Le frasi irriguardose nei confronti di taluni deputati del Parlamento e le minacce al Governo, riportate dai giornali e pubblicate dalle reti televisive, attribuite al Capo Dello Stato, hanno sorpreso l’intero Popolo italiano.
Il clima politico, molto avvelenato dagli scontri verbali su determinate Leggi approvate dalla maggioranza, sul comportamento di alcuni Organi Istituzionale e dalle lotte di delegittimazioni, rende tutti intolleranti al punto, di perdere il controllo delle proprie azioni.
E’ a tutti noto che il Capo dello Stato ha il compito di tenere unito il Popolo, fare rispettare la Costituzione e difendere la democrazia e la libertà di tutti i cittadini.
Sarebbe, pertanto, molto grave se il Presidente Napolitano avesse veramente chiesto a Berlusconi di andare in Parlamento a verificare, con il voto di fiducia, la tenuta della propria maggioranza, dopo la nomina dei nuovi sottosegretari, che avrebbe creato dei malumori nel Gruppo dei Responsabili sospettati di essere poco affidabili.
Tale affermazione avrebbe avuto una ragione se fosse stata pronunziata, ignorando l’Art.67 della Costituzione, dai gruppi di provenienza dei deputati confluiti nella maggioranza.
Bisogna prendere atto che tutto ciò, che rende vero il falso e viceversa, avviene per la mancanza del necessario equilibrio tra i Poteri dello Stato impegnati a delegittimarsi vicendevolmente calpestando la sovranità popolare prevista dalla Carta costituzionale.
Ha pienamente ragione il Presidente Napolitano quando chiede di rispettare la Magistratura e quando ricorda con profonda commozione i Magistrati uccisi dai brigatisti rossi e neri, per difendere la democrazia, la libertà e la legalità in Italia, ma il Magistrato schierato politicamente contro il Governo non deve farsi forte della difesa del Capo dello Stato.
L’Anm, vera forza organizzata politicamente non può pretendere di guidare il Potere Legislativo servendosi della collaborazione del CSM e della Corte Costituzionale oltre che dello stesso Capo dello Stato.
Il comportamento di taluni Magistrati, nell’esercizio quotidiano delle proprie funzioni, come quello degli ex magistrati eletti parlamentari e diventati accaniti oppositori del Governo Berlusconi, è criticato da molti professori di diritto e da molti politici, tra cui lo stesso Bersani, che nel suo “libro intervista” parla dell’invasione del campo politico da parte di Magistrati sempre ostili ai Governi non di sinistra.
Non si può giustificare né il Presidente dell’Anm quando dichiara che l’attuale Parlamento non è idoneo a legiferare, né il Presidente della Camera quando esprime giudici negativi sul Governo schierandosi con i magistrati definendoli Terzo Potere dello Stato.
Il vero male italiano è la libidine del potere e la poca conoscenza dei limiti imposti dalla Carta costituzionale.
Domenico Civitano

Eppure basterebbe porsi una semplice domanda : quale sia il senso della pretesa di alcuni “magistrati” di denominarsi “magistratura democratica”. Gli altri magistrati cosa sono ?
E poi , in che termini può essere “democratico” un qualcosa o qualcuno che NON è eletto dal popolo ?
Ma queste semplici domande non se le pone Napolitano ,che è pur sempre eletto da “rappresentanti” del popolo?