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Il consenso plebiscitario ha ridotto l’Italia a questo punto, non le critiche (che spesso sono mancate)

di Nicola Cariglia | 25 Agosto 2014

Tutti gli ultimi venti anni della storia italiana sono caratterizzati dalla mancanza di vere critiche e di veri oppositori.

Dicono con convinzione i novelli salvatori della patria: “ma come, non appena spunta qualcuno che vuole cambiare le cose in Italia, subito saltano fuori a protestare e a mettere i bastoni tra le ruote quelli che intendono conservare le cose come stanno e mantenere i loro privilegi”.

A parte il fatto che la vita, non la sola politica, è scontro tra interessi (e non può essere diversamente), i “salvatori della patria” affermano clamorosamente il falso.

Perché tutti gli ultimi venti anni della storia italiana sono caratterizzati proprio dall’atteggiamento opposto: dalla mancanza di vere critiche e di veri oppositori. Ripercorriamola succintamente questa storia.

La “grande rivoluzione” del 1992, ovvero il golpe mediatico-giudiziario, avvenne con il consenso plebiscitario tributato al mitico pool di Milano ed al suo corifeo ruspante: Antonio Di Pietro. Abbiamo tutti memoria dei battimani che accompagnavano l’abbattimento dello Stato di Diritto ed il procedere delle inchieste giudiziarie ogni giorno più strabiche. Su quello strabismo Di Pietro costruì una fortunata e non brevissima carriera politica che lo proiettò in Parlamento, al Governo ed alla creazione di un partito politico. Oggi Di Pietro è stato risucchiato dall’oblio. Non per i suoi demeriti politici che non sono maggiori di quelli accumulati da tanti altri. Ma per il fondato sentimento di vergogna (mi auguro) di coloro che lo sostennero.

Venne poi, quando tutto congiurava a favore della “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, Leoluca Orlando, Francesco Rutelli, Fausto Bertinotti e Capitan Brancaleone, la incredibile volata di Silvio Berlusconi. Tagliò il traguardo vincitore e su quella vittoria costruì, anche egli, una fortuna tanto grande da essere ancora, dopo venti anni, in prima fila, nonostante una serie incredibile di ferite infertegli dagli avversari e da lui medesimo. Il consenso entusiasta di una gran parte di italiani ed il dissenso rabbioso furono altrettanto acritici e parimenti determinanti per la sua longevità politica.

Nonostante i precedenti, l’affezione degli Italiani per i “salvatori della Patria” non è venuta meno ed ha portato, oggi, alla incarnazione nel ruolo di Matteo Renzi. Provate a mettere in discussione qualcuna delle sue scelte. Vi sarà inutile argomentare perché, ancora una volta, l’adesione “a prescindere” metterà al riparo ogni buon renziano da qualsiasi dubbio.

La strada che conduce alla presa di coscienza che ogni cittadino è depositario dei destini del Paese e che nessuno può completamente surrogarlo in questo compito è ancora lunga.

Un aiuto potrebbe venire dalla riflessione sull’amaro destino di tutti i precedenti “salvatori della patria”. E, cioè, che le critiche degli avversari sono niente rispetto alle contumelie dei sostenitori pentiti, una volta conclusasi la parabola.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    28 Agosto 2014 alle 08:14

    ” Credo in parole povere che assai meglio farebbero gli amici di Pensalibero a convogliare i loro sforzi e le loro ispirazioni – laico-liberaldemocratiche o,meglio,soc ialdemocratiche d’impronta europea – all’interno di questo Pd che sta imponendosi come forza autentica di sinistra riformista.E di proporzioni di tutto rispetto.Se non ora quando! ”

    Caro Ciampaglia, l’esclamazione conclusiva invece dell’interrogazione è un lapsus significativo quanto ultimativo. Oggi nessuno si sogna più di leggere le derive democratiche attraverso gli esempi novecenteschi, e non mi perdo a descrivere dove e come le nostre libertà diventano carta straccia spengendo il pensiero critico nel dargli anche troppa voce. Poi un’altra considerazione, il partito renziano non è il PD ma la DC e il fatto stesso che non ci renda conto di come ciò sia potuto accadere la dice lunga sulla democrazia in atto tutta votata a confondere le identità attraverso un riformismo vuoto perché piega la storicità alla contabilità. Anche se i cattolici hanno sempre nel cilindro verità superiori per nobilitare la contabilità.

