Sempre più in difficoltà centro destra e centro sinistra. Il paese, spaccato a metà, corre il rischio di diventare ingovernabile. Due progetti per superare l’impasse. Il ruolo della legge elettorale
Il centro destra non gode di buona salute. Le ultime tornate elettorali, soprattutto le amministrative, hanno dimostrato una oggettiva flessione. Le europee sono finite in pareggio ma il vantaggio della Casa delle Libertà, in termini di seggi e di voti, era notevolissimo. Quindi anche qui una diminuzione. Per di più le posizioni sono state tenute grazie all’incremento di AN e UDC avvenuto tutto a scapito di Forza Italia. I rapporti nei partiti e fra i partiti ne hanno risentito. Oltre a questo, ma le cose hanno fra di loro un rapporto di causa/effetto, c’è da registrare una certa flessione nell’immagine del governo. Almeno fino ad oggi, molte riforme non sono decollate, molte promesse non sono state mantenute. La ragione è duplice. L’ormai famoso contratto con gli italiani si basava su un postulato: la ripresa economica. L’11 settembre ha invece innescato una reazione dalla quale forse solo ora l’Europa sta uscendo. Da qui la mancanza di risorse ad esempio per procedere sulla strada della riduzione delle tasse. In secondo luogo anche le riforme a costo zero non sono decollate per la resistenza e la complessità degli apparati politici e burocratici. E questo è la riprova che non basta vincere le elezioni per riuscire a modellare poi la società come si vuole. Nel corso degli anni sono stati creati tanti di quei vincoli e si è dato vita a tanti di quei lacci che ci vogliono anni per poterli sciogliere tutti. Questo anche perché l’Italia sconta la carenza quasi totale di una moderna cultura liberale.
Anche il centro sinistra non gode di buona salute. L’essere all’opposizione mette la sordina alle differenze, ma in alcuni casi i punti di vista sono lontani anni luce. L’unico collante è l’antiberlusconismo ma francamente è troppo poco per costruirci sopra un programma di governo.
Le ultime elezioni poi hanno aumentato a dismisura il peso delle componenti più oltranziste. Il tentativo di riportare al centro l’asse della coalizione con la lista di Uniti per l’Ulivo è fallito. Nei Ds convivono ormai due prospettive politiche diverse, riformisti da un alto, Correntone dall’altro. La Margherita ha con Prodi un rapporto sempre più conflittuale, fra l’altro molti vedono come il fumo negli occhi l’ipotesi un unico partito DS-SDI-Margherita.
E’ da questa situazione di stallo che potrebbero nascere due modi diversi di rimescolare le carte. Il primo è di ispirazione cattolica. Lo porta avanti una parte dell’UDC. Il disegno è estremamente ambizioso. Si tratta di creare un partito di centro raccogliendo gli elettori dell’UDC, di una parte della Margherita, sempre più insofferente del partito unico riformista, di parte di Forza Italia e di una parte di AN. Una forza che almeno sulla carta dovrebbe superare il 20 per cento. La maggioranza potrebbe poi essere raggiunta, in una sorta di nuova versione di centro sinistra, con un partito riformista, formato attorno all’asse D’Alema-Amato, in pratica i DS liberati dal peso sempre più condizionante del Correntone.
L’altro tentativo è di origine laica. E’ rivolto ai delusi di Forza Italia e a quanti credono che i problemi italiani si possono risolvere solo se prende campo una forza autenticamente liberale e riformista. Portano avanti questo disegno settori laici e socialisti. L’ambizione è quella di creare una forza in grado di condizionare uno dei due poli, sulla base di un approccio ideologico di tipo riformista, saldamente ancorato ai valori occidentali.
Condizione sine qua non per entrambi i progetti è la modifica della legge elettorale. Ora entrambe le coalizioni sono tenute insieme proprio dal mattarellum, un mix di maggioritario e proporzionale che non ha ottenuto i risultati sperati. Da qui il dibattito che si è acceso sulla proposta di un ritorno al proporzionale, con soglia di sbarramento e indicazione della maggioranza.
IL FALLIMENTO DELLA SECONDA REPUBBLICA
Il centro destra non gode di buona salute. Le ultime tornate elettorali, soprattutto le amministrative, hanno dimostrato una oggettiva flessione. Le europee sono finite in pareggio ma il vantaggio della Casa delle Libertà, in termini di seggi e di voti, era notevolissimo. Quindi anche qui una diminuzione. Per di più le posizioni sono state tenute grazie all’incremento di AN e UDC avvenuto tutto a scapito di Forza Italia.

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