• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il figlio dell’altra

di Maria Rita Monaco | 17 Marzo 2013

imagesLorraine Lévy, francese, ebrea non osservante, dirige il suo terzo film “Il figlio dell’altra”.

“Non dite che siamo pro Israele o pro Palestina, ma che siamo a favore del dialogo”, afferma lo scrittore israeliano Amos Oz e la regista, che ha coinvolto nel suo progetto una troupe israelo-palestinese, ha tenuto fede a questa affermazione

Joseph Silberg ama la musica, non ha ancora deciso cosa farà nella sua vita, passa la visita per il servizio militare e quando gli viene chiesto “Cosa guardi per prima cosa quando un arabo entra in un bar?” risponde quasi stupito “Gli occhi?”

Yacine torna a casa dopo essersi diplomato in Francia, aspira a diventare medico ed aprire un ospedale. Hanno entrambi 18 anni e vivono vicini e lontani allo stesso tempo. Di qua e di là dal muro. Joseph è ebreo, Yacin palestinese. Le loro vite sono destinate ad incontrarsi, incrociarsi, scambiarsi.

Siamo ad Haifa 18 anni prima, una notte di terrore. Mentre due donne stanno mettendo al mondo i loro figli la città è sotto attacco (durante la prima guerra del Golfo, quando gli scud iraniani cadevano su Israele). Si evacua l’ospedale, nella confusione del momento si scambiano due bambini. I neonati tornano a casa, ognuno con i suoi “nuovi” genitori; uno in Palestina (di là dal muro), l’altro in Israele (di qua dal muro).

18 anni dopo si scopre lo scambio e la realtà della vita, con tutte le sue contraddizioni, irrompe nella vita delle due famiglie ed è in questa “presa di coscienza” che la Levy piazza la sua macchina da presa a Tel Aviv di qua e di là dal muro.

E sono le madri quelle che, dopo l’incredulità,lo sconcerto, lo sgomento della scoperta, lasciano libero sfogo all’amore. Non sentono la perdita di un figlio, ma scoprono la gioia della scoperta di un altro figlio e sono pronte al di là delle diffidenze, degli stereotipi, ad aprire il loro cuore.

I padri, soprattutto all’inizio, presi dai loro punti di vista opposti, in preda alla diffidenza e all’incomprensione, sembra abbaiano un solo grande problema: non tanto aver cresciuto il figlio di un altro, quanto di aver cresciuto il figlio “del nemico”.

La Lévy esplora e analizza la vita quotidiana di queste due famiglie dove la buona volontà e la pazienza delle “madri” arriverà a far conoscere e frequentare i due fratelli, quasi a dire che la “ri-conciliazione” fra due popoli in guerra da decenni può passare attraverso le donne e i giovani. Tema questo caro alle donne come dimostra anche il film della regista libanese Nadine Labaky “E ora dove andiamo?”

Ma quando i due ragazzi, sentendo i rispettivi genitori litigare, scoprono di essere cresciuti nelle famiglie “sbagliate” una vera crisi di identità si scatena nell’animo dei due figli “sbagliati”, tanto da portare Joseph a chiedersi “ ma io sono l’altro?”

Al di là dei fili della religione, della tradizione, dell’ideologia, dello spaesamento di Joseph che afferma “non posso essere più ebreo ma non mi sento per niente arabo” , e di Yacin che all’inizio si sente rifiutato dal fratello maggiore Bilal, nell’assunto della regista più di tutto potranno la pazienza e l’amore.

La Lévy ci fa vedere un paese spaccato, una Tel Aviv in cui i ragazzi vivono sulla spiaggia e che Yacine scopre grazie al permesso fornitogli dal padre biologico, vivendolo all’inizio come se fosse un luna park, ma scoprendo allo stesso tempo che anche da questa parte del muro ci sono persone provate dalla paura, dai lutti, dal dolore.

Joseph, Yacine e Bilal diventano “fratelli”, si stringono le mani, preparano un futuro diverso? Bello ma ancora molto lontano dalla realtà attuale avvelenata anche dalla presenza di un muro che separa cuori, anime, pensieri.

Pubblicato in : Cinema

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti