
Con la sua decisione la Toscana ha deciso di proseguire sulla linea dello scontro. Nonostante l’interesse ad una rapida entrata in vigore dello Statuto e della legge elettorale ad esso collegata, la giunta regionale non ha esitato a cogliere la palla al balzo per tenere viva l’immagine di un modello di governo alternativo a quello che il centro destra applica a livello nazionale. Per rafforzare il concetto ha anche dato seguito all’appello dell’Anci contro il decreto taglia spese del governo e ha impugnato la manovra correttiva dei conti pubblici fatta dall’esecutivo. Quest’ultima decisione dimostra ancora di più l’assunto. Il decreto taglia spese infatti incide solo sui trasferimenti ai comuni. Questi ultimi però non possono adire la Corte contro le decisioni del governo. Da qui l’invito dell’Anci a tutte le regioni italiane perché sollevino la questione di incostituzionalità davanti alla Consulta, invito che la Toscana, che si sente e agisce come capofila di un corretto modo di intendere il rapporto governo centrale-autonomie locali, ha subito raccolto.
A prima vista niente di nuovo sotto il sole. La Toscana continua a contestare il governo tutte le volte che può. Questa volta però le conseguenze politiche della decisione presa sono più ampie e coinvolgono anche il centro destra. Forza Italia ed AN, non ascoltando gli inviti alla prudenza che venivano dall’UDC, hanno votato Statuto e legge elettorale. Come se non bastasse su Statuto e legge elettorale hanno stretto un accordo trasversale con i DS (abolizione preferenze-aumento dei consiglieri). Ora, anche senza volerlo, si trovano spiazzati. A seguito di quei voti a favore anche l’opposizione è costretta a fare fronte comune con DS e giunta contro il governo nazionale dando l’impressione, non bisogna mai dimenticare che in politica anche le apparenze sono parte integrante della realtà, che in Toscana sia nata una sorta di nuova maggioranza, sia pure solo di tipo istituzionale. Oltre a tutto la scelta contro le preferenze e a favore delle liste bloccate che è stata fatta in tema elettorale obbliga i due maggiori partiti della Casa delle Libertà a lavorare ancora una volta di concerto con i Ds nella commissione che preparerà il testo della legge sulle primarie. Statuto, legge elettorale, posizione comune contro il governo, nuovo modello regionale di primarie. Forse troppo poco per parlare davvero di nuova maggioranza, ma certamente troppo per parlare ancora di forze di opposizione.
STATUTO 1: ANCORA UN MATCH FRA LA REGIONE E IL GOVERNO
Ricorsi e controricorsi sullo Statuto regionale. La Regione difende le sue scelte. Centro destra in difficoltà dopo l’altolà del governo

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