
“Si vis pacem, para bellum”, se vuoi la pace prepara la guerra, è la più grande menzogna della Storia.
Lo ha ripetuto di recente Giorgia Meloni, come fosse un dogma. Ma sappiamo bene che questa logica ha sempre prodotto, nella realtà, non pace, ma conflitti, distruzioni e impoverimento.
E infatti, ieri, Meloni e i capi di governo europei, succubi di Trump, hanno fatto un passo concreto verso questa follia, impegnandosi a portare la spesa militare fino al 5% del PIL entro dieci anni. Una cifra mostruosa, che pagheremo con tagli alla sanità, all’istruzione, al welfare, o con nuovo debito. O con entrambe le cose.
C’è chi ha scelto un’altra via: Pedro Sánchez, pur firmando il documento NATO, ha detto chiaramente che la spesa militare della Spagna non supererà il 2,1% del PIL. Una posizione coraggiosa e coerente con una visione progressista che ha suscitato le ire del presidente americano.
In Italia, le opposizioni — PD, M5S, AVS — hanno assunto una posizione condivisa contro questa corsa al riarmo. Ma non basta. Serve una battaglia unitaria, politica vera, pubblica, determinata e continua.
Il tempo c’è. E la maggioranza degli italiani è con noi: il 75%, secondo un sondaggio riportato dall’Huffington Post, è contraria o perplessa all’aumento delle spese militari fino al 5%. Una maggioranza ampia, che può e deve diventare determinante alle prossime elezioni per mandare a casa il governo Meloni.
Ma serve chiarezza. Ha ragione Marco Tarquinio, parlamentare del PD: il no al riarmo deve essere un pilastro dell’alternativa. Troppe ambiguità — troppi voti dati assieme alla destra — rischiano di allontanare il PD dal suo elettorato, soprattutto da quello più giovane e consapevole.
È il momento di decidere. È giusto chiedere a Schlein di convocare gli iscritti e gli elettori, di chiamarli a dire una parola chiara. Perché senza un impegno limpido e coerente per la pace, non può esserci una sinistra degna di questo nome e alternativa al governo della destra.
Enrico Berlinguer ribaltando la massima latina e contestando ogni visione bellicista, aveva detto: “Se vuoi la pace, prepara la guerra, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: se vuoi la pace, prepara la pace.
Berlinguer rifiutava la strada del deterrente militare e proponeva una visione di pace attiva basata sul disarmo e la cooperazione europea.
Sono le frasi che abbiamo sentito pronunciare in questi giorni anche da Elly Schlein.
È questa la strada giusta.
Enrico Rossi

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