• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il dialogo fra Grecia e Russia continua

di Alberto Pasolini Zanelli | 3 Maggio 2015

Il primo ministro greco e il presidente russo hanno già disegnato lo “schizzo” di un oleodotto che colleghi i due Paesi. Invece che attraverso i Balcani passerà per la Turchia, sul fondo del Mar Nero, con un prolungamento previsto per l’Italia.

Qualcuno l’aveva dato per fallito, o addirittura per morto. Invece . Anzi, accelera i tempi. Era già stato anticipato il vertice fra Putin e Tsipras, adesso non solo li hanno stretti, ma arricchiti di nuovi contributi e di qualche, sia pure ardua, speranza. Il primo ministro greco e il presidente russo hanno già disegnato lo “schizzo” di un oleodotto che colleghi i due Paesi. Un “tracciato” come sostituto di quello iniziale che doveva passare per i Balcani ma che ha subito il veto della Bulgaria, probabilmente “consigliato” dalle autorità europee. Putin e Tsipras avevano nel cassetto l’alternativa. La pipeline ha già un nuovo nome: Corrente Turca. Invece che attraverso i Balcani passerà per la Turchia, sul fondo del Mar Nero, con un prolungamento previsto per l’Italia.

È solo una parte del progetto di collaborazione fra Mosca e Atene. La contropartita è un progetto ellenico di natura finanziaria oltre che politica e il ministro degli Esteri del Cremlino, Lavrov, ha già espresso parere favorevole. La Russia, pur indebolita dal crollo dei prezzi petroliferi e dalle sanzioni dettate dall’Occidente, mostra di avere compreso le necessità elleniche e pare aver giudicato utile dare una mano al governo di Atene, impegnato in una vera e propria mano di poker e costretto dall’intransigenza soprattutto dei tedeschi ad una ulteriore “stretta” che potrebbe includere la nazionalizzazione del settore bancario e il varo temporaneo di una valuta provvisoria. Ne ha bisogno per cercare di tappare il buco di un debito esterno salito alla vertiginosa altezza dell’175 per cento del reddito nazionale. Quello che gli si propone, o impone, include tagli alle spese e, fra l’altro, a stipendi e salari, che dovrebbero scendere di un ulteriore 25 per cento. Producendo nuovi immensi sacrifici e senza garanzia di un anche minimo progresso ai fini di una “ripresa”. La diminuzione, o distruzione, del potere d’acquisto porterebbe a livelli della Grande Depressione e a sofferenze umane difficilmente accettabili. È già successo, per esempio, di vedere malati cui è negato l’ingresso all’ospedale perché non dispongono dei 5 euro richiesti e rimandati a casa senza medicine. Visioni da incubo ma al governo greco vengono richiesti sacrifici ulteriori per poter sperare di rimanere in Europa. I cittadini non lo sopportano più e lo hanno dimostrato eleggendo il giovane leader di un “partito della protesta”.

Ma anche così Atene non si fa più probabilmente speranze. Lo stato d’animo prevalente in Grecia è riassunto in un dialogo apocrifo fa Tsipras e la Merkel. Lui: “Vogliamo rinegoziare il trattato”. Lei: “No”. Lui: “Per potergli aggiungere l’opzione della crescita”. Lei: “No”. Lui: “È imperativo che riconosciamo che l’Austerity da sola è nefasta”. Lei: “No”. Lui: “Abbiamo assoluto bisogno di questo accordo”. Lei: “No”. Di conseguenza la caduta del governo Tsipras potrebbe essere imminente, ma non porterebbe né alla installazione di un primo ministro “collaborazionista”, né alla uscita totale della Grecia dall’Europa. Il governo attuale, nato dalla protesta e alla disperazione, potrebbe perdere, se in qualche modo si piegasse, non solo il potere ma anche la faccia. A un elettorato prevalentemente di sinistra risulterebbe impossibile sottoscrivere le condizioni “suggerite” da Bruxelles e da Berlino, che includono il passaggio del debito “privato” a quello pubblico, in conseguenza l’intera zona euro subirebbe una contrazione di almeno l’1,5 per cento.

O questo, oppure la Grexit, la “uscita” della Grecia dall’Europa. Il fenomeno potrebbe, questo è il punto, non fermarsi alle frontiere elleniche ma coinvolgere altri Paesi. Perlomeno a livello dell’opinione pubblica. Le correnti antieuropee si stanno espandendo e non ovunque limitate, come è accaduto finora, alla Grecia. Già Tsipras, leader dell’estrema sinistra, può governare con l’appoggio e la partecipazione di un partito di destra egualmente eurofobo. Un “fronte della protesta” si delinea in molti Paesi ma in due versioni. Gli “arrabbiati” si spostano verso la sinistra come in Spagna o nella direzione opposta come nei Paesi nordici. Ma è particolarmente forte in Gran Bretagna e in Francia. Mosca spera che l’ondata di delusione e di malumore finisca con l’investire i rapporti di forza su scala più ampia e che fra i Paesi “dissidenti” ce ne sia almeno uno che ritenga necessario alleggerire se non eliminare le strategie di boicottaggio contro Mosca. Per rinnovare queste sanzioni, occorre l’unanimità dei governi europei. Putin spera invece che si crei una sorta di “Europa degli antieuropei”. Putin gioca d’audacia nella speranza di allargare attraverso Atene le “fessure” che pensa di avere intuito in altri Paesi europei prevalentemente danneggiati dalle conseguenze delle sanzioni. La lista delle speranze accarezzata al Cremlino pare comprendere l’Italia e la Spagna, l’Austria e l’Ungheria e Cipro.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Pasolini Zanelli

Alberto Pasolini Zanelli, giornalista e scrittore da anni residente a Washington.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti