La questione del crocifisso nelle aule di scuola è una questione vetera e stucchevole.
L’Italia è un bel paese che fatica a diventare grande e, come un figlio già adulto che si rifiuta di crescere, si aggrappa strenuamente alle gonne della madre Chiesa cercandone sempre la rassicurante approvazione.
La scuola e le istituzioni italiane sono laiche; la nostra civiltà e la nostra cultura sono permeate dell’identità cristiana ma non sono solo questo.
Prima di essere cristiana, la civiltà del nostro paese è ed è stata ‘classica’.
Ma non mi pare che accanto al crocifisso sia mai stato affissa l’immagine di un teatro romano o l’icona di una bella divinità classica!?
Rosita Bimbi

Ma è vero che la Corte di Giustizia dei Diritti dell’uomo ha condannato la Svizzera a togliere la croce dalla sua bandiera?
Succederà, succederà che qualcuno ci pensi….. la mamma degli imbecilli è sempre incinta.
Spesso ignorando la storia si fa risalire la presenza del crocefisso nelle scuole e negli edifici pubblici ai patti lateranensi, cioè al concordato e a Mussolini, Sarebbe bene che i tanti soloni ricordassero o addirittura sapessero che la presenza del Crocefisso risale alla ottocentesca legge Casati poi confermata dal laico liberale Salandra, come risultato del Patto Gentiloni (accordo voluto da Giolitti in occasione delle elezioni politiche italiane del 1913, che impegnava i cattolici a sostenere, nelle elezioni politiche, i candidati liberali contrari a misure anticlericali). E se volessimo risalire ancora più indietro nel tempo, nel ‘700 illuminista, durante un’assemblea filogiacobina che si teneva a Milano, i seguaci della dea ragione, proposero di togliere il crocefisso. Parini, contrapponendosi a questa richiesta dichiarò: ” se in questa sala non c’è posto per il cittadino Cristo, non c’è posto neanche per me”. Altra libertà di pensiero.
Chi scrive è una libera pensatrice che da ragazzina frequentava la Messa domenicale e seguiva le lezioni di catechismo. Crescendo non ha avuto difficoltà a continuare a frequentare la Chiesa e contemporaneamente la casa del popolo dove i vecchi leggevano ai ragazzi l’Unità.
Oggi tiepida nei confronti della Chiesa non accetta di dover rinunciare alle proprie radici, nonosante tutto, cristiane.