
Protagonista de “Il cittadino illustre” è Daniel Mantovani, Nobel per la letteratura che, nell’inizio fulminante del film tiene, al momento del ritiro del premio, un discorso dissacrante sul significato del premio stesso. “Ricevere il premio Nobel da una parte mi lusinga dall’altra, visto che essere premiato significa aver messo d’accordo tutti,accademici, specialisti, re…certifica la morte della mia creatività … sono diventato un artista conveniente e questo è per me chiaro segno di declino”.
E quindi già nei primi dieci minuti del film ha inizio quella riflessione sulla cultura che come afferma Daniel “… non va nominata mai, non ha bisogna di essere pronunciata ma di esistere, come la parola libertà”. Un film semplice ma allo stesso tempo ben congegnato ed equilibrato quello argentino che mostra chiaramente l’ottimo stato di salute della cinematografia latino americana. Un film ironico ma con una vena malinconica, i cui protagonisti non sono mai macchiette ma personaggi anche quando l’arroganza dei suoi concittadini si scontra con un a sorta di paternalismo di Daniel. Salas il luogo da cui Daniel fugge da quaranta anni senza riuscire mai ad abbandonare (è quello il luogo in cui ha ambientato tutti i suoi romanzi) e quando riceve l’invito per l’onorificenza più prestigiosa, la medaglia di cittadino illustre, pur non completamente convinto, decide di tornare a casa e mai decisione fu più negativa.
Il film è basato sulla “descrizione” del dettaglio , fino all’albergo che Daniel afferma “mi fa sentire in un film rumeno” e più si analizza quello che sta intorno ai dettagli, più emerge la solitudine di Daniel, solo ed estraneo in qualunque luogo.
Daniel assiste al declino sul fascino che credeva di aver esercitato che si va trasformando in disprezzo e rabbia per come daniel li ha sempre presentati nei suoi libri. Nonostante la vena amara e venata di malinconia, il film è una commedia che diverte il pubblico. Molte le lezioni che Daniel impartisce ai suoi concittadini lezioni che parlano di arte e letteratura, ma che colpiscono più lo spettatore che i cittadini di Salas.Lo spettatore ricorderà a lungo le sue parole, quasi fossero quelle di un vero scrittore premio Nobel, oltre alle risate dettate dalla commedia cui hanno assistito.
La recitazione di Oscar Martinez (Daniel Mantovani) dà vita ad un personaggio amabile e divertente ma anche odioso e indisponente e, grazie alla sua performance ha ottenuto la colpa Volpi quale miglior attore a Venezia 73.
Maria Rita Monaco

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