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Il disarmo? Nel Medio Evo prossimo venturo non potrà che essere rivoluzionario

C’è del paradosso evidente nell’idea di rifiutate  per l’Europa la corsa agli armamenti e adottare l’opzione del disarmo. Forse non c’è nemmeno il tempo per fermare la prima ed elaborare la seconda. Forse non c’è propio tempo, ormai, per ripristinare nel mondo la ragione, i lumi della ragione, rifiutando il processo di distruzione che sta minacciando il mondo e che  alla lunga si ritorcerà anche contro coloro che aspirano ad essere padroni assoluti del destino del pianeta. Un pianeta senza più  zone franche nemmeno ai Poli e che probabilmente sarà diviso equamente magari in una nuova Yalta prossima ventura. Stiamo precipitando nel  Medio Evo della post modernità dopo aver danzato allegramente ed a lungo sull’orlo del baratro. Signori e padroni, come gli antichi sovrani e feudatari, dispongono delle ricchezze universali e del destino delle genti.

di Antonio Corvino | 14 Marzo 2025

C’è del paradosso evidente nell’idea di rifiutate  per l’Europa la corsa agli armamenti e adottare l’opzione del disarmo. Forse non c’è nemmeno il tempo per fermare la prima ed elaborare la seconda. Forse non c’è propio tempo, ormai, per ripristinare nel mondo la ragione, i lumi della ragione, rifiutando il processo di distruzione che sta minacciando il mondo e che  alla lunga si ritorcerà anche contro coloro che aspirano ad essere padroni assoluti del destino del pianeta. Un pianeta senza più  zone franche nemmeno ai Poli e che probabilmente sarà diviso equamente magari in una nuova Yalta prossima ventura. Stiamo precipitando nel  Medio Evo della post modernità dopo aver danzato allegramente ed a lungo sull’orlo del baratro. Signori e padroni, come gli antichi sovrani e feudatari, dispongono delle ricchezze universali e del destino delle genti.

Ma in una situazione tal fatta,  del tutto compromessa, in cui il diritto dei popoli  viene calpestato costantemente, ed in cui é evidente la connivenza delle tre teste del cerbero decise a spartirselo il mondo, cosa succederebbe se l’unico continente ancora al riparo da tale deriva, forse  perché è ancora vivo il ricordo degli orrori del ventesimo secolo, si proponesse come quarta testa del cerbero? L’Europa entrerebbe nella spartizione del mondo. Probabilmente, grazie al riarmo generalizzato all’ombra dell’ombrello nucleare di Francia e Gran Bretagna, farebbe valere l’inviolabilità dei suoi confini, ma cesserebbe di essere un baluardo della democrazia ed una speranza per il mondo. Con la Russia inchiavardata sulla presunzione di invincibilità militare rivendicata da oligarchi già padroni delle sue ricchezze, gli USA cinici  stupratori di popoli e nazioni, ben oltre la vecchia propensione a  controllarne i destini e la Cina  padrona del Sud est asiatico, le residue speranze dell’umanità ancora protesa verso orizzonti di cooperazione pacifica, di libertà ed indipendenza, di progresso e sviluppo a chi potrebbero essere indirizzate?

Se anche la vecchia Europa, protagonista dell’illuminismo, delle rivoluzioni contro sovrani e dittatori, della resistenza contro il nazifascismo, della caduta del muro di Berlino e della ricostruzione democratica dell’est europeo già vittima del potere sovietico, dovesse sedersi al tavolo della nuova Yalta, cosa rimarrebbe?

É pur vero che anche l’Europa è stretta dalle spire della speculazione finanziaria che sta asfissiando popoli e pianeta in ogni dove e tuttavia in essa sono ancora potenti gli anticorpi.

Ed è  proprio nella esaltazione degli  anticorpi culturali, democratici, libertari, la possibilità  residua di poter fermare la deriva del mondo verso l’insorgere di un nuovo medioevo.

Ecco spiegata la opzione del disarmo unilaterale dell’Europa che certo non significa  consegnarsi come una vittima sacrificale  alle voglie delle  tre  teste del Cerbero ma avvertirle che essa non le seguirà sul loro terreno, nella certezza che la deterrenza atomica funzionerà esattamente in entrata ed in uscita. Chi sgancerà la bomba atomica decreterà anche la sua fine non solo la rovina del destinatario. La tecnologia europea e il suo attuale livello di difesa ma anche la dimensione del suo mercato sono tali da essere, di per sé, motivo di deterrenza per le tre teste del cerbero.

L’opzione al disarmo significa per l’Europa rinunciare a digrignare i denti e rifiutare la logica che porta  spartirsi il mondo con la scusa di difendersi, non la resa. Non solo, la strategia del disarmo se adottata con chiarezza di idee e determinazione sociale e politica, renderà evidenti le aberrazioni del cerbero e magari rappresenterà uno stimolo dentro gli USA, la Russia e la stessa Cina,  per innescare una reazione a catena contro i rispettivi governi che vogliono spartirsi il mondo in nuove, assurde zone di influenza chiuse da altrettanti muri e cortine. Insomma il disarmo europeo, nell’attuale frangente storico, è l’unica scelta a disposizione del mondo  per rendere evidenti le vergogne dei governi sovranisti-dittatoriali e svuotarne le assurde e antistoriche ambizioni neoimperialiste.

