Quando volavo su Caravelle, DC8, DC9 e anche su Fokker a elica, come assistente di volo, era impensabile che rimanesse l’uomo solo al comando..
Pilota folle e kamikaze (escluso il suicidio perchè ci si suicida da soli) citato come esempio positivo dalla Federation aviation administration, della quale aveva conseguito un certificato di eccellenza nel 2013. Attraversato “un episodio depressivo pesante” nel 2009 è stato sottoposto a cure psichiatriche. Da allora seguiva un trattamento “medico particolare e regolare”.
Ma l’intelligenza non salva dalla depressione.
E in tempi di tecnologia avanzatissima l’ultima speranza è stata un’ascia.
Queste sovrastrutture ipertecnologiche ci stanno facendo sfumare con precipitosa lentezza, alcuni umani strumenti primordiali.. l’istinto, il sesto senso, l’intuito che i nostri avi usavano, non possedendo altro, dall’età della pietra.
Il ragazzo aveva, dopo patologia psichiatrica conclamata, passato i test clinici e psicologici. Ma nella sua anima nessuno si è premurato di entrare e rovistare, evidentemente, e dunque nessuno ha visto che il bianco e il nero, che ogni uomo ha dentro, si stava trasformando in torbido e perverso grigio.
Uno dei grandi pericoli della scienza e della tecnica è appunto questo. Sottovalutare certe avvisaglie, certi atteggiamenti non apprezzabili scientificamente. Non vorrei fare la maestrina dalla penna rossa parapsicologica, ma almeno una riflessione penso che questo ragionamento, questa tesi, la meritino.
E ora come spesso accade ci si stracciano le vesti per non aver capito quello che sarebbe potuto accadere, ed è accaduto, senza avere una contromisura di sicurezza per quella, estrema , della porta blindata. E si prendono provvedimenti perchè non accada mai più. Quando i buoi son già scappati.
Ai miei tempi, quando volavo su caravelle dc8 dc9 e anche su fokker a elica, come assistente di volo, era impensabile che rimanesse l’uomo solo al comando.. erano in due, almeno, i piloti, accompagnati dal tecnico di volo. Che oggi pare una figura inesistente, sostituita evidentemente da aggeggi elettronici. In tempi di vacche magre anche la sicurezza va a ramengo, checchè ne dicano gli esperti.
Pensare che una scelta fatta dopo l’11 settembre si sia ritorta contro è davvero paradossale. Ha cercato di buttare giù la porta blindata con un’ascia, che “fa parte delle apparecchiature di sicurezza di un A320″, per cercare disperatamente di evitare il disastro.
Che l’uomo recuperi le capacità di pensare e riflettere con la mente e con il cuore e con le mani per risolvere i problemi e che consideri gli strumenti come tali senza esserne stravolto e prevaricato, e usarli dopo, senza abdicare mai alle capacità cognitive . Questo è l’unico auspicio che possiamo offrire al”umanità presente e futura.
E si rimane con l’amaro in bocca. Con le stragi terroristiche di ieri e di oggi, almeno c’e qualcuno da incolpare. Si sono date etichette di buoni e cattivi e si è potuto fare una bella spartizione fra bene e male. Qui ci possiamo soltanto raccogliere in un dolore universale e nella paura, non senza interrogarci sulla fragilità dell’uomo. Della vittima/carnefice e di chi avrebbe dovuto sorvegliare e controllare per evitare la tragedia.
Se da un lato è vagamente confortante pensare che era considerato inadatto al volo, dall’altro è terrificante che non ne è stato preso atto e considerato, dovutamente e decorosamente, da chi di dovere, mostrando un comportamento quantomeno omertoso. Infatti tutti ci stiamo chiedendo, forse, quanti piloti saranno nelle medesime condizioni. Che porta a criminalizzare un’intera categoria.
Ingiustamente.

Compélimenti pet le giustissime considerazioni. In tempi di APP, di Smart, di E, di I un’ascia preistorica resterà l’ultimo simbolo del disperato tentativo di salvare una situazione agghiacciante.
In epoca sovietica i cockpits dei Tupolev TU-154 o degli Antonov erano concepiti in modo che 3 uomini fossero necessari per pilotare l’aereo, questo per impedire che un uomo solo potesse dirigere l’aereo in Occidente. Chi è esperto di aviazione civile sa che per la maggior parte dei disastri aerei l’errore umano è e resta il principale fattore, la macchina raramente sbaglia e in caso di pericoli estremi la differenza la fa il pilota valido e con tanta esperienza. Queste macchine “perfette” paradossalmente hanno invece ridotto la capacità dei piloti odierni di prendere in mao i velivoli, che in caso di emergenze gravi sono spesso mal capiti dai piloti iper tecnologizzati.
Forse volare dovrebbe ritornare ad essere un lusso per pochi, tutto invece è Easy, Fast, Low, Chip….e i piloti frustrati e mal pagati delle compagnie Lox Cost, ridotti a semplici autisti di Tram, avendo fatto gli stessi sacrifici di un tempo per avere i loro brevetti, finiscono a volte per cadere in depressione. Questa è anche la sconfitta della piscologia, perché alla fine l’Uomo decide da solo e come è giustamente sottolineato, l’intelligenza non salva nessuno in questi casi….anzi…..
Gli animali pero’ si suicidano in gruppo (Balene, pinguini….) e alcuni parlano di suicidio altruista, cioé il povero Lubitz una volta presa la decisione, ha considerato di fare un piacere a queste persone, tanto il finale è quello in ogni caso per tutti. Ma piu che ucciderli li ha privati del loro destino, un ladro di sogni, speranze e qualche illusione.