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Il costo per i cittadini europei dei doppi standard della Ue nei confronti di Israele

Secondo un’inchiesta della testata Euobserver valgono almeno 150 milioni di euro le strutture finanziate con fondi europei a Gaza letteralmente andate in fumo a causa dei bombardamenti a tappeto dell’esercito israeliano. Se nessun rappresentante istituzionale dell’Ue ha la decenza o la dignità di chiederne conto al governo di Tel Aviv questo continuerà indefesso confidando nell’impunità

di Paolo Bergamaschi | 27 Giugno 2026
 L’Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Ue Kaja Kallas

Che Dubravka Suica, commissaria per il Mediterraneo, faccia visita a Israele non è apparentemente una notizia di rilievo; se questo, però, avviene quasi sotto traccia, senza alcuna comunicazione preventiva e a poche ore dalle dichiarazioni di fuoco del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar contro l’Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Ue Kaja Kallas la notizia assume un significato diverso che va ben oltre l’obiettivo fissato.

Dubravka Suica e Kaja Kallas fanno entrambe parte della Commissione Europea, ovvero l’organo esecutivo dell’Unione. Nei giorni scorsi, durante un viaggio in Messico, Kaja Kallas nel corso di un colloquio privato con alcuni collaboratori avrebbe affermato che il trattamento dei palestinesi da parte di Israele assomiglia al regime di apartheid del Sud Africa. Le sue parole informali sono filtrate alla stampa scatenando la reazione furibonda di Gideon Sa’ar che ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con l’Alta Rappresentante che, dal canto suo, pur non smentendo la frase ha ribadito l’importanza del dialogo e della collaborazione. Che Israele pratichi l’apartheid nei territori occupati non è nulla di nuovo come denunciato dagli inviati speciali delle Nazioni Unite e dalle più importanti organizzazioni internazionali per i diritti umani, Amnesty International in testa. Non è tuttavia, la posizione ufficiale dell’Ue. Lunedì scorso, durante l’incontro con la stampa a fine riunione con Sa’ar, Dubravka Suica si è ben guardata dall’esprimere una qualsiasi parola in difesa della collega Kallas semplicemente ignorando il fatto come se non fosse successo nulla.

Quello dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune è un ruolo ingrato, destinato all’inefficacia anche se regala visibilità mediatica a chi lo ricopre. Un prestigiatore o un illusionista sarebbero senz’altro più bravi di un politico a rappresentare qualcosa che non c’è visto che la politica estera comune esiste più di nome che di fatto. Quanto accaduto. comunque, mette alla berlina la profonda crepa che spacca sia la Commissione che il Consiglio europeo quando si tratta delle relazioni con Israele che poggiano su una buona dose di ipocrisia, doppi standard e una avvilente inclinazione al masochismo diplomatico.

Secondo un’inchiesta della testata Euobserver valgono almeno 150 milioni di euro le strutture finanziate con fondi europei a Gaza letteralmente andate in fumo a causa dei bombardamenti a tappeto dell’esercito israeliano. Fra queste anche l’ospedale di Kan Yunis e l’impianto di desalinizzazione dell’acqua oltre ad altri progetti in campo scolastico, agricolo e di sviluppo economico sostenuti direttamente dai 27 Paesi Membri. Tutti atti di distruzione gratuita o senza una valida giustificazione. Fin troppo ovvio che se nessun rappresentante istituzionale dell’Ue ha la decenza o la dignità di chiederne conto al governo di Tel Aviv questo continuerà indefesso confidando nell’impunità. A questo punto, tuttavia, spetta ai cittadini europei di chiedere conto ai rispettivi governi di come vengono spesi i soldi dei contribuenti e del perché non si fa nulla per recuperarli. Ingenti finanziamenti europei vanno anche regolarmente all’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) che di questi fondi ha un disperato bisogno per sopravvivere.  Sono 1.600 i milioni di euro stanziati dall’Ue per il periodo 2025-2027 che fanno il paio con i 1.360 milioni di euro allocati per il periodo 2021-2024. Non fosse che questi soldi servono per ripianare i buchi di bilancio dell’Anp creatisi anche a seguito della decisione del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich di trattenere, in violazione degli obblighi internazionali, i diritti doganali che spettano ai palestinesi incassati dallo stato di Israele. Ancora una volta sono i contribuenti europei a pagarne le conseguenze nell’indifferenza colpevole dei rispettivi governi.

https://www.vita.it/se-leuropa-si-desta-a-yerevan/embed/#?secret=pjXs4HCOT8#?secret=1EfTj2aiCc

Oltre a questo rimane la grana dei prodotti delle colonie israeliane in Cisgiordania illegali secondo il diritto internazionale che proprio per questo non dovrebbero usufruire delle agevolazioni preferenziali di cui godono le merci israeliane regolari esportate nella Ue ma che le autorità di Tel Aviv non etichettano separatamente ingannando i consumatori europei. La questione, che si trascina da anni, è stata di nuovo sollevata la scorsa settimana durante la riunione del Consiglio Europeo che attende dalla Commissione qualche proposta di contromisura in materia. Per gli osservatori più attenti quello delle relazioni con Israele è il test attraverso il quale misurare l’efficacia e la credibilità della politica estera europea.

Paolo Bergamaschi

(da Vita.it)

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Paolo Bergamaschi

Paolo Bergamaschi è nato a Viadana (MN) e ha vissuto per anni a Bruxelles. Ha lavorato per 25 anni come consigliere politico presso la Commissione Esteri del Parlamento Europeo. Veterinario di professione, collabora con riviste, siti web e quotidiani con reportage e analisi di questioni europee e avvenimenti internazionali. E’ spesso ospite di programmi radiofonici che trattano di politica estera. E’ musicista e cantautore con sei cd all’attivo. Ha pubblicato Area di Crisi-Guerra e pace ai confini d’Europa (La Meridiana, 2007), Passaporto di Servizio (Infinito edizioni, 2010), L’Europa oltre il muro (Infinito edizioni, 2013), Terre d’Oriente (Infinito edizioni, 2017) e Terre di Nessuno (Infinito edizioni, 2020).

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