
Giorgia Meloni sembra aver preso come riferimento per il proprio mandato da presidente del consiglio due figure storiche, ognuna per propria competenza e/o vocazione, ancor oggi di valore universale.
La prima è Napoleone Bonaparte, non un bacucco qualsiasi. Escludendo la somiglianza fisica uomo-donna e la mano destra infilata nel gilet, la sua insegna, la nostra presidente ha preso alla lettera la massima eterna che ha guidato l’imperatore francese nella sua ascesa al potere: “ Se vuoi avere successo a questo mondo, prometti tutto e non mantenere nulla”.
La seconda è San Francesco d’Assisi e il suo “Cantico delle creature”, un riferimento poetico da praticarsi all’inverso.
“….Laudato sii, o mio signore, per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole…sora luna…le stelle…frate vento….l’aria…sora acqua… “e il tutto seguito da ringraziamenti per le tante magnificenze realizzate nell’universo, ma anche qualche spirituale seria giustificazione per quelle inevitabilmente dolorose.
I fatti vanno oltre le parole e alla romana, per l’attuale situazione politica ed economica, dobbiamo intonare “Il cantico delle fregature”. Mi scusino i Romani.
Che stai a fa’ o mia signora, in campagna elettorale stavi a parlà de monti e mari e mo’ non vedemo ‘na mazza, salvo averce aggiunto un ponte, un’altra balla. Il fu capo del tuo vice voleva fa’ un canale vigilato da squali e orche per lasciare la tua Roma con certezza all’Africa e mo’ ora volemo buttar li soldi per far della magnifica Isola Sicilia, ‘na penisola.
Dovevi portare a casa ogni centesimo del PNRR per far l’Italia nova e a occhio e portafoglio me sa che ce teniamo quella vecchia con qualche ammaccatura in più.
Se vinco al Lotto e me faccio ‘na Ferrari devo pagà il superbollo. Devo contestare il funzionamento dell’apparecchio acustico all’Amplifon assieme ad altri tre vecchietti perché, Altissima, avevamo inteso dalla tua bocca che sarebbe stato abolito. Sembrava così anche dal labiale . Mo semo pure orbi e ce tocca comprà pure gli occhiali.
Ce sembrava di aver capito che avresti aggiornato i piani pandemici, visto come il Covid ci ha mazzolato, ma non s’è visto nulla. Il prossimo sarà certamente un retro virus e qui non servono vaccini, bastano le mutande de fero che trovi in qualsiasi parafarmacia.
Quota 41, ma chi te vede più, c’è il ponte, non rompete i c……..al vice che segue di persona i non lavori. E’ lavato di sudore dal troppo non da fare.
Flat tax, soglia minima di pagamenti con il POS, estensione delle prestazioni mediche esenti da ticket per tutti i nuovi poveri, so’ cazzate lo so, come fai a vederle da lassù, ma l’hai promesso tu.
L’elezione diretta del Capo dello Stato, l’hai promessa tu, ma conto che come per il resto la proposta rimanga un eco lontano da quaggiù.
Quel giorno cane poi t’è sfuggito di abbassare subito l’IVA sui beni di prima necessità ed energia, tagliare le ingiuste accise, ma da allora fare il pieno costa il 20% in più e si esce dal supermercato con la spesa con il 20% di prodotti in meno e il mutuo della casa si pagherà sino al giorno in cui uno se ne andrà nell’aldilà.
Complimenti sentiti per la strategia e i risultati per la difesa dei confini della Patria sacra e ribadisco Patria e sacra perché noi con l’Amplifon quando arringhi “…so’ madre ecc…..”noi sentiamo “badria” e “sagra”.
Sforzarti su questa P e questa C, perché il resto è una fregatura con tutte le consonanti e le vocali chiare poste là e nulla cambierà.
Grazie Altissima per le promesse che ci hanno riempito di gioia per qualche mese e ringrazia il tuo vice che le ha completate nella loro incredibilità con l’opera omnia, quel ponte posto proprio là.
Grazie per i veri miracoli che compi ogni giorno: nonostante il “Cantico delle fregature” i sondaggi ti danno indiscutibilmente prima in testa, senza l’ombra di Salvini o altri ad intralciare un cammino che odora di santità.
Fiorenzo Da Ros

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