    Rispondi
  2. Antonio CIAMPAGLIA

    27 Agosto 2014 alle 10:32

    Ad una mia annotazione provocatoria – perchè mai Pensalibero..pensa solo a fare le pulci all’iniziativa riformatrice (piuttosto risoluta(e per fortuna) di Matteo Renzi? – il direttore del periodico online fiorentino,Nicola Cariglia ha ritenuto di dover rispondere,anche con affettuose ed amichevoli espressioni nei miei confronti con un suo editoriale,”Ne rosiconi ne ingenui”.Sciorinando tuttavia il consueto rosario dei pericoli che dalle riforme renziane deriverebbero alla nostra democrazia rappresentativa,con tutte le approssimazioni di dette riforme e senza i giusti contrappesi trai poteri.Preoccupazioni che possono considerarsi anche serie,se si ha però la pazienza di guardare l’opera nel suo insieme. All’editoriale di Pensalibero ho perciò risposto con la nota qui appresso riportata. A Nicola Cariglia x Pensalibero Caro Nicola, ti ringrazio innanzitutto delle parole di amicizia e di stima che ti ricambio pienamente.Vengo subito al punto.Io credo che dopo quanto accaduto negli ultimi decenni nella vicenda della nostra fragile democrazia ,e culminata con la pesante crisi economica dalla quale – al pari molti altri grandi paesi della Ue ,come vediamo in questi giorni – stentiamo ad uscire(per quel che ci riguarda,anche per lo squilibrio strutturale dei nostri conti pubblici),occorra un po’ meno cipiglio e forse un pò più indulgenza nel giudicare i primi passi dell’avventura renziana,peraltro premiata dal voto popolare con un inatteso 41%.Solo al debutto del Pd di Veltroni(sia pure con le alleanze sbagliate che l’accompagnarono)riuscimmo a vedere un 33 e rotti %.Le tue preoccupazioni circa i pericoli involutivi che dalle riforme renziane deriverebbero alla nostra democrazia rappresentativa mi sembrano francamente eccessive e anche premature.Certo che vi sono delle approssimazioni che andrebbero forse corrette nel nuovo disegno del Senato;ma aver tenuto fermo il principio della non elettività fissa ben in terra la pietra della fine del cameralismo perfetto.Poi si dirà che l’ostacolo ad una vera “semplificazione” non è solo lì,sta nella vischiosità e nella opacità dell’alta burocrazia.E questa è un’altra riforma da far camminare in fretta.E così via.Certo c’è la legge elettorale che va migliorata,forse con le preferenze,ma l’ideali sarebbero i piccoli collegi uninominali.Non so francamente quanto l’amico e compagno Chiti con la sua pattuglia di oppositori(peraltro in pessima compagnia politica:M5S,Lega,Sel) abbiano tenuto conto di questi aspetti. Vedo poi con sorpresa spuntar fuori un altro punto di critica.:Il patto del Nazzareno Renzi-Berlusconi. Benissimo,sono d’accordo,ma da un altro punto di vista.Vale a dire che si tratta di un alleanza puramente strumentasle stretta con una formazione chiaramente al tramonto e che vanamente si dichiara “protagonista” ed “in prima linea” della presente fase riformatrice.Ecco su questo credo bisogni far chiarezza per smontare miti fuori dal tempo e dalla logica politica.E qui proprio senza indulgenze e senza nostalgie di un passato rivelatosi semplicemente fallimentare. Credo in parole povere che assai meglio farebbero gli amici di Pensalibero a convogliare i loro sforzi e le loro ispirazioni – laico-liberaldemocratiche o,meglio,soc ialdemocratiche d’impronta europea – all’interno di questo Pd che sta imponendosi come forza autentica di sinistra riformista.E di proporzioni di tutto rispetto.Se non ora quando! Antonio Ciampaglia