Solo in questo modo l’Europa potrà puntare su un nuovo ordine economico che la liberi, e liberi il mondo, dalla tagliola della metastasi iper capitalista che alimenta dappertutto, Russia e Cina comprese, la speculazione finanziaria ed energetica di plutocrati, di magnati ed oligarchi che sta stritolando il mondo.

La stretta della plutocrazia mondiale è ormai ad un punto di non ritorno. Essa paradossalmente è sul punto di esplodere perché ormai giunta alla fase dell’impossibile ulteriore dilatazione che la indurrà a divorarsi al proprio interno, distruggendosi. Paradossalmente siamo ad uno snodo rivoluzionario senza rivoluzionari. Per sopravvivere, la plutocrazia deve impadronirsi degli Stati e puntare a divorare tutti gli spazi pubblici disponibili. È quello che sta succedendo ed il rigurgito imperialista che punta al riarmo e vuole impadronirsi del pianeta, altro non è che l’estremo tentativo di prolungare la propria esistenza. La sindrome di Creso divenuto talmente ricco da non trovare più pane da mangiare avendo trasformato in oro tutto quel che toccava è ormai evidente ed essa è ben presente ai protagonisti del Cerbero.

La caduta di Tesla e la trasformazione del presidente degli Stati Uniti in un suo propagandista per arginarne il tonfo ne é una spia evidente. Ahimè ne é una ulteriore spia anche la impotenza del magnate americano, patron di Tesla, Starlink, SpaceX et cetera, di rispettare i suoi impegni con gli astronauti in attesa nello spazio di essere riportati sulla Terra. Egli é costretto a  rinviare la missione di recupero degli astronauti intrappolati nella  stazione internazionale che orbita nello spazio mentre il potere pubblico degli Stati Uniti d’America osserva impotente  avendo appaltato ai magnati privati il progetto e con esso, la tecnologia per perseguire la sua politica spaziale. Ed è risaputo che il destino dei popoli e la vita degli individui non sono proprio al centro dei pensieri oltre che degli interessi dei plutocrati.

Ed ancora cos’è se non una pericolosa spia, la assurda diatriba tutta italiana che preferisce appaltare ad un oligarca americano con dichiarate simpatie raziste, prevaricatrici e dittatoriali, la protezione dello spazio nazionale  anziché affidarlo all’azienda pubblica Leonardo, l’unica sopravvissuta nella follia nazionale delle privatizzazioni che va avanti da quarant’anni?

Il mondo non ha bisogno  di una nuova Yalta. Ha bisogno di una nuova Bretton Woods che restituisca neutralità alla finanza, ripristini l’indipendenza della tecnologia, dia autonomia agli organismi monetari internazionali, crei una moneta terza per regolare gli scambi internazionali e  disciplini  i meccanismi dello sviluppo economico mondiale dando finalmente attuazione alle idee di Keynes rifiutate nella prima Bretton Woods, con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Tutto questo che rappresenta l’ultima frontiera per la salvezza dell’umanità, del pianeta, del mondo in tutte le sue sfaccettature, potrà avvenire solo se almeno l’Europa si rifiuterà di inseguire le altre teste del cerbero. In caso contrario le tre teste diventeranno quattro e si moltiplicheranno ulteriormente, come in verità sta già  succedendo con i nuovi dittatori regionali o addirittura locali, o aspiranti tali,  che han  capito di avere licenza di sopraffare popoli e persone e di impadronirsi delle ricchezze delle nazioni, aderendo al nuovo quadro geopolitico in costruzione ed assicurando fedeltà assoluta a questo o a quell’impero.

Solo un’Europa “disarmata” potrà infrangere il destino liberticida  del mondo.

Se l’Europa dovesse sedersi al tavolo della nuova Yalta come quarta testa del cerbero, invece di imporre una nuova Bretton Woods il destino del mondo sarà quello distopico in cui non solo gli androidi ma anche gli umani sogneranno pecore elettriche, come avvertiva Philip K. Dick nel suo romanzo del 1968 da cui Ridley Scott trasse quel capolavoro sul mondo rovesciato che é  Blade Runner.

Antonio Corvino

Pubblicato in : EditorialeTag: caduta del muro, cina, democrazia, disposizione, europa, finanziaria, francia, gran bretagna, mercato, mondo, persone, privatizzazioni, processo, speranza, stati uniti, sviluppo, usa

Info Antonio Corvino

Di origini pugliesi, napoletano di formazione è un scrittore, poeta, saggista ed economista di cultura classica. Già Direttore Generale dell’Osservatorio di Economia e Finanza, ha organizzato, in tale veste, dal 2011 al 2015 il “Sorrento Meeting” che ha affrontato, con il concorso di intellettuali, studiosi, rappresentanti economici e politici, controcorrente, dell’intero Mediterraneo e di altri Paesi asiatici ed americani, con largo anticipo e visioni non scontate, le questioni esplose in maniera virulenta, negli anni più recenti.

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