Debora Serracchiani, vice di Matteo, richiama alla disciplina di partito il presidente del Senato. E ce la prendiamo per la cavolata detta dalla diciottenne miss Italia?
Nella storia della magia, dai Babilonesi, ai “maghi cerimoniali” del rinascimento, agli indiani d’America, alle sette neopagane, è un simbolo ricorrente. Rappresenta la perfezione e l’armonia, e quindi, secondo l’interpretazione psicanalitica che ne dà Jung, l’archetipo dell’affermazione del proprio “sé”.
“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”, diceva Jap ne la grande bellezza. Invece qui siamo notte e giorno a combattere con chi ci bacchetta e ci indica, anzi ci impone la giusta strada, per loro, e anche vaghi ma imponenti stili di vita. Siamo circondati. Da nord da sud e da est.. ma forse anche da ovest.
Se penso alle mozzarelle e al latte in polvere mi viene un travaso di bile. No, non voglio alludere alla Wv, il gioco si farebbe troppo facile.
«Io rispetto molto il presidente Grasso. Credo sia un presidente di garanzia ma credo anche che, essendo stato eletto nel Pd, debba accettarne le indicazioni». In un’intervista a Rainews Debora la vicematteo, interviene così sul botta e risposta tra Matteo e il presidente del Senato sulla riforma di Palazzo Madama.
E noi che, ingenuamente, credevamo che la seconda carica dello stato fosse super partes. Ma guarda te.. invece deve obbedire, e magari anche combattere. Molti sostengono che bocchinaserrataadentistretti è ragazza intelligente. Ma se lo sei pensalo pure, dato che sei in malafede come tanti dei tuoi, ma almeno, sciocchina, non lo dire. lo sai bene che la strategia politica, ammesso che esista, è fatta di vedononvedo e diconondico.
Se sei arrivata fin lì lo dovresti sapere. E poi ci siamo inviperiti e divertiti perchè una ragazzina di 18 anni, impolitica, inistituzionale, con ruolo pubblico ma leggero, ha detto una cavolata bellica. Suvvia, ne ha facoltà, non fa male a nessuno. Anche se qualcuno l’avrebbe dovuta acculturare sui rischi tipici della popolarità e del successo. Entri in un cerchio magico che nasconde insidie non palesi. Gioie e dolori, tesoro….
Ma una donna che ha in mano circa un ventesimo del paese e un cinquantino percento, poco meno, del primo partito di maggioranza, dovrebbe pensare prima di parlare e, come si suole opportunamente dire, collegare bocchinachiusa a cervello. Ma fa parte del cerchio magico, di quella pletora di esseri viventi che vivono appunto intorno al centro vitale, spesso come parassiti, illuminati di luce riflessa.
Non c’è male: l’esponente di seconda fila di un partito che pretende d’imporre alla seconda carica dello Stato il comportamento istituzionale che quest’ultimo debba seguire . Sotto il profilo costituzionalistico, la spiegazione non può essere che una: ormai, in Italia, lo Stato si trova ad essere gerarchicamente subordinato al Pd il quale, nelle vesti di “partito unico”, si trova, di fatto, ad essere il reale detentore della “sovranità”, tant’è che i suoi dirigenti possono tranquillamente indicare autoritativamente alle più alte cariche dello Stato quali debbano essere le condotte da tenersi, nell’esercizio delle loro attività istituzionali .
No, non soltanto la Serracchia e tutti i suoi compagni accerchiano chi sta al centro. Tutti i leader politici hanno il loro cerchio magico, all’inizio apparentemente immacolato, poi sempre più scuro e bigio, in itinere. Dalla magia bianca alla nera il passo è breve. E, già quando è grigio, devono correre ai ripari e prebendare a destra e a manca, pena essere lasciati soli, col cerino in mano.
Ma quello che ci ha colpito in settimana e davvero non ci fa dormire sereni è l’assassinio del ragazzo dei meloni. Ne muoiono tanti di giovani.. ma il baratro che c’è dietro, la guerra fra poveri che si sta scatenando fa davvero paura, crea ansia e angoscia.. Qualcuno sostiene che i contadini hanno sempre sparucchiato dietro ai ragazzini che rubano l’uva e le ciliegie. Ma sappiamo bene che il mondo è cambiato e magari non trattasi di un colpo scappato accidentalmente, ma infarcito di odio puro misto alla disperazione di non farcela ad andare avanti e superare i troppi ostacoli variegati che si parano davanti. E dunque della necessità di alibi nel farsi giustizia da soli per difendere non la propria vita, ma la roba, per dirla con lo scrittore siciliano, a mo’ di mastro don gesualdo. Per non dire dell’agricoltore ammazzato dopo aver venduto la sua roba, per l’incasso. Si certo non è la prima volta ma..ormai non passa giorno..
E poi l’emergente assoluta sfiducia nelle istituzioni. Tutte.
Nota a margine
Gino strada dice di essere contro la guerra. Anche io sono contro la guerra
Dunque?
Abbiamo risolto il problema della pace nel mondo.
Perchè ci dobbiamo sentire in colpa guardando bambini e mamme e giovani profughi..
Se negli ultimi vent’anni non ci avessero costretto ad accettare la feccia di paesi altri.. oggi saremmo tutti più
accoglienti.

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