    Rispondi
  3. paolo francia

    26 Agosto 2014 alle 22:11

    Il problema poi Marzio, alla fine, non è neppure Renzi, che da furbone approfitta della situazione, se la gioha (a proposito di C aspirata), convinto che il suo talento inarrestabile dalla Ruota della Fortuna a Palazzo Chigi sia frutto della sua eccellenza, ma purtroppo è vero il contrario.
    Il problema, dicevo, è che il consenso plebiscitario è il nemico da abbattere, se abbatti solo l’ultimo “Cacini” e salvatore della Patria, ne verrà un altro e poi un altro ancora!
    Se Renzi fosse stato intelligente e davvero avesse voluto cambiare per il bene degli italiani, avrebbe dovuto lottare per trasformare l’Italia come la Svizzera, altre soluzioni sono e saranno fallimentari.
    Un comitato di 7 persone, sconosciute ai piu, con un Presidente onorario eletto ogni 2 anni, basta!
    Non si sentirebbe parlare delle sue uscite alla Duce, sparirebbero le figurine alla Boschi (mi ricorda il gioco “La reginetta del ballo”), si farebbe scegliere la gente, guidata da questo comitato, con referendum, esattamente come accade in Svizzera. Ma non lo faranno, perché Renzi doveva portare i “suoi” a Roma, e farsi bello nella vetrina per gli stolti. La politica di Renzi, che con Valls voleva dettare legge a Berlino, è naufragata con l’estromissione dal governo di Hollande delle figure che spingevano per questo disegno opportunistico alla Renzi, e la sua velleità spocchiosa e senza ragion d’essere è già spazzata via senza neanche aver abortito, una gravidanza isterica.
    Insomma, pietà per Renzi, pietà per chi lo sostiene, per chi lo detesta pure, perché sarà poi rimpiazzato da un altro Duce e finché non si spezza questo “Gioco dell’Italia”, la stessa sarà immersa negli stessi irrrisolvibili problemi.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    26 Agosto 2014 alle 19:04

    Se l’informazione si uniforma a un consenso plebiscitario e pecorile è evidente che nella politica italiana cova qualcosa di profondamente malato. Tutti i telegiornali o fogli con la maggiore audience sono allineati in un osanna quotidiano a Renzi, il quale non perde occasione per spararle sempre più grosse per soddisfare i palati di tutti i delusi, indossando ora l’impronta socialcattolica, ora quella nazionalista, subito insaporita con un po’ di europeismo. Nella propaganda finalizzata non al PD ma a se stesso torna martellante la bufala che l’Italia sarà la salvezza dell’Europa, e ciò eccita sinistroni e destroni angosciati e disarmati dalla perfetta strategia integralista del boy scout dalla voce grossa quando la platea non obbedisce alla sue battute. Circondato da una decina di lecchini-e bellini e indecorosi, il discorso politico su Renzi non solo è morto e sepolto ma abortì sul nascere. Restano, e questo è molto importante, restano da comprendere i meccanismi socioculturali per cui la sinistra delle “c” aspirate smessa la veste cattocomunista per quella cattoarricchita e cattoburina è riuscita a creare nell’area toscofiorentina uno spazio franco dove la mediocrità intellettuale e morale può rifarsi la verginità fino a barare spudoratamente e senza rischio. Nei limiti di Pensalibero invito la sinistra italiana ad aprire gli occhi e a prendere le distanze e isolare la sinistra toscana e i suoi pelele che in tutta Italia toscaneggiano incantati.

    Rispondi
  5. Alessandra Campagnano

    26 Agosto 2014 alle 16:48

    A parte gli scambi di “complimenti” di alcuni interlocutori, mi pare che Nicola Cariglia abbia posto questioni molto serie. Soprattutto ha sottolineato che da almeno due decenni a questa parte il “nuovismo” è una caratteristica della vita politica italiana, con consensi elettorali evidenti. Non dimentichiamo però che alle ultime elezioni europee l’astensionismo ha raggiunto una percentuale notevole sulla quale ancora pubblicamente nessuno prende posizione. Cosa fare per riportare alle urne gli astenuti? E perché si sono astenuti? A mio modesto parere sono il segno che i messaggi-fuochi d’artificio non hanno fatto poi così presa.

