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Il Candido per il né

di Giuseppe Mele | 20 Novembre 2016

In opposte schiere stanno quelli del Si e del No.

Da mesi, ma sembra da anni, non se le mandano a dire: “Chi vota No , è ignorante”, “chi vota Si lo fà per interesse personale” , “Il No ha la puzza al naso, è masochista, “ Chi vota Si è in mala fede”,  “Non immagino cosa capiterà al Nostro Paese se vincesse il No”, “Quel carattere di un Renzi, si incaponisce per un puntiglio”, “I peggiori politici invidiosi e rancorosi sono coalizzati per il Si”, “ Proprio quando il. nostro capo di governo ha bisogno del. massimo appoggio”,  “Voto No perchè non mi sento un fallito”.

Ora che la data del DDay è decisa per il 4 dicembre, insulti e urla direttamente si sono semplificati nell’odio reciproco: “Vai a scrivere stronzate da un ‘altra parte”, “La nostra vittoria vi manda fuori di testa senza clientele “, “Ma chi e’ questa testa di cazzo ?”, “Logorroici che arringano il popolo bue”, “Veri vermi”, “Pappardelle senza nessun appiglio”, “Un post assolutamente ridicolo”, “fottiti imbecille!!!!”, “Non voglio che l’Italia finisca come il Venezuela”, “Volete aiutare la destra populista”, “Non c’è trippa per gatti.“  E’ un odio diffuso ed interno che vede la sinistra contro la sinistra, la destra contro la destra, il centro contro il centro, le intestina lottare con le budella.

Gatti, buoi, cani, vermi, vil lici e quanti altri si sono sentiti tirati in ballo a sproposito si sono fermati davanti al polverone alzato dalle sberle mediatiche, timorosi di finire in zuffe materiali e disastri politici. Un po’ come in quelle belle piazze Taksim\Maidan\ Bourguiba che  promettevano tanto bene e poi hanno deciso tanto male. Si sono chiesti: “Si o No a cosa? “ I belligeranti con la mosca al naso ed il dito nell’occhio hanno subito soffiato con rabbia: Si alla nuova costituzione più bella del mondo!”, “ No per la vecchia costituzione, quella sì più bella del mondo!”

Lentamente dondolando le code, drizzando l’orecchio e battendo il cappello sulle gambe, animali e villici dissero “Quale, quella basata sul lavoro che non conta nulla? Quella che difende il risparmio derubandolo? Quella delle regole di partito e sindacato inesistenti? Quella dei pubblici impiegati per concorso tutti dentro a chiamata diretta? Quella che difende famiglia e figli incitando ai divorzi? Quella scritta da magistrati che fecero carriera senza mai fare un’ora di pretura? Da professori che fecero carriera senza sapere dove era l’Università? Da giornalisti che manco sapevano cos’è la cronaca? La copia di quella di Stalin del ’36? Ma quella serviva solo a prolungare all’infinito l’8 settembre e infatti ha partorito 70 governi in settant’anni, balneari e badogliani.  dta da ra lamai fare un’ora di pretura?

Fateci il piacere con le vostre cozze da sposare che volete propinarci come le più belle del reame. Meglio un bel comitato del Né che abolisca le carte dell’utopia fatte da topi che indicano la luna per rubarsi il formaggio. Non c’è migliore costituzione di quella che non c’è. Né.

Giuseppe Mele

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, costituzione, governo, lavoro, mondo, professori, referendum costituzionale, renzi

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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