
Il presidente Recep Tayyip Erdogan continua a mantenere i contatti con l’omologo russo Vladimir Putin e con gli altri leader europei riguardo alla soluzione della crisi del conflitto ucraino: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. “Ho speranza (in una soluzione del conflitto). La cosa principale è che i negoziati continuino e che si trovi una via di mezzo. Credo che Steve Witkoff, (inviato speciale degli Stati Uniti) che attualmente sta mediando, possa svolgere un ruolo positivo. Ha soddisfacenti competenze”, ha proseguito Fidan. Il ministro degli Esteri turco ha sottolineato come la Russia mantenga un approccio positivo nei confronti di un accordo, malgrado il sostanziale nulla di fatto dell’incontro di ieri fra Putin e Witkoff. “Guardiamo attentamente con costante ricerca di una via per la pace da parte degli Stati Uniti, mentre la Russia non dimostra alcuna flessibilità e cerca piuttosto di convincere la comunità internazionale che i principi fondamentali possono essere violati. Riconoscendo alla Russia guadagni territoriali, il diritto internazionale non avrà più alcun valore”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, intervenendo ieri al vertice dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles. L’importanza di aumentare lo sforzo della Nato per contrastare gli attacchi ibridi (la guerra ibrida è un conflitto permanente sotto soglia che colpisce reti digitali, infrastrutture critiche e coesione sociale) è stata messa in risalto anche dalla ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze, che ha invitato gli alleati a concordare quanto prima il rafforzamento della difesa aerea e della capacità antidrone del confine orientale della Nato. Gli atti di sabotaggio, gli attacchi informatici e le campagne di disinformazione della Russia sono diventati sempre più frequenti negli ultimi anni e ha toccato pressoché tutti i Paesi della Nato – ha a sua volta affermato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna . Consegnerò a Trump il mio Premio Nobel per la Pace se riuscirà a garantire una pace giusta e duratura, lo prometto”. Lo ha detto Oleksandra Matviichuk, avvocata ucraina, leader del Centro per le libertà civili che ha ottenuto nel 2022 il Nobel per la pace, intervenuta al Sommet Grand Continent, evento organizzato dalla rivista di geopolitica Le Grand Continent. Il capo dei negoziatori ucraini, Rustem Umerov, ha partecipato ieri a Bruxelles a un “lungo e produttivo incontro con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Francia, Italia, Polonia, Finlandia e Regno Unito”. Lo ha indicato lo stesso Umerov in un post su X, precisando che alla riunione hanno preso parte anche rappresentanti di Ue e Nato. Ho fornito ai miei colleghi un aggiornamento dettagliato sui negoziati a Ginevra e in Florida e sui prossimi passi del processo diplomatico. “Insieme dobbiamo sviluppare un quadro di garanzie reale ed efficace per la sicurezza a lungo termine dell’Ucraina e di tutta l’Europa”, ha aggiunto Umerov. “L’ordine mondiale sta crollando sotto i nostri occhi. Stiamo riproducendo quello che è avvenuto nella seconda guerra mondiale. Non è una guerra tra due stati ma tra due sistemi, la democrazia e l’autocrazia”. Lo ha detto l’avvocata ucraina Oleksandra Matviichuk, leader del Centro per le libertà civili che ha ottenuto nel 2022 il Nobel per la pace, intervenuta a Saint-Vincent al Sommet Grand Continent, evento organizzato dalla rivista di geopolitica Le Grand Continent. La prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko ha accolto con favore la proposta dell’Ue di procedere con finanziamenti a lungo termine per l’Ucraina utilizzando i beni russi congelati, affermando che si tratta di “un passo avanti importante e responsabile”. “Un approccio stabile, prevedibile e basato sulla giustizia dà fiducia al nostro popolo, protegge i servizi pubblici essenziali e rafforza il percorso dell’Ucraina verso la piena integrazione europea”, ha detto, sottolineando che la proposta “riafferma anche una verità fondamentale: l’aggressione non deve mai essere premiata e la responsabilità deve rimanere centrale nella risposta dell’Europa”. “Nelle attuali circostanze, un prestito per la ripresa economica dell’Ucraina utilizzando i beni russi congelati in Belgio non è fattibile”. Lo ha ribadito il premier belga, Bart De Wever, parlando all’emittente Vtm. “Non riesco a immaginare che la Commissione europea oserebbe confiscare beni a una società privata (Euroclear, ndr) contro la volontà di uno stato membro”, ha dichiarato. “Sarebbe qualcosa di senza precedenti”, ha chiosato. Presidente Vladimir Putin, ma lei vuole finire la guerra o vincere la guerra?
Giuseppe Basilico

Lascia un commento