La storia si ripete. Nel 1996 il centro sinistra andò al governo in una situazione economica difficile con ancora da centrare l’obiettivo dell’euro. Nel 2006 l’Unione è chiamata a governare un paese che si trova di fronte al problema di ridurre in modo consistente una spesa pubblica nella quale l’80 per cento delle uscite è composto da pensioni, sanità, pubblico impiego e trasferimenti agli enti locali. Tutti comparti che per definizione sono terreno politico privilegiato per le forze di sinistra. Insomma oggi come allora gli elettori hanno scelto la sinistra per fargli fare una politica di destra. E la sinistra, come nel ’96, assolverà al suo compito. E’ un destino cinico e baro? No, è perfettamente in linea con la logica delle cose. Del resto quando nel ’96 domandarono a Gianni Agnelli perché Confindustria appoggiava alle elezioni il centro sinistra la risposta fu “perché in Italia solo la sinistra può fare una politica di destra”. La ragione è duplice: per i ceti meno abbienti la sinistra è più credibile ed ha con i sindacati un rapporto privilegiato. Grazie a questo riesce ad ottenere un trattamento di favore. Uno stesso provvedimento a seconda di chi lo prende assume un significato diverso. Facciamo il caso delle liberalizzazioni. Se le fa il centro destra la tesi prevalente sarà quella del “meno regole per favorire i più ricchi”, se le fa il centro sinistra la tesi sarà quella di una “maggior concorrenza per favorire il consumatore”. Questo meccanismo è valido ovunque ma in Italia è più valido che altrove. Il bello è che a forza di sbandierare questo concetto a destra e a manca anche il centro destra, se non altro a livello inconscio, ha finito per farlo proprio. Il governo Berlusconi che per sua natura doveva diminuire la spesa pubblica, da non sottovalutare che gli elettori lo avevano votato proprio per la sua supposta capacità di fare certe riforme, ha finito invece per aumentarla deludendo i suoi elettori. E l’ha aumentata proprio per non esporsi alle critiche dei sindacati. Quelli stessi sindacati che ora, di fronte alla stessa misura, giustificheranno il suo accoglimento perché “far quadrare i conti vuole dire contenere l’inflazione e quindi fare l’interesse delle categorie a reddito fisso”.
Il caso Italia. E’ sempre la sinistra chiamata a fare scelte di destra. Successe nel 96
Per i ceti meno abbienti la sinistra è più credibile ed ha con i sindacati un rapporto privilegiato. Uno stesso provvedimento a seconda di chi lo prende assume un significato.

Analisi esatta. Aggiungerei che ciò è possibile solo se la sinistra cova “in nuce” i ceti e la nomenclatura che saranno davvero la nuova destra di domani. Processo che ovviamente non esiste a destra.
Antonio Dani (a.dani@hotmail.it)