
“Gianni Schicchi” – Maggio Musicale Fiorentino – Michele Monasta
Dopo i successi di Madama Butterfly e Traviata, l’anno solare del Teatro del Maggio si conclude con un particolare dittico di opere comiche in un atto unico, rappresentate nella medesima serata presso la Sala grande; si tratta di Mavra di Stravinskij e Gianni Schicchi di Puccini (il 15 dicembre alle ore 17; il 18 e 20 dicembre alle ore 20 e il 22 dicembre alle ore 15:30). Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Maggio, il maestro Francesco Lanzillotta, mentre la regia, le scene, i costumi e le luci di entrambe le opere sono curate da Denis Krief.
La serata si apre con Mavra, opera buffa in un atto di Igor Stravinskij composta fra il 1921 e il 1922; il libretto è di Boris Kochno ed è tratto dalla novella in versi La casetta di Kolomna di Aleksandr Puškin. L’idea venne al compositore russo durante un suo soggiorno a Londra e fu sviluppata insieme all’impresario teatrale Sergej Djagilev: venne deciso di comporre una piccola opera che fungesse da prologo alla ripresa de La bella addormentata di Čajkovskij. A Mavra segue una delle più celebri opere brevi, ossia il Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Parte del celebre “Trittico” pucciniano – insieme a Suor Angelica e al Tabarro – è anche questa come Mavra un’opera comica in un atto. L’ispirazione primaria del soggetto dell’opera – legata a Firenze, dove si ambienta – è in un passaggio del XXX canto dell’Inferno dantesco, dove il protagonista (Schicchi, appunto) viene condannato in quanto “falsario di persone”.
A proposito di Mavra il direttore Lanzillotta sottolinea che quest’opera costituisce un lavoro molto significativo, perché “non è solo di rara esecuzione, ma anche perché segna l’inizio del periodo cosiddetto ‘neoclassico’ di Stravinskij ed è interessante notare come vi siano elementi e similitudini musicali utilizzati dal compositore qualche anno prima in Histoire du soldat; inoltre il belcanto – inteso come belcanto italiano – viene declinato all’interno di un’opera in cui esistono parti musicali riprese dalla musica popolare, come il ragtime o il walzer”.
Riguardo invece al Dittico più in generale, il regista Denis Krief afferma che “accostare queste due opere è davvero una sfida interessante: da una parte abbiamo un’opera russa, nella quale serve un approccio che potremmo definire quasi ‘wagneriano’; dall’altra abbiamo quello che secondo me è quasi il primo esempio novecentesco di quella che è la commedia all’italiana, che poi, pochi anni dopo, farà furore nel mondo del cinema”.
Per quanto attiene al cast dei cantanti, ricordiamo che il soprano Julia Muzychenko, reduce dal successo di Traviata, interpreta il ruolo della protagonista Parasa in Mavra e di Lauretta in Gianni Schicchi; nell’atto unico pucciniano, invece, nel ruolo del protagonista figura il baritono Roberto De Candia.
Per ulteriori informazioni e per l’acquisto dei biglietti, si rimanda a www.maggiofiorentino.com
Luca Summer

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