    Rispondi
  6. Trevigiano

    26 Agosto 2014 alle 15:29

    Caro Nicola,
    Leggo il tuo articolo come un permesso a partecipare anche con un misero Iphone, dove manco leggo cosa scrivo.
    Direi che se il tempo non fosse quello che è su quello che scrivi non ci piove sopra, cosi diciamo grazie!
    Penso che oltre al dissenso vada dato spazio anche al libero pensiero, quindi anche al mio sebbene persegua una strada che ha una probabilità su sette migliardi di successo.
    In effetti forse era un altro Trevigiano che cancellò come me un nome sostituendolo con una croce che rendeva il suo Dal un Bal portandolo a firmare Xbal Colon.
    A dire la mia critica al Premier mi sembra alquanto ingrassato, come il Berlusconi della fine, direi continuando il mio pensiero, che il porco entropo se lo stia pigliando.
    Egli domina questi Secoli dicendo che tutto è in mano al caso e alla statistica, cosi nessuno capisce più cosa sta succedendo e pieno di paura continua a mangiare.
    Tu non hai di questi problemi come un antico Aristotele segui la ragione, ma io ho dovuto sustituire i pasti con barrette Enervit( straordinarie) per perdere dieci kili e ti prego di raccomandargliele prima che finiscs come Berlusconi: Obeso di Stato.
    Per liberarsi di Entropo la miglior via è quella della Gens Cornelia, se l’Universo sarà provato a forma di Corno, come ipotizza l’Iniversità dove insegnò Einstein in Germania, allora ad un estremo diventa a due dimensioni, che vuol dire può essere descritto con segni in un piano, chiamamoli parole.
    Quindi le cose non avvengono a caso ma seguno una STORIA è solo che senza di noi il Mondo non la capisce, qundi i nostri alleati NATO più vincono più sono nel casino e fanno ingrassare Renzi.
    Ma presto delineeremo la nostra Storia se usa i mezzi democratici per la libertà del Veneto vedrai come lo dimagriamo e la Storia d’Iralia risplenderà di nuovo.

    Rispondi
  7. paolo francia

    26 Agosto 2014 alle 10:52

    E concludo sulle frasi sparate a casaccio dei ministri e di Renzi con questo messaggio postato da un lettore del Corriere della Sera (anche io so fare copia/incolla Chiara) e spero che questo concetto cosi ben espresso possa essere compreso e condiviso dai piu’.
    “Un’altro annuncio spot del governo . Ormai infierire sulla scuola (e sulla sanità) caratterizza la politica di tutti i governi, di destra, di centro, delle banche e sedicenti di sinistra. Tra poco arriva anche la legnata sulla sanità! Ma adesso Renzi vuole abolire le supplenze (che ci sono in tutto il mondo e sono la strada di ingresso dei nuovi insegnanti nella scuola) Contestualmente, anche le amministrazioni periferiche, quasi tutte nelle mani degli amici di Renzi, premono per la distruzione dell’orario scolastico e per l’abolizione dei trasporti per “ragioni di bilancio”. Ovviamente le due cose, abolire le supplenze e concentrare l’orario scolastico, sono incompatibili per qualsiasi essere pensante. Però il popolo non è così sottile per capirlo e il nostro governo-spot (versione grillusconiana del potere) ha buon gioco nello sparacchiare riforme a caso. L’annuncio di una nuova “riforma” serve a coprire il fallimento di quella annunciata in precedenza.”

    Rispondi
  8. paolo francia

    26 Agosto 2014 alle 10:43

    Questa, Boriosi, una delle tante frasi detta dal quel ministro al meeting do Comunione e Liberazione :
    «I supplenti non saranno eliminati fisicamente – ha ironizzato Giannini – come vedrete». L’obiettivo è quello di «ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto che si distingue dall’organico funzionale».
    Una frase stupida, vuota, inutile che non cambierà in nulla il livello degli studenti , né quello degli insegnanti, contunuando a relegare la scuola italiana a fanalino di coda in Europa e fuori.
    Ormai un governo che avanza a slogan (spesso stupidi) e in perenne campagna elettorale.
    La realtà è che non hanno un soldo, cominciano quindi col tagliare la spesa dei supplenti, aumentando quindi la precarietà e le risorse di tutta una fascia di popolazione.
    Buona vacanza Chiara.

