Il 9 febbraio, che celebriamo come il giorno della repubblica romana del 1849, è da due anni il giorno che ha concluso la tristissima vicenda di Eluana Englaro. E’ bene ricordarlo e ricordare, quanto grave sono ancora oggi le lacune del sistema giuridico italiano, per quanto riguarda vicende bioetiche analoghe. Questo governo ed i precedenti, del resto, hanno sempre ostacolato la battaglia di Beppino Englaro perché fosse rispettata la volontà della figlia più volte affermata secondo le testimonianze accertate. Gli ultimi giorni, poi, il ministro Sacconi, ha provato in tutte le maniere ad impedire “la dolce morte” permessa da una sentenza cui il padre di Eluana aveva ottenuto. Il comportamento e le dichiarazioni del capo del governo che si opponeva alla sentenza furono vergognose. Dichiarare che Eluana potesse ancora partorire un figlio in quelle condizioni dopo diciassette anni di stato vegetativo, avrebbe dovuto indignare molto di più l’opinione pubblica allora, che le note vicende di oggi e i risvolti di sommossa popolare. Due ani fa, la caduta di questo governo ci avrebbe messo nelle condizioni migliori per affrontare i tanti problemi nazionali ed internazionali. Sfide, che il mondo globalizzato, impone anche al nostro paese e che maggioranza ed opposizione per lo più non hanno saputo, o avuto, il coraggio d’affrontare con energia. Distratti dai troppi gossip politici, da conflitti spesso evitabili, stiamo dimenticando cosa veramente affrontare. Il caso Eluana, è parecchio più rilevante che presunti festini in villa con belle giovani. Dispiace scriverlo, ma l’indignazione vera del popolo italiano, doveva essere dimostrata allora, contro un ministro e un capo del governo che hanno offeso la libertà di ciascun individuo su scelte che spettano alla persona e non all’esecutivo politico di turno, qualunque colore esso sia. Un gossip di sesso a confronto al problema di bioetica che riguarda più nel profondo la coscienza di ciascuno di noi cittadini, non dovrebbe essere preso in considerazione. Pare impossibile che qualche presunta ragazza e meretrice, possano mettere alla berlina il governo nazionale con tutto il parlamento in allarme. L’Italia ha estremo bisogno di evolversi nei diritti umani, e di risolvere problemi concreti, per i quali passano anche le sfide globali quotidiane da affrontare, e non soffermarsi su cose che fanno ridere il mondo intero. La necessità di crescere dovrebbe essere il primo stimolo verso il bene comune. Centosessantadue anni fa, un gruppo d’uomini e donne, lo capirono ed ebbero il coraggio di provarci. La Storia e la nostra Costituzione, cento anni dopo, lo ha riconosciuto.
Enrico Martelloni

Signor Selvaggi, la ringrazio per le gentili parole.
Qualcun altro disse : ” la vita è bella” , ma purtroppo non é a disposizione. Nè all’inizio ,non durante,nè alla fine ,in realtà.
In attesa della Grande Riforma…
Caro Martelloni,
Le faccio i miei complimenti per la lucidità e la sensibilità del Suo intervento che sento di sottoscrivere pienamente.
Un pensiero affettuoso rivolgo al sig. Beppino Englaro e a tutte quelle persone che stanno vivendo situazioni di analoga drammaticità.
Non ricordo chi una volta disse: “La vita non è solo biologia ma è anche biografia”. Tutti gli italiani adulti che lo desiderano dovrebbero avere l’opportunità di scegliere, nel rispetto delle proprie convinzioni religiose o filosofiche, quando e come prendere congedo dalla vita.
In memoria di Eluana Englaro, Pier Giorgio Welby e Mario Monicelli.