In questo deserto di idee non è difficile recuperare pragmaticamente quello che è semplice. Tendere a scelte consapevoli possibili e non eccessive. Ecco, è l’eccesso che guasta tutto. Quel voler essere agli estremi e combattersi strenuamente da mane a sera. Senza alcuna volontà di intesa, di accordi di buon senso. I principi del gruppo sono esattamente questi. Cogliere e accogliere il meglio da qualunque parte venga.
Da una riunione aperta e all’aperto sono andata via prima per un altro impegno concomitante ma ormai ho ben acquisito e assimilato lo spirito del gruppo e sono sempre più convinta della mia scelta. Atmosfera serena con spunti benevolmente ironici e divertenti. Non facile da ottenere in un gruppo eterogeneo qual è il nostro dove si intersecano idee di origine diversa che si incontrano in programmi condivisi. Perchè di semplice buon senso. in un caminetto aperto a tutti, addirittura all’aperto. Una discussione in cui anche il possibile disaccordo rappresenta una ricchezza per migliorarsi e non un’occasione di scontro. Rispetto, ascolto, condivisione. Sguardi attenti. Oh, allora c’è speranza!”
Intanto il sindaco se ne inventa un’altra. Le ronde anti panino con il benestare del comune. I sedicenti volontari parlano di ordinanza, dicono di avere l’appoggio della Polizia municipale, non di darla, e di essere stati chiamati dai commercianti. Il problema non è il panino e qualche briciola inevitabile, ma la sporcizia che lasciano sul marciapiede ma anche sulla soglia delle botteghe. Tanto da irritare i commercianti che purtroppo, pare si siano pure menati con un paio di avventori su di giri. Il volontariato, se di questo si tratta, è un valore aggiunto alle figure istituzionali, ma una qualsiasi ordinanza, condivisibile o meno, attinente all’ordine pubblico non è delegabile a nessuna associazione di volontariato. Far rispettare le regole è compito delle forze dell’ordine. Comunque, in questo caso, non si tratta di ordine pubblico ma di sudiciumaio che viene bellamente lasciato per le strade e sugli scalini delle chiese da indigeni e endogeni. E i volontari che farebbero? Prendono per un braccio e fanno alzare i manducanti ? Intimano loro di farlo? Questa è una brutta strada. Anche perchè se metti una pettorina o una divisina a un civile si sente autorizzato a fare quello che non gli spetta.
La strada, la mia strada, dove ho passato metà della mia vita. No, non per strada bensì nella farmacia Logge del grano, accanto all’Antico vinaio, oggi la pietra dello scandalo, ma non solo lui. La strada, dicevo, è sempre stata snobbata dai sindaci che si sono succeduti, Matteo compreso. Ma chissà che ora Dario, a ridosso del voto non si dia una smossa. Cestini, panchine, tavolini, pedonalizzazione, come richiesto da decenni. La strada è stretta ma la Loggia e la piazza del grano, già Castellani, potrebbero essere adatte all’uopo. Vedremo, il resto alla prossima puntata. Punto e a capo!
Del resto bivaccare è un conto, mangiare un panino altro, se si lascia in ordine. Se invece si lascia di tutto sparso per le terre, si sanziona, secondo regole che esistono già. O così dovrebbe essere, citando il buon senso che evoca il sindaco che emette ordinanze per far cassa, evidentemente. Certo è più facile comminare una multa a chi si siede pacificamente a mangiare il panino. Piuttosto che affrontare alcuni che hanno in mano la città e fanno quel che vogliono e, come si dice, far pagare il giusto per il peccatore. Più facile avere a che fare con gente quieta e tranquilla che si gode la città, magari in modo un po’ troppo sgangherato, piuttosto che con scalmanati che bivaccano davvero sulle scalinate delle chiese in mezzo ai pusher o fanno il loro comodo continuando imperterriti a vendere merce contraffatta senza alcun permesso. Con tappeti che spesso invadono le strade inducendo a slalom a turisti e cittadini. O occuparsi delle finte statue borseggiatrici. Certo il top sarebbe osservare e far osservare le regole a tutti.
Ecco, dunque, per dirla Con Graziano Cioni da Punt’eaccapo.
“C’è bisogno di “corpi intermedi”, fondamentali in democrazia. La disintermediazione sociale non può funzionare perché occorrono regole condivise. Conoscere sempre cosa si muove sul territorio, per avere una circolarità informativa ed una collaborazione virtuosa”. Con associazioni, sindacati, comitati.
Di Polizia Municipale motivata, efficiente, con mezzi e dotazioni. Ascoltarne le esigenze, tutelarne la professionalità e le competenze.
Di presìdi aperti, diffusi sul territorio usufrendo di ambienti vuoti da decenni, e da decenni stiracchiati in qua e là senza mai prendere decisioni. Immobili da recuperare e da utilizzare anche per gli uffici comunali e per i servizi al cittadino.
E, perchè no, di Agenzie private, ma dotate di grande professionalità come fiancheggiatrici delle forze di polizia nel garantire sicurezza agli eventi.
Infine , ultima ma non ultima in ordine d’importanza, di conoscenza delle Opportunità.
La Commissione Europea, già dai primi del 2000, ha varato i PON, Piano Operativo Nazionale, alimentati da varie risorse. La programmazione 2014/2020 prevede fondi sia nell’ambito del PON Legalità, sia del PON Metro, per le aree metropolitane. Ci sono fondi europei destinati alle aree di interesse culturale, per la formazione, per la video sorveglianza, per l’accoglienza dei migranti. Mettere a sistema queste risorse dovrebbe costituire un asse strategico per l’Amministrazione comunale.
Carla Ceretelli

Ma colpire il turismo di massa e delle élites libresche, insieme al mito ipocrita della cultura per tutti, in modo da costringere paninerie, spaghetterie e venditori di schifezze varie a chiudere insieme agli addetti allo zoo aeroportuale, agli affittacamere, ai mostraioli, e ai cerimonieri accademici chiamati intellettuali, questo fa orrore dirlo? O è forse la spinta più importante, ripulire i marciapiedi, per uscire dall’Europa e dalla Nato?