A proposito della notizia del Sole 24 Ore con la quale si annunciava la proclamazione del sindaco di Firenze con il titolo del più amato d’Italia, dopo Veltroni, (forse per il look),vorrei far notare che il medesimo quotidiano in data 19 dicembre ha pubblicato l’annuale classifica riguardante la qualità della vita delle province italiane.
Firenze nel 2004 era quinta in classifica, ma nel 2005 è scesa al ventitreesimo posto: 18 posti in meno.
Si potrà obiettare che si tratta di province, ma è facile osservare che Firenze città al 31-12-2002 contava 371.177 residenti rispetto ai 935.883 residenti nell’intera provincia, pari a circa il 40 per cento.
Negli ultimi dieci anni si è verificato un calo di 33 mila residenti perchè senza sosta molti fiorentini, stufi di sopportare i disagi che la Giunta infligge loro quotidianamente, preferiscono emigrare nei comuni limitrofi.
Probabilmente il nostro sindaco è stanco e nervoso e non vede l’ora di tornare a fare il deputato a Roma.
E’ per questo motivo che che non sopporta le critiche al suo – chiamamolo così – operato. Ma perchè i fiorentini devono sopportare le ubbie della giunta?
L’addetto alla rassegna stampa
Sergio Brera
a commento della notizia il nostro Battista l’Archivista ci regala uno dei suoi soliti pungenti e precisi aforismi
“Nelle cose del mondo, non è il sapere, ma il volere che può;e laddove molti hanno volere fiacchissimo, giunge a poter di molto anche un fiacco che voglia.”
Tommaseo, Cronichetta del Sessantasei

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