    Rispondi
  9. paolo francia

    26 Agosto 2014 alle 10:35

    Chiara, hai tirato per la giacca Cariglia facendo copia-incolla della sola frase appena decente su Renzi estrapolata da un pezzo che nella sua globalità era piuttosto critico, quindi utilizzo lo stesso metodo tuo.
    Come al solito non manchi di fare la maestrina (supplente o titolare?) e di dare del maleducato a chi la pensa diversamente da te, in piu ti ostini da mesi sulla mia presunta idolatria di Monti e adesso anche di Hollande! Umanamente e culturalmente continuo a preferire Monti, visto che almeno non ride e non c’é assolutamente niente da ridere, secondo non c’é bisogno che tu mi ricordi che la ministra viene dal suo partito, lo so, grazie, io a differenza tua non sono trinariciuto e mi limito a criticare, non mi importa da dove provenga il ministro, ma è Renzi che l’ha messa la, lui quindi il responsabile.
    Su Hollande, apparte che non l’ho votato, ho sempre pensato (come penso di Renzi) che sia nullo, quindi sono perfettamente coerente. Se Hollande sarà mai un giorno ricordato, sarà per il matrimonio per tutti, che ora è legge in Francia, mentre in Italia coi cattolici al governo non lo sarà mai. Non laici, ma stantii di sacrestia, tutti.
    Quanto alle offese, saresti te a doverti scusare, ma se tu avessi la capacità di attenerti alla deludente esperienza renziana, avresti già fatto il mea culpa coi tuoi lettori.

    Rispondi
  10. mario

    26 Agosto 2014 alle 09:49

    In democrazia il consenso e’ necessario per poter governare purtroppo abbiamo assistito in passato a politici che hannno usato il l consenso ottenuto per soddisfare i loro bisogni privati. Ho un giudizio estremamente critico verso una classe politica abituata sopratutto a parlare senza fare , il decisionismo di Renzi e la voglia di fare sicuramente e’ molto accattivante dopo decenni di immobilizzo che hanno portato l’Italia in queste condizioni, non vorrei dilungarmi sulla prima repubblica che ha costruito un falzo benessere dilapidando il denaro pubblico rileggendo recentemente i quaderni di La malfa forse se il parlamento lo avesse ascoltato la nostra situazione sarebbe stata piu’ florida , nelle fabbriche la povera gente lavorava e sudava ed i politici allegramente vivevono alle loro spalle godendo di benifici e denaro con laute pensioni senza dimenticare che dopo 14 anni si andava in pensione nel pubblico impiego e tutti contenti.

    Rispondi
  11. Chiara Boriosi

    26 Agosto 2014 alle 01:16

    P.p.s naturalmente, l’abolizione dei supplenti significa solamente abolire il precariato, ma che te lo dico a fare?! A te non interessa affatto.

    Rispondi
  12. Chiara Boriosi

    26 Agosto 2014 alle 01:13

    Scelta civica, of course, il T9 ha corretto in Lista

    Rispondi
  13. Chiara Boriosi

    26 Agosto 2014 alle 01:08

    P.s. Il Ministro Giannini non è “di Renzi”, fa parte di Lista Civica ovvero il partito di Monti, quello che tu hai celebrato in lungo ed in largo come il supremo Salvatore della Patria,, l’uomo perfettissimo, il depositario di ogni sapere. Leggi figliolo, leggi, se vuoi attaccare qualcuno – nella fattispecie me – sii certo di saperne di più di quante ne sappia io. Altrimenti dovrò pensare che quei “sublimi supplenti”, a te, tutto questo bene non hanno fatto. Di certo, non ti hanno insegnato a documentarti, prima di scrivere qualcosa, ed a serbare utile memoria di quanto hai scritto in passato, onde evitare pessime figure.

    Rispondi
  14. Chiara Boriosi

    26 Agosto 2014 alle 00:37

    Caro Paolo, siccome sono una persona educata, a differenza di te, non mi abbasso ad utilizzare lo spazio altrui per sputare in faccia a chicchessia, dunque puoi tenerti la tua ridicola sequela di scempiaggini, le uniche che ormai sei in grado di produrre accecato come sei dal pregiudizio, ed attendere con pazienza che io riprenda a scrivere, chè la mia analisi non mancherà. Analisi fondata su fatti ed argomenti, come sempre, cosa a te del tutto sconosciuta. Aggiungo solo, riguardo a Valls, che “a mio dire” non c’era proprio nulla, mi sono limitata a riportare quanto scritto dai quotidiani francesi, quelli che evidentemente tu non leggi pur vivendo colà, e quanto dichiarato dallo stesso Hollande. Il quale, a proposito di salvatori della patria, fu da te salutato come l’uomo della Provvidenza mentre, tanto per cambiare, io avevo scritto ed anticipato perchè non avrebbe potuto mantenere nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale. Scripta manent, per fortuna, e scemenze tue – scritte a piene mani nel corso di questi anni – pure. Quella sui supplenti è meravigliosa, una delle tue migliori, davvero. Meno leggi, più le spari grosse e più ottieni risultati fantastici. Complimenti.

