• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il difficile cambiamento

di Giancarlo Magni | 27 Settembre 2015

In Italia cambiare qualcosa sembra impossibile. Nel tempo ci hanno provato in molti ma si sono sempre trovati contro gli stessi avversari. Rompere il fronte, anche con riforme pasticciate, è già un risultato.

E’ dal 1976, da quando Craxi diventò segretario del PSI, che il tema di una Grande Riforma delle Istituzioni agita la politica italiana. Appare e scompare, come un fiume carsico. Praticamente ci hanno provato tutti. I 30 governi che si sono succeduti da allora ad oggi, le tre bicamerali, gli innumerevoli referendum. Con la promessa di rendere più efficienti e moderne le Istituzioni sono addirittura nati nuovi partiti e movimenti, su tutti Lega e la prima Forza Italia, ma anche questi, per scelta o per necessità, hanno dovuto ben presto lasciar cadere la questione. Qualcosa nel frattempo è stato fatto, leggi elettorali e titolo V, ma niente di risolutivo. Tutti palliativi che non hanno cambiato niente, quando non peggiorato la situazione. E’ sempre mancato un disegno complessivo. Anzi, ad un certo punto si teorizzò che sarebbe stato più facile approvare provvedimenti singoli. Stesso risultato. La verità è che in Italia non è solo difficile cambiare le Istituzioni, è difficile cambiare tout court. Le cose grandi, come la scuola e la giustizia, e quelle piccole, come il numero delle licenze dei taxi. Appena si tocca qualcosa, scatta subito la reazione dei diretti interessati.

Craxi, Berlusconi e oggi Renzi, tre uomini diversi per cultura e provenienza politica, hanno provato a cambiare il Paese con varie ricette ma con un unico comune denominatore: rompere le rendite di posizione e modernizzare la società. I primi due non ci sono riusciti. Il terzo ci sta provando. La cosa curiosa è che tutti e tre, invariabilmente accusati di cesarismo se non proprio di fascismo, si sono trovati di fronte gli stessi avversari: i sindacalisti di sinistra, i magistrati militanti, gli intellettuali benpensanti, i giornalisti collettivi, i difensori della “Costituzione più bella del mondo”, gli insegnati barricadieri. Un mix di ideologismo e interessi corporativi che ha sempre bloccato tutto e che cerca ancora di bloccare tutto. Renzi, l’ultimo del terzetto, ha promesso molto e per ora fatto poco, almeno rispetto alle necessità. Ma qualcosa ha smosso. E questo è già un risultato da non sottovalutare. Molte delle sue riforme, si salva il Jobs Act, sono confuse e pasticciate. Soprattutto quella del Senato che dopo il braccio di ferro con la minoranza Dem è stata addirittura peggiorata. Non si capisce infatti come i cittadini sceglieranno i futuri senatori e soprattutto perché dovrebbero scegliere i 74 senatori fra i consiglieri regionali e non i 21 sindaci che evidentemente non potrebbero essere nella scheda per il Consiglio regionale.

Un pasticcio. Però se si pensa all’immobilismo di tutti questi anni, se si pensa alla schiera di “anime belle” che sono ancora, come sempre, sulle barricate, allora anche quelle pasticciate riforme diventano positive. Sono gli avversari da sconfiggere che le rendono tali. Molte delle riforme in cantiere non serviranno a modernizzare davvero il Paese. Serviranno solo a rompere la coltre di conformismo che ha sempre impedito all’Italia di sviluppare le sue potenzialità e serviranno soprattutto a scompaginare il fronte avverso.   Poi potrà essere Renzi o potrà essere qualcun altro a portare in fondo il rinnovamento, quello vero. Ma intanto il primo passo sarà stato fatto. Il ghiaccio sarà finalmente rotto.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, braccio di ferro, consiglieri regionali, craxi, fascismo, italia, lega, politica italiana, provvedimenti, psi, referendum, renzi, riforme, scuola

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti