
Nel conflitto che sembra infinito in Ucraina il 17 gennaio si è immolata, coraggiosamente, una donna di 24 anni Maria Tsaitseva che nel 2020 è stata il volto e l’icona della mancata rivoluzione riformatrice in Bielorussia, e così la ricorda oggi la leader della opposizione al dittatore Lukashenko, Sviatlana Tikhanovskaja. La Tsaitseva ha dimostrato più volte il suo coraggio che è il coraggio delle donne bielorusse, impegnate per la libertà. Lei si è impegnata, dando il buon esempio, anche per la libertà dell’Ucraina: è morta al fronte nella zona del Donetsk, combattendo, da volontaria bielorussa, nella Legione Straniera dell’esercito dell’Ucraina.
Già 5 anni fa, nel 2020, aveva rischiato la vita ferita da una granata alla testa, durante le manifestazioni in piazza in Bielorussia a Minsk contro la dittatura. Come è noto volontari bielorussi e anche russi dissidenti sono oggi nell’esercito ucraino e combattono, spesso in prima linea, dando il buon esempio e dimostrando un coraggio incondizionato. Il coraggio della Tsaitseva ricorda il coraggio dimostrato non invano, nel 2020, dal popolo bielorusso che tuttora, in molte forme, è solidale con gli Ucraini, popolo storicamente fratello dei bielorussi. La lezione di democrazia attiva della Tsaitseva rimane: la nascita di una democrazia in Bielorussia e la salvezza della democrazia e libertà Ucraina sono gli obiettivi per cui stoicamente si è immolata.
Leonardo Dini

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