimana, dopo la pubblicazione di tutti questi dati, dobbiamo forse arrivare alla conclusione che l’economia Usa tiene comunque, nonostante i tassi alti, e forse i cali visti negli Adp e Jolts, non paiono sufficienti a garantire una Fed maggiormente accomodante. E oggi è giorno dei Nfp, ovvero del dato probabilmente più significativo, quello che potrebbe spostare, nel pomeriggio, gli equilibri di mercato. Le attese sono per una disoccupazione ferma al 3.5% mentre gli occupati del settore non agricolo sono attesi in aumento di 187 mila unità. I guadagni orari sono attesi stabili a +0.4% su base mensile e +4.4% su base annuale, mentre il tasso di partecipazione della forza lavoro è atteso stabile al 62.6%. Siamo entrati nei mesi caldi, quelli che di solito creano volatilità e movimenti interessanti, ovvero il periodo che va da settembre a dicembre, In questa fase, capiremo le vere intenzioni delle banche centrali, che ancora si ostinano a voler combattere l’inflazione attraverso il rialzo dei tassi, il che è ortodosso, sia ben chiaro, ma dall’altra parte emergono rischi di recessione che non possono essere sottovalutati. Ad oggi il mantra “bad news are good news” ha mantenuto stabili le borse, ma cosa accadrebbe se si entrasse in un hard landing che non possiamo escludere ? Come si muoverebbero le correlazione in un caso del genere e soprattutto, non c’è il rischio di un crollo dell’equity, in quel caso ? Sono le domande da porsi in un periodo nel quale i dati ancora non mostrano un rallentamento marcato, ovvero si è ancora in tempo per così dire a “salvare capra e cavoli”.
VALUTE.
Sul mercato dei cambi, i dati e la correzione delle borse, si sono tradotti in un ritorno del dollaro, che prepotentemente è andato ad attaccare tutte le valute ad eccezione dello Jpy, contro il quale, il ritorno dell’avversione al rischio, anche se parziale, ha riproposto una discesa dei cross contro Jpy, EurJpy, GbpJpy e via dicendo. EurUsd è sceso un centinaio di pips ritornando a 1.0840 dai massimi di ieri a 1.0940 mentre il UsdJpy ha perso circa 70 80 pips da 146.15 a 145.40, cosicchè l’EurJpy si è dimostrato un moltiplicatore di volatilità al ribasso scendendo circa 200 pips da 159.70 a 157.70. Medesimo andamento per GbpJpy e gli altri cross della valuta giapponese. Oggi con i Nfp, il mercato potrebbe vivere momenti di alta tensione con un dollaro che potrebbe, nel caso di dato superiore alle attese, approfondire al rialzo, e tornare sui massimi di qualche seduta orsono. Un dato negativo riproporrebbe probabilmente un ribasso della divisa americana, ma onestamente la price action ci sembra aver già scontato un evento del genere e la sorpresa potrebbe essere un dato positivo e dollaro sugli scudi. Quindi, cinture allacciate, e pronti ad osservare le price action che ci porteranno nel pieno di uno dei mesi più importanti dell’anno.
Saverio Berlinzani

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