    Rispondi
  15. paolo francia

    25 Agosto 2014 alle 23:39

    Ineccepibile pezzo di Cariglia, purtroppo Chiara non troverà in esso alcuna frase a sostegno delle sue tesi.
    Ineccepibile risposta di Marzio, che con occhio di caricaturista affermato, fa lo schizzo di Renzi in tutte le pose, ma dimentica quella volgarissima ancorché inutile del gavettone di acqua gelata, dimentica la smorfietta dello stesso mentre gioca a tennis (sport antipatico per antonomasia), che ovviamente è il preferito del nostro. Intanto il Primo ministro francese (quello che a dire di Chiara si ispirava a Renzi…) dimissiona, e siccome Hollande è testardo piu di un mulo, lo rinomina all’istante, quindi il disgraziato ispirato da Renzi dovrà rinominare per la seconda volta un altro governo, che sarà incapace come il precedente, che a sua volta era incapace come quello di Renzi.
    La delizia si è avuta oggi, con il minsitro dell’istruzione (ma direi ministro della Distruzione) che decide di abolire i supplenti a scuola, un discorso di una tale imbecillità e rozzezza poteva solo venire da un ministro di Renzi. Ho dei ricordi stupendi, umani e educativi, di supplenti validi, a volte meglio dei titolari, che una frase del genere mi indigna e mi fa vomitare.
    Il gavettone Renzi avrebbe dovuto farlo con altro materiale nella bacinella (anche Benigli sprofondo’ da giovane nel bottino, e gli ha portato bene).
    Gli italiani sono sensibili ai parolai, agli sbruffoni pure, agli ignorantelli e ai ridanciani. Ma il riso (non il risotto) abbonda nella bocca degli stolti. E quell’ottimismo cretino, cosi lontano dalla serietà che ci vorrebbe e dal sentire incazzatello degli italiani (quelli che non frequenta Chiara, ovviamente) stona come i gavettoni di ghiaccio (pagliacciate inutili) e come i costumi da bagno della Boschi in tinta con lo smalto delle unghie dei piedi.

    Rispondi
  16. marzio siracusa

    25 Agosto 2014 alle 18:53

    E ho dimenticato la pasticca più velenosa propinata ultimamente da Renzi per blandire i sinistri stupidi del suo partito che ancora si domandano come sono finiti dentro la nuova DC. Mi riferisco all’affermazione sempre sull’onda del miracolistico cambiamento, che il capitalismo italiano va rinnovato. Che significa spezzare un rapporto secolare tra capitale e nazione? A quale capitalismo fa da apripista Renzi? Cosa vuol svendere ancora e per chi? Simili affermazioni sono di una gravità inaudita, a cui nessuno reagisce.

    Rispondi
  17. marzio siracusa

    25 Agosto 2014 alle 17:58

    Parole sacrosante, ma in obbedienza al suo unico ideologo Mike Bongiorno Renzi ride sempre, e questo piace tanto agli italiani sempre alla ricerca del buffone migliore senza chiedersi cosa covi dietro il riso. Dubito perciò che Renzi possa essere scalzato via come i Monti e i Letta, perché mescolato al suo ridere c’è in lui una dose di veleno e falsità in più che fino ad ora ha intimorito e zittito. Si pensi alla disinvoltura con cui travisa le domande ostiche dei giornalisti e se la cava sgusciando via, le battute da liceale, ultima quella sull’autunno caldo, la posa di una fretta continua come l’attendessero ad ogni istante tenzoni supreme, quell’abbottonarsi perenne la giacchetta e aggiustarsi la cintura o la cravatta per darsi un tono mentre ammicca a chi non è in scena per dilatare la scena. Questo per quanto riguarda l’istrione Renzi che piace molto alla donne, evidentemente propense a accontentarsi. Poi se si passano in rassegna i contenuti politici cascano le braccia. Per bocca dello stralunato Padoan sappiamo che le mitiche riforme richiederanno almeno due anni per dare effetto sui conti. Ma come? Se le conseguenze tra riforme e ciclo economico virtuoso sono certe e matematiche, già le previsioni di spesa dei prossimi bilanci possono essere indirizzate al meglio. La realtà è che si naviga a vista in un gran polverone, ben camuffato dai timori per le crisi internazionali e che Renzi furbescamente sfrutta per nascondere la situazione. Si aspetta ancora di sapere se in Italia esiste qualcuno capace di affrontarlo e zittirlo pubblicamente.

    Rispondi

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