• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Cremlino sotto vuoto

Ancora l’anno scorso per la parata del 9 maggio, Putin poteva contare su un parterre di una certa importanza. Da Xi Yin Ping, a Maduro, a Orban, sino a Lula. Tutti convinti dell’imminente vittoria in Ucraina. Stava per iniziare l’attacco estivo. Per questo non c’erano carri armati sulla piazza rossa, ne aerei in cielo. Quest’anno in piazza non ci saranno nemmeno i soldati e per avere un qualche ospite esotico, Putin poteva invitare Buttafuoco. Nessuno ci crede più alla vittoria russa. Soprattutto dopo aver analizzato i bollettini catastrofici degli ultimi mesi. In più, adesso gli ucraini colpiscono Mosca. Le agenzie hanno trasmesso un florilegio di parate annunciate e cancellate, da Kaliningrad a Kaluga. A Krasnodar se ne terrà una. On line. Peccato abbiano sospeso internet.

di Riccardo Bruno | 8 Maggio 2026

Ancora l’anno scorso per la parata del 9 maggio, Putin poteva contare su un parterre di una certa importanza. Da Xi Yin Ping, a Maduro, a Orban, sino a Lula. Tutti convinti dell’imminente vittoria in Ucraina. Stava per iniziare l’attacco estivo. Per questo non c’erano carri armati sulla piazza rossa, ne aerei in cielo. Quest’anno in piazza non ci saranno nemmeno i soldati e per avere un qualche ospite esotico, Putin poteva invitare Buttafuoco. Nessuno ci crede più alla vittoria russa. Soprattutto dopo aver analizzato i bollettini catastrofici degli ultimi mesi. In più, adesso gli ucraini colpiscono Mosca. Le agenzie hanno trasmesso un florilegio di parate annunciate e cancellate, da Kaliningrad a Kaluga. A Krasnodar se ne terrà una. On line. Peccato abbiano sospeso internet.

Per darsi un tono il portavoce del Cremlino ha avvisato i corpi diplomatici stranieri di abbandonare Kyiv nelle prossime ore. La loro sicurezza è a rischio. Di fatto i russi non sanno cosa colpiscono, lanciano di tutto, vai a sapere dove. Gli ucraini sono chirurgici, depositi, aeroporti, navi e raffinerie. A Tula in questi giorni ha piovuta petrolio. Putin è ridotto l’ombra di se stesso. Non si fida nemmeno più del generale Shoigu, suo ministro della difesa per dodici anni. E chissà cosa pensa di Gerasimov che per questi tempi gli aveva promesso la testa di Zelensky in un piatto. Putin si è fatto riprendere dalle telecamere in mezzo ai bambini nella nera divisa da carristi, magari saranno questi a sfilare. Qualcosa del genere fece Hitler, ricevendo i giovani cacciatori di panzer russi nel giardino della Cancelleria del Reich. L’ultima apparizione pubblica documentata del Fuhrer. Analogie inquietanti.

Putin sa che dopo le immagini satellitari che mostrano l’impiego dei muli per spostare i soldati in Donbass, è inutile cercare ostentazioni di forza. Gli occhi del mondo sono puntati sul vertice di Pechino, il prossimo 14 maggio. Del giorno nove non importerà niente a nessuno, a meno che lo destituiscano per l’occasione con un bel colpo di Stato. Pesa atrocemente l’incapacità russa di aiutare Teheran, che invece ha trovato un appoggio nella Cina. Sono i cinesi che hanno tenuto in piedi il regime degli ayatollah e adesso vanno ad una posizione di forza a negoziare su Hormuz. Xi potrebbe persino spingersi fino a dare garanzie a Trump per lo stop al nucleare arricchito. Cina e Stati Uniti raggiungono un accordo per la stabilità mondiale, magari farlocco e Putin resterebbe comunque li, nell’insignificanza, intento com’è a bombardare l’Ucraina. Senza prestigio, la Russia gli sfugge di mano. La mesta fine di un qualsiasi comprimario. Va tutto storto. Quei pezzenti dei jihadisti lo hanno appena cacciato a calci dal Mali.

Fortuna che ci sono gli europei. Generali olandesi e polacchi, dicono che Putin potrebbe attaccarli quando avrebbe ottant’anni e non si sa con cosa. Ovviamente non ci credono. Bugie buone per riarmarsi. Non contro di lui, che basta l’Ucraina a fermarlo. Con l’aria che tira, vai a sapere come va a finire, stretti come si è fra gli yankee e i nipotini di Mao. Qualche cannone in più, acquistiamolo.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti