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IL CORAGGIO DI UN POPOLO E QUEL MONDO SOTTO IPNOSI MENTRE IL MALE STA CADENDO

Mentre si scrive contro Trump in abbondanza, pochissimo si sostiene la lotta contro il peggiore di tutti i regimi del mondo, quello iraniano che aggredisce non solo i suoi, ma tutte le democrazie. Come nel 1979 si tifava per Khomeini, ora si tiene per Mamdani e per Maduro. Viene da pensare che il mondo di fronte al fuoco che ormai divampa nelle maggior parte delle città iraniane, viva una sorta di ipnosi collettiva, in cui non si vede che l’orribile piramide di potere degli ayatollah sta per crollare, la realtà non riesce a travalicare il rigurgito delle vecchie teorie anticapitaliste e antimperialiste, si dimentica la sofferenza e la persecuzione quotidiana della gente e l’aggressione internazionale che ha creato esplosioni e fatto morti innocenti in tutto il mondo per iniziativa degli iraniani e degli Hezbollah.

di Fiamma Nirenstein | 12 Gennaio 2026

Nel silenzio, o nel tono basso della solidarietà, nell’inazione salvo gruppi di bravi come ieri a Roma, per il popolo iraniano in queste ore c’è qualcosa di sinistro.  Come ha scritto Abe Greenwald su Commentary, non si vede solo indifferenza per la grande battaglia per i diritti umani, ma un fiancheggiamento dei poteri antiliberali: si vede nelle strade, dove si prepara a Lodi una manifestazione per Hannoun, per Hamas, addirittura per Maduro, si vuole votare per lo stato palestinese alla regione toscana, si prepara un’altra Flottilla. L’attivismo umanitario sostiene gli oppressori e non gli oppressi.

Mentre si scrive contro Trump in abbondanza, pochissimo si sostiene la lotta contro il peggiore di tutti i regimi del mondo, quello iraniano che aggredisce non solo i suoi, ma tutte le democrazie. Come nel 1979 si tifava per Khomeini, ora si tiene per Mamdani e per Maduro.  Viene da pensare che il mondo di fronte al fuoco che ormai divampa nelle maggior parte delle città iraniane, viva una sorta di ipnosi collettiva, in cui non si vede che l’orribile piramide di potere degli ayatollah sta per crollare, la realtà non riesce a travalicare il rigurgito delle vecchie teorie anticapitaliste e antimperialiste, si dimentica la sofferenza e  la persecuzione quotidiana della gente e l’aggressione internazionale che ha creato esplosioni e fatto morti innocenti in tutto il mondo per iniziativa degli iraniani e degli Hezbollah.

Quando mi trovavo a coprire la caduta del Muro di Berlino (folla nella notte eccitata e stupefatta, rumore dei martelli pneumatici e delle picconate, pezzi di muro disegnati di rosso e blu che conservo ancora in soffitta) non capii subito che il mondo stava cambiando sotto i miei occhi. Me ne resi conto solo quando i bambini uscirono a frotte da Berlino est e entrarono fra i giocattoli e cioccolatini (tanti, in magnifiche file) in un mall di Berlino ovest. Questo dobbiamo vedere: i basiji che alzano le mani, gli ayatollah col loro oro a tonnellate in volo verso Mosca,  le donne iraniane per la città vestite a modo loro, la gente che vota, i giovani che assaggiano il pomo della conoscenza: la libertà.

Da tredici giorni la gente iraniana, fra la più coraggiosa del mondo, ha disegnato col suo sangue questo scenario. L’ha fatto anche per tutti noi, per la pace e la democrazia. Nel 2025 il regime ha messo a morte più di 1000 persone, sempre di più, per reati di droga e per “reati contro la religione” “ contro la Terra”, perchè “nemico di Dio”, per omosessualità. Moltissimi non condannati pubblicamente lo sono stati di fatto, nelle carceri e prima di raggiungerle: il diritto all’equo processo è sconosciuto, molti muoiono di torture e violenze, soprattutto le donne. I gruppi vulnerabili, come i beluci e i curdi, sono perseguitati. L’intenzione di distruggere Israele è la bandiera del tentativo di raggiungere il potere atomico e del continuo riarmo balistico: un accordo venticinquennale con Cina e Russia, da cui anche recenti grandi esercitazioni nautiche comuni e centinaia di summit, sono all’ordine del giorno. Putin usa droni iraniani contro l’Ucraina. La teoria di dominazione sciita dell’Islam, che ha prosciugato il livello di vita della gente, furiosa per questo, è il succo dell’oppressione delle Guardie della Rivoluzione e della strategia dell’ “asse della resistenza” di Qassem Suleimani, la strada messianica in cui la venuta del Mahdi coincide con la presa islamica del potere prima in Medio Oriente e poi nel mondo.

Non sono chiacchiere: sono miliardi, armi agli Hezbollah, a Hamas, agli Houty, alle milizie in Iraq. Ieri il ministro degli esteri iraniano è volato in Libano per rafforzare, ancora, gli Hezbollah. Non c’è abbastanza per capire che dobbiamo fare qualsiasi cosa per aiutare i persiani in rivolta? Senza armi se non vi piacciono, ma con la cyber intelligence, con Starlink, con i rapporti di sicurezza, con la nostra voce! Soprattutto la forza morale della folla può essere di grande aiuto. Ed è terribile pensare che venga riservata a Hamas, i tagliagole. Mentre Trump ci pensa, e ha promesso di combattere la prepotenza. Noi, per quel che conta, ci siamo.

Fiamma Nirenstein

(da “Solo Riformisti”)

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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